<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723</id><updated>2012-02-15T23:34:52.998-08:00</updated><title type='text'>Il Viaggio dell'Olivastro</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-754119874440082127</id><published>2009-03-15T02:28:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:28:39.315-07:00</updated><title type='text'>Idea del viaggio</title><content type='html'>Nella vita ci sono molte ragioni per cui una persona cerca qualche cosa. Io a 40 anni padre di due bellissime bambine e marito di Silvia da ormai 13 anni, ho deciso che dovevo fermarmi un momento, cercare di rimischiare le carte, come si ama dire, e dovevo farlo lontano, lontano dagli affetti, dalle cose che mi piacciono e da tutto ciò che poteva condizionarmi. Lontano anche dalla voglia di ritornare. Il 2005 rappresentava un anno particolare, erano successe un po di cose che mi avevano frastornato. Da pazzo furioso quale ero, mi ritrovavo ad essere diventato un po troppo taciturno e riflessivo. Certo molti di quelli che partono per un viaggio hanno mille motivi tra i più seri al più banale che potrebbe sembrare il solo voler viaggiare. Io volevo una pausa….tutta mia, una bella botta di egoismo. Intorno a me tutto era contro. Gli amici che non capivano sta cosa, la moglie che aveva mille paure, le bimbe che mi guardavano con occhi strani…..ma ero deciso. Il passo principale, come molti di voi sapranno è l’acquisto del biglietto, credo che sia il punto di non ritorno, rappresenta tutto, l’impegno economico, la prova tangibile della convinzione di fare il viaggio, la meta, il giorno, lo spazio ed il tempo racchiusi in una cosa semplicissima come la prenotazione di un biglietto. Altro passo fondamentale, almeno per uno nella mia situazione è il consenso della moglie sul passaporto. Ricorderò sempre la mano che tremava a mia moglie e la domanda che mi fece fuori dall’ufficio passaporti della Questura di Ascoli Piceno:” Ma torni?”. Sinceramente in quel momento non sapevo rispondere, anzi, avevo paura che il sogno diventasse realtà e che mi lasciavo prendere e non tornavo più. Quando ho prenotato il volo era il 9 di dicembre del 2005, ricordo la data ed il freddo che faceva. Da tempo giravo sul forum di Tripluca, chiedevo informazioni, dettagli, consigli. Trovai qualche amico che mi consigliò la Chatay Pacific: cazzarola a 1000 euro andata e ritorno da Sydney. Giorno di partenza il 15 gennaio 2006 alle ore 12,30 da Fiumicino. Era fatta. Ora bisognava organizzare il tutto. Primo problema il lavoro. In modo moooolto sottotraccia incominciai a chiedere cosa fare per avere l’aspettativa. Prese le dovute informazioni dovevo organizzarmi per i colleghi. Lavoro in una centrale controllo di una multinazionale farmaceutica….quella della pillola blu per i maschietti che hanno problemi con l’alzabandiera. Mai nessuno poteva assentarsi per un lungo periodo ed io volevo andare via per quasi due mesi….assurdo. Con stupore trovai piena collaborazione partendo dai miei superiori, forse perché sapevano che non avrei mai chiesto una cosa del genere se non ne avevo bisogno. Solo ad alcuni colleghi, lo stretto necessario, comunicai la mia assenza, ad un numero ancora inferiore dissi le motivazioni. Quando la cosa fu ufficiale lo domande fioccarono da tutte le parti ma io me ne liberavo con un:”Tutto ok niente di serio!” Veramente ci divertimmo io ed altri due colleghi a mettere in giro delle voci. Prima di queste l’aver trovato un mobile antico di valore inestimabile e che andavo a restaurarlo a Modena (chissà perché a Modena). La più bella delle chiacchiere messe in giro, visti i tempi che combaciavano, era quella che mi vedeva come partecipante del Grande Fratello…che sarebbe iniziato il giovedì successivo alla mia partenza. Fatto stà che il giovedì sera circa 40 persone che lavoravano nella mia azienda si riunirono per vedermi entrare nella casa più famosa della tv….quando me lo hanno raccontato, via e-mail, ero in un internet point gestito da cinesi (come al solito), ricordo ancora che mi sono piegato in due dal ridere ed a momenti cado dalal sedia. Il cinese che gestiva l’internet point mi voleva cacciare fuori dal locale pensando che fossi ubriaco…sono anche arrivato ad alitargli in faccia per fargli capire che non avevo bevuto Seconda fase, la parte economica. Non volevo assolutamente incidere sulle finanze familiari quindi dovevo trovare il modo di racimolare almeno 3000 euro. Premetto che sono un buon frequentatore di ebay quindi mi venne l’idea di prendere il mio scantinato e privarlo di tutte quelle cose inutili parcheggiate al suo interno e venderle: friggitrici elettriche mai usate, servizi di cristallo, piatti, bambole, macchine fotografiche, culle, carrozzine, di tutto…..ma non bastava. Dei cari amici restauratori mi chiesero, sapendo cosa stavo per fare, se volevo lavorare da loro per alcune ore….magari…..ma anche qui non arrivavo alla cifra. Allora dovetti calare il Jolly. Avevo una Moto Guzzi V35C, rossa, una signora di 21 anni, perfetta in tutte le sue parti, la mia Giulietta, se volevo trovare i soldi avrei dovuto venderla. In quel periodo mi arrivò come per caso l’offerta di una persona. Devo confessare che sono un collezionista di figurine ed album Calciatori, soprattutto della Panini, ma anche di altre case editrici. Conoscevo ogni figurina di tutti i miei album in quanto attaccata con le mie manine. Prima con la colla, la famosa Coccoina, poi quelle adesivi. Pizzabballa, Alberatosi, Mondiali Messico 70, l’album 74-75 il primo anno dell’Ascoli in serie A e l’ultimo album della Panini con la figurina che riprendeva interamente il calciatore….l’odore della carta…i colori, tutto ricordavo. Dovevo decidere tra la moto o la raccolta di album, azz, voi che avreste fatto?...10 secondi per pensarci!!! Ho venduto la collezione. Il motivo è che la moto non l’avrei trovata più in quelle condizioni, gli album, avendo un po di culo, forse li avrei potuti ritrovare ed acquistare da qualche collezionista. Fatto sta che racimolai un 3000 euro…facendo i conti dovevano bastarmi. Seguendo i consigli dei vari Giò, Triplica, Oztupac, Carmine….insomma un po di tutti, mi organizzai nelle piccole cose. Zaino, fortuna volle che avevo gia uno zaino da 50 litri con cerniera anteriore. Assistenza medica: andai alla mia Asl e compilai il modello, chi si ricorda che modello fosse, per avere l’assistenza sanitaria in Australia. Guardaroba. Qui ci furono dei problemi. Ci sono varie correnti di pensiero su quello che devi portarti dietro….io presi un po da una ed un po dall’altra….ma poi durante il viaggio mi accorsi che ti ci devi trovare per capire cosa realmente ti serve: poco e forse niente. Ho messo nello zaino cose che hanno visto la luce solamente di Ascoli, mai cacciate e mai messe….una camicia a maniche lunghe, come mi sarà venuto in mente a portarmela…misteri della vita. Per ridurre il volume ed il peso comprai un doccia-intimo-capelli grassi-mossi-rigenerante-idratante-tagliaunghie e scopri che era buono anche per friggere la pasta. Una minuscola bomboletta di schiuma da barba e via dicendo. La mia dottoressa, la carissima Diana, mi realizzo una piccola farmacia: dal medicinale per bloccare la cacarella all’antibiotico ad ampio spettro per finire al cortisone….non mi fece mancare niente…ma una bella grattata di palle fu necessaria. Fase tre: informazioni-piantine-guide. Incominciai a comprare guide, piantine, a studiare percorsi con un ipotetico calendario ma la cosa che mi preoccupava maggiormente era la lingua. Avevo sentito dire che in Australia si parlava un inglese particolare ma a me la cosa non mi toccava. Perché?...perchè io l’inglese non lo parlo. Sono a livello scolastico ed ho capito poi che il nostro livello scolastico significa non capire una mazza di quello che dicono. Io ero al livello:” Where is the boock?....the boock is on the table”. Ma a parte il parlarlo…chi cazzarola lo sapeva scrivere…come potrete constatare di seguito. Fatto sta che ti compro vari corsi accelerati di inglese, vocabolari, libri di frasi comuni…insomma come si suol dire un full immersion. Fase 4 : tutte le piccole cose. Per piccole cose intendo macchinetta digitale, lettore mp3, occhiali, cappello, e stronzate varie. Partiamo dalla macchinetta. Ne avevo trovata uan su ebay, bella mi dicevano che era come nuova. C’era chi mi sconsigliava dicendomi che con altri 50 euro ne compravo una nuova, ma io niente. La compro mi arriva, foto …foto …foto…due giorni prima di partire la macchinetta pluffete….MORTA!!! Corri subito a comprarne n’altra….così alla fine doppia spesa. Per quanto riguarda il lettore mp3 lo avevo gia, il dilemma è stato scegliere le canzoni da mettere dentro. E’ un 512 mb ed ha una capienza di circa 100 canzoni. Pensavo che cento canzoni erano tante e che sicuramente non l’avrei riempito, fatto sta che ho cambiato 5 volte la lista delle canzoni non sapendo mai quali escludere, viaggiavo sempre tra un po di tutto o mettere alcuni generi ben precisi, alla fine ho optato per mettere un po di tutto quindi ho spaziato da Guccini, Bacharach, Morricone, Pink Floyd, U2, Venditti, AC-DC, The Who….insomma un po di tutto…e devo dire che ci sono musiche che resteranno impresse nella mia mente per i i momenti ed i lughi a cui hanno fatto da colonna sonora (mamma mia che smielataggine che ho scritto) Passa Natale, Capodanno….la data si avvicinava. Io avevo in corpo una sensazione che era un misto di euforia e di paura. L’eurforia era certamente dovuta la viaggio. LA paura era rappresentata da una decisione presa, voluta e che mi portava da solo a vivere situazioni che mai avrei pensato….ma siii chi se ne frega. Arriva il 15 gennaio….ed inizia il mio diario del&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-754119874440082127?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/754119874440082127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=754119874440082127' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/754119874440082127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/754119874440082127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/idea-del-viaggio.html' title='Idea del viaggio'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-4349575939687531380</id><published>2009-03-15T02:27:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:28:01.764-07:00</updated><title type='text'>Ascoli Piceno 15 gennaio 2006</title><content type='html'>Ho capito che ci sono ancora persone per cui vale la pena spendersi. Me lo hanno dimostrato Simone ed Ivan. Sono due fratelli, nella vita fanno i restauratori di mobili antichi e sono due folli. Lavorano sodo tutta la settimana ed hanno come unica ricompensa il sonno del sabato e della domenica mattina. Non solo mi hanno dato l’opportunità di fare qualche soldo facendomi dei lavoretti o aiutandoli ma si sono offerti di accompagnarmi all’aeroporto di Roma, svegliandosi alle 6,30……mai e poi ami avrebbero fatto una levataccia del genere. I saluti dalla moglie sono stati duri, non abbiamo parlato molto, diciamo che il tutto si è svolto soprattutto con delle occhiate, sguardi e l’abbraccio finale non lo dimenticherò. Non sono uno che piange ma ci sono andato vicino. Le bimbe erano ancora assonnate, mi hanno dato un bacio e le solite raccomandazioni Per strada ci fermiamo a fare colazione e troviamo alcuni amici cacciatori. Alla notizia che stavo andando a Roma per prendere l’aereo mi ha fatto riflettere la commozione negli occhi di Giancarlo, caro amico. Si viaggia chiacchierando di quello che potrà essere il viaggio, delle raccomandazioni: profilattici, non bere troppo, stai attento a quello che fumi…..insomma si capisce che tipo di amici sono. Si arriva all’aeroporto di Fiumicino e culo dei culi troviamo anche parcheggio . Gia da come sono entrato incominciava ad aleggiare intorno a me una certa area fantozziana, anzi no direi più da Totò e Peppino alla stazione di Milano nel film “Totò Peppino e la malafemmena”. Si vedeva che non era il mio ambiente naturale. Certo non era la prima volta che viaggiavo o che prendevo l’aereo ma non so ero come spaesato. Seguendo i consigli di qualche amico del forum ho impacchettato lo zaino con la pellicola pensando così di evitare che le varie stringhe potessero impigliarsi da qualche parte su i vari nastri che dovevano percorrere. Cazzarola 12 euro per impacchettare uno zaino, per poi accorgersi al momento del check-in che per bagagli come gli zaini hanno una specie di barchetta che serve proprio a non permettere a borse, zaini o altro bagaglio che presenta varie stringhe pendenti, di impigliarsi in qualche posto. Fatto. Il check-in è fatto, ho chiesto di essere messo nella fila con due poltrone e in modo particolare su quella del corridoio, cosi posso sia allungare un po le gambe che alzarmi quando voglio senza rompere le scatole a chi mi è seduto vicino. Simone ed Ivan mi salutano, ripartono subito così riescono a tornare a casa per pranzo e…a farsi una pennichella pomeridiana. Strano ma abbiamo tutti e tre gli occhi lucidi. Ci diciamo poco durante il saluto, si capisce lo stato d’animo in cui siamo. Ok sono solo. Mamma ho paura…eheheh. Cerco una porta, cancello, un orifizio dove poter entrare per andare al mitico ed ormai per me vitale TERMINAL 22. Prima cazzata: mi metto a fare la fila, ed ancora oggi non mi spiego il perché, dietro ad un fiume di persone. Fatto sta che dopo 35 minuti arrivo alla testa della fila e mi dicono che quella è l’ingresso per le persone che devono dichiarare qualche cosa alla dogana…cazzo allora io dove entro se non ho nulla da dichiarare? Proseguo la mia ricerca e finalmente trovo l’ingresso per i terminal internazionali. Solito passaggio sotto il metal-detector. Come al solito mi suona qualche cosa, avevo versato tutto il contenuto delle tasche nel cestino ma mi suona lo stesso….azz la cintura. Ok me la tolgo e zip…calano i pantaloni, li riprendo per un pelo. Sono al mitico TERMINAL 22, mi arrivano sms da parte tantissimi amici, mia madre e dalle mie donne. Azz se ho nostalgia di loro gia dopo neanche 4 ore alla fine dell’avventura che sarà mai? Mi guardo un po attorno. Italiani pochi, molti asiatici, cma è naturale, la tratta è Roma – Hong Kong certo non posso trovarci degli Inuit. Tra trenini su monorotaia, un tratto su tapirulan arrivo all’imbarco dell’aereo. Le signorine a bordo sono carine e molto gentili. L’aereo è grande, pulito, mi da una buona impressione. Ci sono due file laterali da due poltrone ed una fila centrale da 4 poltrone. La prima classe….mbè lasciamo perdere dove ci sono 6 poltrone nella economi ce ne sono 24, ho detto tutto. Vedo che vengono sistemate due culle e subito dopo arrivano due mamme con altrettanti neonati, saranno il mio incubo per tutto il viaggio. Pare che si fossero accordati, come smetteva di piangere uno attaccava l’altro e questo per circa 5 ore di viaggio. Anche se non capisco il filippino, l’inglese, o altre lingue che si parlavano sull’aereo ho capito bene che c’era qualche persona che li avrebbe messi un paio di secondi con la faccina sopra al fornello del gas…spento naturalmente. Le prime due ore le passo a guardarmi in giro. Cerco di scorgere qualche faccia amica ma niente. Il mio vicino è un filippino che parla poco italiano quindi sotto con cuffie e musica. Mi addormento ma vengo svegliato dalla signorina che mi dice di mettermi la cintura perché ci sono turbolenze. Ora, credo che quello di svegliarti sia un fatto involontario ma porcaccia miseria non so perché ma ogni volta che provi ad addormentarti tempo due minuti e ti trovi o una signorina, o il tuo vicino, o il bambino che piange che ti svegliano…manco fosse na tortura. Fatto sta che da Ankara a quasi tutta l’India ci sono turbolenze. Come faccio a sapere che la tratta era quella?...con la cosa più micidiale che potessero inventarsi su un aereo: il televisorino che hai sullo schienale avanti a te che ti da istante per istante la posizione dell’aereo. La cosa più assurda che uno può fare è guardare costantemente figurina di aereo che piano piano si sposta….non ti passa più: 9.000 km all’arrivo…8.980 km all’arrivo…8.960 km all’arrivo…neee ve lo sconsiglio sinceramente. Mi passano da mangiare di tutto, ma soprattutto senza che io sapessi cosa fosse perché, e lo dico per l’ultima volta, non capendo bene l’inglese, poi parlato da una cinese, quando capivo che stavano passando per chiederti cosa volevi da mangiare, cercavo di capire ma niente, allora mi buttavo sulla prima cosa di cui riuscivo a ripetere il “SUONO”: ho mangiato cose che non ho mai capito cosa fossero…ma non sono morto, anzi alcune erano molto buone. Ad un certo punto vedo che al mio vicino viene portato un bicchiere con dentro una brodaglia e le classiche bacchette per mangiare all’asiatica. Con naturale bravura il mio compagno tira fuori come da un cappello magico degli spaghetti. Porcaccia miseria. Era un po’ che la mia pancia brontolava, chiedere qualche cosa da mangiare non ne ero capace ma, o ci provavo o qua si patisce la fame. Mi faccio coraggio: “ Sorry miss can…i wont…it’s possible one of thise?” il tutto accompagnato da ampi gesti con mani e braccia. Parlando con il mio vicino mi spiegò che erano tipo spaghetti ma si chiamavano: nuble..mmm…no…nodale…..mmm..no…insomma mi ci vollero 7 tentativi per capire che erano i poi, ripeto poi, famosi nodle. Io dei pochi voli che ho fatto ho sempre sofferto l’atterraggio, non so il perché ma mi da fastidio. Come incominciamo l’avvicinamento mi imbottisco di travel-gum, diciamo che un po il loro effetto lo hanno fatto. Arriviamo ad Hong Kong, è quasi l’alba. Non so che giorno è, non chi sono, so solo che sono a pezzi ed ho lo stomaco nelle orecchie. Dei poliziotti in guanti bianchi mi indicano di percorrere un certo tragitto, non capisco perché devo passare in un metal detector ma ci passo. Arisuona! Ancora la cintura ma in questa occasione, vuoi lo stato comatoso, vuoi che i riflessi so quelli che sono, riprendo i pantaloni ad altezza ginocchia mostrando a tutti i miei boxer a pallini rossi. Cerco un bagno per darmi una lavata, credo di puzzare peggio di un maialino vietnamita. Lo trovo mi lavo e mi cambio maglia, fortunatamente avevo messo, come da consiglio del manuale di Tripuica, un cambio completo intimo e la roba per lavarmi in un piccolo zainetto che portavo con me. Cerco qualche cosa da mangiare. Alle sette di mattina mangiavano tutti cose strane, in prevalenza vedevo che andava molto i nodle. NO!!!! Mi rifiutavo di mangiare per colazione dei spaghetti al brodo. Giro un po’. Per chi non lo sapesse l’aeroporto di HK è na città. Ero quasi sfinito ma alla fine sono riuscito a trovare un chioschetto dove facevano cappuccino e vendevano dei biscotti, rivelatisi poi buonissimi, allo ginger, cioccolato ed uvetta. Mi sparo un biscotto per tipo ed un bel cappuccino. Sul cappuccino sorvoliamo mentre i biscotti erano veramente buoni. Giro ancora un po’ e vedo delle postazioni internet gratuite, c’è la fila ma da buon italiano capisco subito come fare saltarla: dicendo che uno non funzionava….e zacchete mi ci fiondo io. Controllo a quale terminal devo andare: GATE 26. Fortunatamente, diciamo per culo, ci sono vicino. Cerco di fare un po il punto della situazione. Controllo tutti i documenti che , sempre seguendo le indicazioni del TRIPMANUALE, ho messo in originale e con delle fotocopie in un portadocumenti molto capiente, i soldini ci sono, ok fino a qui ci sono arrivato, riparto per Sydney, altre 9 ore di volo, dopo le 11 gia fatte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-4349575939687531380?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/4349575939687531380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=4349575939687531380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4349575939687531380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4349575939687531380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/ascoli-piceno-15-gennaio-2006.html' title='Ascoli Piceno 15 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-8195929655082034420</id><published>2009-03-15T02:27:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:27:21.853-07:00</updated><title type='text'>Sydney 16 gennaio 2006</title><content type='html'>Arrivo a Sydney. E’ sera. Gia da 1 ora prima che atterrassimo sul video ci fanno passare un filmato di quel famoso personaggio che gioca con gli animali pericolosi, si vede spesso sulla LA7, gioca gioca alla fine ci ha lasciato le penne, cmq dice di non portare alimenti o materiale in pellame a terra e se hai qualche cosa da dichiarare fallo altrimenti puoi essere soggetto a sanzioni pesanti. Atterriamo piove. cazzo ma devo venire a Sydney per prendere la pioggia, cmq la vedo solo dai vetri. Alla fine della passerella c’è un bidone enorme pieno di cose da mangiare che la gente butta per non correre rischi ai controlli. Io per non sapere ne leggere e ne scrivere ho compilato il foglio che ti danno a bordo dichiarando delle medicine…hai visto mai? Mentre attendi di passare la dogana ci sono delle persone in divisa che con dei cani e gli fanno annusare i bagagli passando tra chi arriva dai vari gates,. Tocca a me. La paura di non capire una mazza c’è ma mi sono preparato un discorsetto, si ma se mi dice qualche cosa e non la capisco?….male che vada prendo il vocabolario. Arrivo allo sportello, faccio vedere la carta. Chiamano una signora che mi accompagna ad un tavolo appartato e mi dice di mostrargli le medicine che ho con me. Le controlla tute, gentilmente me le ripone nella busta che le conteneva, mi dice grazie e mi lascia andare. Esco nel salone dell’aeroporto, ci sono una marea di famiglie con palloncini e festoni che aspettano i loro cari…cazzarola mi fa sentire solo sta cosa, vedere che molti hanno qualcuno che li aspetta ed io lì spaesato fino al midollo. Arrivo alle porte scorrevoli e come si aprono…..un pugno in faccia mi avrebbe fatto meno male. Sono partito da Roma con massimo 7 gradi, indossavo ancora i jeans e la polo a maniche lunghe, quando si sono aperte le porte ho incominciato a sudare immediatamente: 27 gradi ed una umidità incredibile. OK lo sapevo che era estate ma…non me lo aspettavo. Non so che giorno è, sul biglietto aereo c’era scritto che sarei arrivato il 17 ma sull’aereo continuavano a dire che era il 16…sarà!!?? Come un disperato cerco di capire come organizzarmi per andare a King Cross, è la zona dove si trova il mio ostello. Prima di partire avevo fatto una ricerca su internet per vedere un ostello conveniente e che fosse nella zona centrale di Sydney anche per facilitarmi gli spostamenti, ne avevo trovati alcuni, avevo chiesto qui sul forum, mi ero indirizzato verso il Globe anche se Giò non ne aveva avuto una buona impressione vedendolo da fuori. OK mi sono detto uno vale l’altro. Ero fermo alla stazione degli autobus fuori dall’aeroporto e chiedevo ad ogni autista che passava se quello era l’autobus che poteva portarmi in zona King Cros. Qui ho capito per la prima volta che il mio inglese scolastico non serviva ad una mazza. Un paio non li ho capiti, un pò mi hanno detto che non era il bus giusto alla fine uno mi ha fatto capire che c’erano dei bus navetta privati che si trovavano alla fermata 9. Ci vado, sotto la pioggia e trovo altri ragazzi con zaino e soprattutto con quello che secondo è l’elemento caratterizzante dei backpackers….le infradito. Arriva un tipetto basso grassoccio gli dico che devo andare a KC al Globe, non so cosa mi ha risposto ma ho capito solo :”Yes 10 dollars”. Saliamo in 10 su quel pulmino, il tizio guida in modo anarchico ma l’ora tarda lo permette. Arriviamo a KC……il mio incubo si fa realtà!!! Pensate ad un poro cristo che viaggia da ormai 24 ore, sudato da morire, stanco, affamato e puzzolente, scende sotto la pioggia , anzi diciamo abbandonato sotto la pioggia, manco un cane viene lasciato così, si trova di colpo in una strada di una città dove non conosce nessuno, parla pochissimo la lingua ma soprattutto la strada è piena di puttane, tossici, ubriachi e locali a luci rosse….l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata:”NDO CAZZO SO CAPITATOOOOOO, VOGLIO TORNARE A CASA!!!!”. Questo stato confusionale dura circa un paio di minuti, come un imbecille mi giro a guardare tutto quello che mi circonda cercando di farmene una ragione e soprattutto di riordinare le idee e soprattutto le forze. Il Globe è proprio dall’altra parte della strada dove mi ha lasciato l’omino. Ha un cancello giallo anonimo, come molti altri della strada, messo tra una pizzeria ed un venditore di non ricordo più cosa. La porta è chiusa. Come chiusa?...e adesso? Fortunatamente esce un ragazzo e mi apre il cancello. Fatte le scale trovo una seconda porta a vetri chiusa. Gia la cosa incomincia a stufarmi. Sento l’odore che arriva dalle stanze. Lo ricordo perfettamente, un misto di puzza di piedi e un mix di bevande alcoliche, diciamo che spaziava dal vino alla birra per finire a qualche cosa di veramente alcolico. Un ragazzo mi vede e mi apre, gli chiedo subito dove sta la reception e lui mi dice che è chiusa….come chiusa? Ma qua è chiuso tutto? Mi aggiunge un discorso di circa 5 minuti di cui non capisco nulla, alla fine io gli dico che avevo prenotato. Non so come e quando mi dice che avrebbe chiamato una ragazza. Mentre aspetto vedo che l’ostello è frequentato da ragazzi molto giovani, dediti a bere, quasi tutti con una bottiglia di birra o vino in mano, ed ascoltano musica tecno a palla…la cosa mi preoccupa per la notte. Arriva la ragazza che mi dice che sarei dovuto arrivare il giorno dopo. Ma insomma che giorno è? Alla fine mi dice di stare tranquillo che mi avrebbe sistemato. Mi da le lenzuola e la federa e mi accompagna in camera. Accende la luce, c’è gente che dorme e che non so quanti colpi mi avranno mandato. Mi fa vedere il letto. La camera. Dalle mie parti si dice:” sulla scottatura l’acqua calda”, mi spiego, non bastava l’incubo avuto per strada, mi ci voleva anche questa?....la puzza era indescrivibile, mucchi di panni negli angoli…un giorno credo di averli visti muovere quei panni, la finestra dava sulla strada, che culo, come unica fonte di sollievo al caldo c’era un ventilatore a piantana che faceva un casino indescrivibile. Nella stanza c’era un lavandino e degli armadietti che avevano rifiutato anche i baraccati del terremoto in Irpinia per quanto erano messi male. Cmq quello era e quello mi prendevo. Non vedevo l’ora di farmi una doccia, non sistemo nulla, faccio il letto prendo il telo da bagno, tutto ciò che mi occorre e vado al bagno. Altro trauma. A parte la serratura che non chiudeva ma la vasca dove avrei dovuto fare la doccia aveva uno strato di nero dovuto a non so cosa, per non parlare della collezione di peli pubici che contornava il tutto. Niente puzzerò ma la doccia nun me la faccio. Vado a dormire. Crollo. Mi sveglio molto presto. Mi faccio coraggio affronto la vasca e provo a lavarmi, ci riesco. Riprendo consapevolezza di chi sono e dove mi trovo. Grazie ad un intervento divino riesco a parlare con casa. I telefoni sono una cosa strana in Australia. Esistono un numero immenso di carte telefoniche prepagate, con la possibilità di acquistare traffico telefonico, insomma, se vuoi telefonare all’estero ce ne sono di modi, e puoi acquistarli ovunque, si ma poi al dunque?...so cavoli! Un povero ragazzo di un negozio è stato 20 minuti a spiegarmi come funziona. Prima immetti il codice della carta, poi del pin, poi della città dove chiami, poi della nazione dove vuoi chiamare e senza mettere lo 0 il prefisso della città seguito dal numero. Piccola cosa da sottolineare è che per molte carte devi mettere 50 centesimi di dollaro prima di chiamare, se la chiamata cade o fallisce ti si fottono i 50 centesimi…alla fine per una telefonata in alcuni casi ho speso anche 3 dollari. Cmq chiamo casa e mi meraviglio della qualità della telefonata, tutti mi dicono che si sente come se fossi dietro l’angolo. E’ bello sentire la voce delle mie donne. Sono appena le sette del mattino, voglio fare colazione. Trovo un panificio che fa anche cappuccini e caffè. Prendo il classico takeaway con tre paninetti ottimi con l’uvetta ed il ginger. Mi scotto immediatamente con il cappuccino, è ad una temperatura impossibile. Porcaccia miseria incomincia a piovere. Ma dico è possibile che devo venire a Sydney a comprare l’ombrello? Mi avvio a piedi verso il centro, seguendo un percorso che mi sono segnato sulla piantina che mi hanno dato in ostello. Passo per dei giardini. Qui invece di avere i piccioni hanno una specie di tacchini che razzolano nei giardinetti. Arrivo al Queen Victoria Building. Centro commerciale realizzato in un palazzo vittoriano appunto dedicato alla regina Vittoria che lo inaugurò. Nel seminterrato ci sono tantissimi chioschi di ristoranti tipici di varie nazioni: tay, turca, greca, giapponese, coreana, indiana….tutte tranne italiana. Vedo due ragazze asiatiche mangiare alle 9 di mattina una cosa che sembra riso con frittata condita da spinaci o una verdura che sembrava tale. Ho i piedi zuppi dopo aver girato un po tutto il centro e tenendo come punto di riferimento la torre mi allontanavo sempre più. Opera House, il ponte, incomincio a vedere un po tutto. Sono le prime ore del pomeriggio torno in ostello i miei piedi galleggiano. Dormo un po, mi ci voleva. MI sveglio e mi rifaccio una doccia. Qui succede una cosa che resterà, come tante altre, nella mia mente per sempre. Io non sapevo cosa significasse mix room, ma manco me lo avevano detto che la mia era una mix room. Le MIX ROOM sono stanze in cui ci sono uomini e donne. Io mi stavo tranquillamente asciugando, nudo, dopo la doccia, sento aprire e chiudere la porta, pensando che fosse uno degli ospiti (maschi) non mi sono curato più di tanto di coprirmi. Ad un certo punto mi sento battere sulla schiena mi giro era una ragazza. Io mi copro immediatamente. Lei si voleva presentare, era la ragazza che occupava il letto dall’altra parte della stanza. Il fatto è che mi voleva dare la mano…io per non essere cafone con una mi son coperto le parti intime…con l’altra ho risposto al saluto. Esco per la cena., di cucinare in ostello nun se ne parla, la cucina è un luogo da evitare se si tiene alla salute. Esco mando sms, mail e telefono. Molta gente mi è vicina in questo momento, mi fa piacere. Mi faccio una birra in un pub e vado a letto. Leggo ascolto musica e dormo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-8195929655082034420?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/8195929655082034420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=8195929655082034420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8195929655082034420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8195929655082034420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-16-gennaio-2006.html' title='Sydney 16 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-2131205118464999267</id><published>2009-03-15T02:26:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:26:44.455-07:00</updated><title type='text'>Sydney 18 gennaio 2006</title><content type='html'>Incomincio a riprendere confidenza con le date. Avevo completamente perso la cognizione del tempo. Si parte per un giro della città e cosa vuoi vedere per prima cosa a Sydney?....Bondy Beach. Ho capito che se mi capitasse l’occasione vorrei vivere a Bondy. Bellissima!!! Tutto il quartiere scende verso questa baia che ha una spiaggia attrezzatissima: pista ciclabile, pista pedonale, giardini pubblici curatissimi, rampe per skate, insomma quasi perfetta. Certo oggi piove, ancora, e non c’è gente, sarebbe da vederla quando c’è casino, mi hanno detto che non c’è un metro quadro di spiaggia libera. Mi faccio una camminata e vedo tantissima gente correre, fare ginnastica e mi chiedo:” ma chi cazzo lavora in questa città?”. Scopro un livido enorme sul polpaccio destro. Non mi fa male e soprattutto non ricordo di aver sbattuto da nessuna parte…..passerà?!?!?! Questo si aggiunge alla caviglia che mi fa male. Scendendo dal letto a castello della stanza e volendo fare il ginnico, ho messo male il piede e…mi fa male, ho chiesto una consulenza transoceanica via sms alla mia dottoressa, l’amica Diana, mi ha detto di prendere due aspirine e di non rompere le scatole perché se si è in Australia a divertirsi si può sopportare un leggero dolore alla caviglia. Accuso il colpo e mi sto zitto. Devo segnalare due cose: 1) l’attrezzo più cazzuto che abbia mai visto. Praticamente è un bastone di plastica che serve a raccogliere e lanciare la palla al cane. 2) Le giapponesine abbronzate…..sono una favola, gli diventa la pelle col oro, una cosa veramente unica. Provo ad andare a Watson’s bay, Oztupac-Paolino me ne ha decantato le lodi in tutte le lingue ed in tutte le salse. Prendo il traghetto a Circular Quay, il tempo fa schifo, non riesco neanche a godermi il panorama dal traghetto. Arrivo a Watson’s bay e viene giù il finimondo, uno scroscio d’acqua incredibile, metto un piede a terra e risalgo subito sul traghetto per tornare in città, ci riproverò n’altro giorno. Devo dire che Sydney a livello di mezzi pubblici è ben fornita e ben pensata. La metro serve quasi tutti i punti della città ma soprattutto della periferia. Si incontra in due nodi principali e strategici con gli altri mezzi di trasporto ovvero: con i treni alla stazione centrale e con i traghetti a Circular Quay, questo facilita nettamente gli spostamenti anche se poi questi punti nevralgici sono spesso sovraffollati. Il resto della giornata scorre come un normalissimo turista, mangio, giro per la città non potendone godere molto visto il tempo che è pessimo, pennichella pomeridiana con ricerca serale del solito posto dove mangiare. La sera riesco anche a fare il diario prima di addormentarmi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-2131205118464999267?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/2131205118464999267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=2131205118464999267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2131205118464999267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2131205118464999267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-18-gennaio-2006.html' title='Sydney 18 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-3578900042660343220</id><published>2009-03-15T02:25:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:26:18.710-07:00</updated><title type='text'>Sydney 19 gennaio 2006</title><content type='html'>Come al solito mi alzo prestissimo. Porcaccia miseria non riesco a dormire oltre le 6 del mattino. Cmq mi va anche bene perché i bagni sono liberi e posso fare tutto con comodo. Finalmente pare che non piove. Doccia, mi vesto ed esco. Vado al Coles, catena di supermercati, compro delle nettarine buonissime ed altre piccole cosette che mi occorrono. Vado alla stazione della metro e con molte difficoltà cerco di chiedere all’ufficio informazioni quale sia l’abbonamento più conveniente per girare con i mezzi tutto il giorno. L’omone , era almeno 2 metri, mi spiega con calma che se voglio prendere proprio tutti i mezzi (bus, metro e traghetti) comprese le zone di periferia, mi conviene fare il DAY TRIPPER al costo di 11 AU$. Perfetto. Prendo il mio bel DAY TRIPPER e mi avvio verso RICHMOND cittadina ad 1 ora di metro da Sydney. Non so cosa troverò ma vado a vedere cosa significa periferia di Sydney. Nel treno ripenso ad una cosa simpatica. Nell’atterraggio a Sydney la gente ha applaudito. Mi sono chiesto ma che significa applaudire il pilota?....E’ come dire :”Ci sei riuscito, grazie di non averci fatto schiantare sulla prima montagna”. Sinceramente non riesco a capirla sta cosa, io al massimo, sempre se riesco a vincere un po’ la tensione che mi fa irrigidire come un merluzzo congelato, dicevo, se ci riesco mi tocco le palle o faccio tutti gli scongiuri del mondo, questi applaudono. Da non credere. Ok il mio viaggio continua su un treno che attraversa cittadine più o meno grandi, piano piano vedo che le abitazioni si fanno sempre più rade e il paesaggio incominci ad essere unicamente composto da boschi di eucalipti e qualche casa qua e là. Molti campi da golf, pubblici o privati ma ne vedo molti. Poi succede un fatto che ricorderò per tutta la vita per le gran risate che mi ha fatto fare. Come sono salito sul treno ho notato il classico australiano camicia bianca e cravatta che dormiva in una posizione strana su due sedili. Al momento non gli ho dato più di tanta importanza, se ne vedono molti che approfittano del tragitto in treno per farsi la pennichella. Stavamo per arrivare alla stazione di Paramatta quando il tizio, svegliato dall’altoparlante che annunciava appunto la stazione di Paramatta si accorge che è la sua fermata, si alza di scatto ma le gambe non gli rispondono, sicuramente anchilosate per la strana posizione che aveva assunto per dormire. Come si alza crolla. Io ho pensato che fosse ubriaco. Tenta di rialzarsi due, tre volte ma niente crollava a terra ogni volta. Ad un certo punto prende le due borse che aveva con se e le getta in avanti e lui incomincia a trascinarsi. Come molti di quelli che hanno preso la metro a Sydney sapranno ci sono i vagoni a due piani. Noi eravamo a quello inferiore e quindi questo tizio doveva fare almeno 4 gradini per arrivare al pianerottolo che era in linea con il marciapiede della stazione. Fatto sta che come metteva la gamba sul gradino l’altra gli cedeva e viceversa. Per farla breve si è letteralmente trascinato con il passo del marin. Ma la scena più bella è stata vedere dal finestrino volare fuori dal treno prima una borsa, poi l’altra ed in fine l’uomo che si è letteralmente aggrappato ad un palo per poter uscire dal treno. Alla fine si è tirato su con tutta la gente che gli chiedeva cosa avesse e lui a spiegargli che erano le gambe che si erano anchilosate. Fatto sta che tutto il vagone a continuato a ridere per almeno 20 minuti ricordando la scena e vedendo gente che salendo i gradini mimava l’accaduto.&lt;br /&gt;RICHMOND. Così come finiscono i binari della metro a RICHMOND credo che realmente finisce Sydney. Tolto il campo di criket, il palazzo comunale, la stazione dei vigili del fuoco, il centro commerciale, la scuola, in poche parole lo stretto necessario, il resto sono 10 case. Mi hanno spiegato che il paese si estende in un raggio di 30 chilometri, quindi deduco che le case sono sparpagliate in quel raggio. Qui vedo veramente la gente di periferia, o meglio i veri australiani. Donne che con i bigodini in testa vanno a fare la spesa ( una donna italiana se la farebbe tagliare la testa piuttosto che uscire con i bigodini). Donne con la vestaglia o il pigiama sotto al soprabito…insomma cose che vedevo nei film ma che ora vedevo con i miei occhi. Incomincio a vedere gente un po’ più scottata in faccia ma soprattutto un po’ più robusta, meno atletica di quella che gira per la grande città. A Richmond ho mangiato dei panini con dei semi grigi ( non so assolutamente di cosa si trattasse) molto buoni. Torno a Sydney, anche perché il giro sarà durato 25 minuti in tutto, con l’intenzione, tempo permettendo, di visitare Manly….niente piove tantissimo, giro un po in metro, e il centro di Sydney, anche oggi la giornata va a puttane per il tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-3578900042660343220?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/3578900042660343220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=3578900042660343220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3578900042660343220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3578900042660343220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-19-gennaio-2006.html' title='Sydney 19 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7183639634294097065</id><published>2009-03-15T02:24:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:25:08.724-07:00</updated><title type='text'>Sydney 20 gennaio 2006</title><content type='html'>Pensate alla scena. Dopo 3 giorni di pioggia finalmente sole. Sono sulla prua del traghetto che mi sta portando a Manly. Sole caldissimo in piena faccia, FOO FIGHTER in cuffia…effetto purga mentale, mi sento molto bene, era da tempo che speravo in certe sensazioni. MANLY è bellissima, quasi meglio di Bondy. Anche qui una marea di gente che corre, pattina e fa surf. Mi faccio una bella camminata lungo la pista pedonale, mi avvio verso Tree Bay, una baietta a sud di Manly. Mi inerpico su per un sentiero da dove si vede tutta la baia di e faccio alcune foto….mi giro e sul parapetto vedo a prendere il sole un serpentello di una metrata scarsa tutto verde che mi guarda e schifato se ne va. Io, preso dal virus del turista, cerco affannosamente la macchina fotografica, solo dopo realizzo che forse il serpentello tanto innocuo non era e che avevo rischiato grosso. Scendo dal sentiero con molta attenzione. Devo dire che è la prima volta che saggio il sole australiano. Dall’Italia mi sono portato una crema protettiva fattore 18, a casa non mi fa abbronzare e qui pensavo che un minimo di protezione me l’avrebbe data….mai pensiero fu così sbagliato, la sera, per aver camminato 2 ore sotto al sole, ero rosso come …da noi si dice “cella de cà” (rosso come l’organo riproduttivo di un quadrupede che abbaia). Cmq , a Manly mi fermo sui gradoni che costeggiano la spiaggia a guardare i surfisti e le persone che fanno surf con il corpo. E’ bellissimo guardarli, riescono ad usare il corpo con se fosse una tavola da surf e fanno parecchi metri cavalcando le onde. Ho fame, mi sparo del pesce e patatine fritte e mi faccio un giro per il quartiere. Tutti surfisti, dalle case non vedi altro che tavole da surf, teli da bagno e mute tutto ad asciugarsi al sole. Sul lungomare c’è chi affitta bici, tavole da surf, pattini in linea o cmq tutto quello che puo servire per divertirsi in un posto come quello. Fatto pranzo mi riavvio verso Sydney. A Circolar Quay incontro una coppia di ragazzi di Pescara, marito e moglie, erano 4 giorni che non parlavo in italiano con qualche persona dal vivo. Andiamo a Watson’s Bay e devo dire che Oztupac-Paoletto aveva ragione, è molto carina e tranquilla. Anche qui assaggiamo il pesce e le patatine fritte del chioschetto vicino al pontile dove attracca il traghetto (anche questo consigliato da Oztupac). Passiamo un po di tempo a fare foto ed a chiacchierare. Si fa sera e ci avviamo verso Sydney, l’indomani parto per le Blue Mountain e sinceramente non vedo l’ora di lasciare il Globe. La sera dopo aver cenato in uno squallidissimo Mc Donalds provo per la prima volta la birra al ginger. Oddio schifo non fa ma non ci riesco a berla. Torno in camera e trovo una sorpresa: dei nuovi ospiti. Una famiglia di tedeschi, lui lei ed un bambino di tre anni. Viaggiano in bici, e che bici. Sono tutti pezzi di varie biciclette assemblate tra loro. Posso dirlo perché hanno portato in camera le bici per paura che le rubassero. Si pagano il viaggio vendendo le foto che fanno lungo il tragitto ad alcune riviste specializzate, in più lavorano saltuariamente nelle farm. Il bambino è fenomenale, si adatta alla vita degli ostelli con una facilità incredibile. La moglie è quella che organizza, il marito gestisce. Riesco a parlare nel mio inglese con loro. Penso che non è semplice scegliere una vita come quella, soprattutto con un figlio piccolo, non so se sono egoisti o coraggiosi ma da un certo punto di vista li ammiro, godono di quello che gli piace fare. Mi metto a letto spero di svegliarmi presto per partire verso la nuova meta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7183639634294097065?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7183639634294097065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7183639634294097065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7183639634294097065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7183639634294097065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-20-gennaio-2006.html' title='Sydney 20 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-1272151020910728924</id><published>2009-03-15T02:24:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:24:38.067-07:00</updated><title type='text'>Sydney 21 gennaio 2006</title><content type='html'>Notte da inferno. Non so se è il fine settimana o per quale altro motivo ma in strada c’è stato più casino del solito, inoltre, non ho capito bene se nel nostro ostello o quello vicino, c’era un party o qualche cosa del genere, il risultato è che c’è stata musica a palla , musica tecno, fino alle 5. Dormo per 1 ora credo, mi alzo con le palle girate che se le mettevo in una tazza con delle uova veniva fuori uno zabaglione con i fiocchi….e qualche pelo. Oltre alle palle girate ho anche una gran voglia di lasciare quel posto. Faccio il check out e vado alla Central. Il giorno prima ero passato per la stazione centrale a chiedere informazioni sul treno per Katoomba, la località più interessante delle Blue Mountain. Avevo chiesto orario del treno e costo. Un signore di origini asiatiche con un inglese perfetto mi ha spiegato il tutto: partenza alle 11.00 e costo 11 dollari per andata e ritorno….tutto 11, me li devo segnare sti numeri che poi quando torno in Italia me li gioco. Arrivo alla stazione, aspetto un po e poi salgo sul treno, 4 carrozze, strano solo 4 carrozze per una località turistica così famosa?...capirò il motivo poco tempo dopo. A bordo aria condizionata e tantissimi backpackers. Si parte. Giornata bellissima, un sole caldo e limpido, penso tra me e me: “Ma oggi che vado via da Sydney c’è il sole?”. IL primo tratto di ferrovia percorre tutta la valle vicino Sydney ad un certo punto in lontananza vedo un altopiano che sale ripido, leggendo la guida capisco che incominciano le Blue Mountain, mi ricordo un po’ la Valla del Tronto, casa mia, dove venendo dal mare percorri una bellissima valle stretta tra due file di colline ed alla fine vedi il colle di San Marco che ti si staglia dritto avanti a chi arriva in città. Mi domando, visto che il treno puntava dritto verso l’altopiano:” Forse dovremo prendere una teleferica”. Invece sto cavolo di treno incomincia ad inerpicarsi su per la montagna facendo curve e controcurve e lì ho capito perché era composto solo da 4 carrozze: se fossero state di più non sarebbe riuscito a salire. Il paesaggio è bello, anche se ogni tanto si vedono i resti di grandi incendi spettacolo che purtroppo incontrerò per tutto il viaggio. Nel mio vagone ci sono delle belle signorine, ignoro la nazionalità ma sono sicuramente straniere visti i voluminosi zaini. Due ore di viaggio e siamo arrivati a Katoomba. Sceso dal treno immediatamente mi accorgo del caldo, molto caldo ma si sopporta, penso subito al fatto che se con quel caldo fossi stato a Sydney sarei moroto. Seconda cosa sento l’aria, pulita, senza umidità, sicuramente diversa da quella di Sydney. Chiedo indicazioni per l’ostello, da quello che ho capito lo trovo percorrendo il violone che parte dalla stazione ferroviaria. Percorro 300 metri e lo trovo. Facciata liberty, mi piace ma aspetto di vedere come è dentro per dare un giudizio, non mi ci fregano più. Entro. Bellissimo. La reception è semplice e ricordo il sorriso con cui mi hanno accolto. Non si sente quell’odore di piedi +vino+birra caratteristico del globe. La donna alla reception è gentilissima, cerca di spiegarmi il tutto con calma. Entro in camera: pulita, ampia e con tutti i confort, manco a dirlo niente a che vedere con quella del globe. Chiedo immediatamente se è una mix-room, non vorrei ritrovarmi nelle situazioni imbarazzanti del globe o almeno vorrei saperlo e mi ci preparo… non è una mix room. Sono solo in camera, mi faccio una doccia ed esco a vedere le tre sorelle, attrazione principale di Katoomba. Non mi rendo conto di che ore siano ma il sole picchia e fa molto caldo. Arrivo al loock-out delle three-sisters. Sono tre faraglioni che si lanciano in un panorama mozzafiato, devo dire che anche il terrazzo attrezzato per godersi il panorama è perfetto allo scopo. Incontro un mucchio di turisti, chiedo a due ragazzi americani di farmi una foto. Fa un caldo da morire giro un po ma torno in ostello, sono un bagno di sudore. Rinfrescata e a riprendere un po le forze. Non riesco a farmi la solita pennichella e quindi giro per l’ostello. Ha vari stanzoni adibiti a più scopi: sala lettura con giornali e riviste, lo stanzone principale è dedicato al chiacchiericcio ed ai giochi, ci sono tanti divani e poltrone, c’è anche un palco dove credo facciano degli spettacoli. C’è una sala con tavoli e sedie che funge da refettorio, tutte: Tutte le stanze sono con parquet. C’è una splendida terrazza con tavoli per mangiare all’aperto, la terrazza da verso ovest. Sotto la terrazza c’è la sala televisione e la lavanderia e soprattutto lo splendido giardino con le sdraie per prendere il sole. Sulla destra del giardino tutto il necessario per fare il barby. Il pezzo forte è la cucina, quella del globe non sapevo manco come fosse fatta, o meglio, avevo messo un piede all’interno e poi ero scappato. Qui era tutto grande, spazioso e lindo. Mi ha colpito l’attenzione che mettevano alla raccolta differenziata. Visto quello splendore ho subito pensato a cosa avrei potuto cucinare e quindi mi preparavo per fare spesa. Fortunatamente il Coles è vicino quindi non mi ci vuole molto. Avevo fatto un giro nella cucina per vedere quali attrezzi ci fossero e soprattutto come funzionava, era la mia prima volta. La cucina dell’ostello, come tutte quelle che avrei trovato di seguito sono più o meno fornite di tutto il necessario per cucinare: padelle e pentole di ogni tipo, mestoli, cucchiai, scolapasta, piatti di ogni genere e grandezza, pirofile e via dicendo. Ci sono dei frigoriferi comuni dove puoi mettere il cibo deteriorabile, basta che poni una targhetta sopra con il tuo nome e con il numero della stanza ma soprattutto con la data del check-in, questo serve ai gestori dell’ostello per poter vedere quali cose possono essere buttate naturalmente basandosi appunto sulla data. Da un lato c’è una credenza a scomparti dove tutti mettono il cibo non deteriorabile e cosa meravigliosa ci sono vari scomparti dedicati al free-food. Il free-food sono praticamente tutte quelle pietanze o cose da mangiare che chi parte e non vuole portare con se lascia in questi scaffali e in questo modo chi vuole puo usufruirne. Io in principio mi imbarazzavo a utilizzare le cose del free-food ma quando ho incominciato a vedere che c’era gente che faceva letteralmente la spesa in quei scomparti ho incominciato a razziare letteralmente quello che mi serviva…arrivando addirittura a prendere una intera busta di pop-corn al caramello nella cucina dell’ostello di Cairns…ma questa è n’altra storia. Torno dalla spesa la cucina era piena…porcaccia miseri!! Mi metto da un lato ed aspetto che si liberi un fornello intanto su un tavolo inizio a prepararmi il soffritto: si cucina spaghetti con gamberoni, qui li chiamano prow e sono più grandi delle nostre mazzancolle, costano pochissimo. Mentre attendo guardo cosa cucinano gli altri: meglio non dirlo, cose che per me non avevano senso, verdure strane mescolate con avocado, metodi di cucinare la pasta che credo possano venire in mente solo in un incubo ad un italiano, fatto sta che si libera un fornello e parto con il soffritto….apriti cielo. Come incomincia a spandersi l’odore classico del soffritto cipolla, peperoncino, olio di oliva…..mi sono sentito circa 50 occhi puntati sulle mie spalle. Una ragazza biondissima di non so dove mi chiede se sono italiano ed io: “Certamente”. Lei stava preparando una sbobba di verdure lesse ed io mettevo a soffriggere i gamberoni…poi il pomodorino a crudo mentre mettevo nella pentola gli spaghetti, naturalmente Barilla n° 5, si in Australia trovi la Barilla in tutti i supermercati. Trovo un bel piatto grande per impiattare il tutto, sempre più persone si avvicinano. La biondina mi dice: “ Ma è la tua cena?...divina!” ed io come un fesso gli dico di si e se ne vuole un po. Insomma fortuna che ne avevo messi in abbondanza sta di fatto che ci ritroviamo in 4 a dover dividere quei spaghetti. Scolo gli spaghetti e li metto a saltare nella pentola..tutti che osservano, incomincio ad avere il terrore:” e se non so buoni?...che figura faccio?” Alla fine applauso. Abbiamo mangiato cercando di capirci, anzi gli altri tre cercavano di capirmi. Qualche persona dice che a Sydney durante il giorno si erano toccati i 40C° pensa cosa sarebbe stato esserci, mi scioglievo. Mi hanno offerto da bere ed insieme ci siamo gustati un tramonto dalla terrazza che ha azzittito tutti. Cavoli per 15 minuti nessuno ha parlato, tutti in silenzio a guardare uno spettacolo incredibile, colori e suoni mai sentiti prima, ok era questo che mi aspettavo dal viaggio ed incomincio a godermelo. Si parla fino a tardi. Gli ostelli ho capito che sono un punto fondamentale per socializzare e per scambiarsi esperienze sul viaggio. Vado a letto veramente sereno, senza alcun pensiero nella testa, cosa che non mi succedeva da molto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-1272151020910728924?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/1272151020910728924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=1272151020910728924' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/1272151020910728924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/1272151020910728924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-21-gennaio-2006.html' title='Sydney 21 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-8365501016847108178</id><published>2009-03-15T02:23:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:23:49.714-07:00</updated><title type='text'>Blue Mountain 23 gennaio 2006</title><content type='html'>Credo che sia lunedì. La giornata è bella ma mi sveglio un po strano. Mi preparo per fare un bel giro per i vari sentieri che mi permetteranno di visitare parte del parco delle Blue Mountain. La mattina decido di fare il percorso che parte dalle tre sorelle e fa un giro di circa 6 chilometri, il pomeriggio vorrei prendere il trenino dei minatori e la teleferica. Mi carico di bottiglie d’acqua e mi avvio. Da una guida presa in ostello inizio a leggere alcune notizie sulla foresta pluviale e sulle Cascate di Katoomba. Scendo per un sentiero che dire vertiginoso e fargli un complimento. C’è una passerella sospesa nel vuoto che collega il precipizio alla prima delle tre sorelle, veramente da panico. Si scende giù in modo quasi verticale, percorrendo un sentiero fatto di gradoni scavati nella roccia e per niente facili da scendere. Il paesaggio è a dir poco meraviglioso. C’è sempre quella piccola foschia blu che da poi il nome all’altopiano. Arrivo a valle dopo circa trenta minuti di discesa. Devo dire che vedo salire gente esausta e mi spaventa un po la cosa. Da sottolineare è la bellezza dei percorsi. Tutti i sentieri sono cmq segnalati e realizzati con vario materiale: si va dal cemento alle passerelle in legno con ringhiere di acciaio. Capisco e poi mi viene confermato che anche in un posto incantato e protetto come questo, si preferisce tagliare qualche albero per realizzare queste passerelle per due motivi principali: il primo è di permettere a molti di usufruire dei percorsi, certamente se fossero accidentati non tutti potrebbero camminarci. Il secondo motivo è che realizzare quei percorsi fa si che l’afflusso dei turisti è circoscritto al solo sentiero e quindi nessuno si perde e soprattutto non potendosi sparpagliare non vanno a danneggiare grandi porzioni di foresta. Ci sono rifugi, panchine e segnalazioni ben disposte, manca solo l’acqua da bere, infatti, cerco di razionare quella che ho soprattutto per la salita che mi attende. Dopo una camminata di circa 20 minuti nel fondo della valle incomincio a risalire. Costeggio un fiumiciattolo che spesso crea delle cascate bellissime e veramente uniche. Ho con me della frutta e mi fermo a mangiarne un po, bevo e mi asciugo visto che sto sudando come una capra svizzera, non avevo considerato di metterci tutto quel tempo. Ringrazio il destino che mi ha fatto portare i miei scarponcini da trekking, comodi e perfetti per quell’ambiente. La salita è molto pesante ma facendola a tappe scorre via tranquilla, cmq, per chi volesse fare una camminata del genere è meglio che si informi prima della lunghezza del percorso. Arrivato alla strada che costeggia tutto il canyon mi avvio verso la stazione da dove parte il trenino e la teleferica. C’è un punto di ristoro con bagni. Mi do una bella lavata, stendo la maglietta ad asciugare…..dico 10 minuti il sole l’ha asciugata, questo puo farvi rendere conto di che caldo potesse fare. Faccio il biglietto e salgo sul trenino. Il trenino è la versione moderna di un mezzo simile a quello che adoperavano i minatori nelle miniere di carbone per, appunto, andare nelle miniere e risalire in superficie. Il fatto è che il trenino scende quasi perpendicolarmente, mi sono dovuto puntare con le gambe e le braccia per non andare in avanti. Il tragitto è breve. Arrivi su di una piattaforma da dove partono vari sentieri di diverse distanze. Stanco preferisco fare quello più breve. Qui le passerelle sono ancora più belle e rifinite, veramente hai l’impressione di qualche cosa di ordinato e che non deturpa l’ambiente. Prendo la strada per arrivare alla stazione della teleferica che mi riporterà sulla strada per tornare all’ostello. Risalgo e devo dire che anche dalla teleferica si gode di un paesaggio notevole. Arrivato sulla strada mi avvio all’ostello e vedo uno di quei cartelli australiani che in Italia tirerebbero giù dopo 1 giorno, ovvero quello di parcheggiare solo con la parte posteriore. Il cartello ha il suo senso: se tu riparti da un parcheggio senza fare retromarcia hai meno possibilità di investire un pedone. Arrivo in ostello ed ho compagnia in camera, due ragazzi ed un signore un po più maturo. Doccia…mi ci voleva. Passo il fine pomeriggio a riflettere su molte cose e mi godo la cena, questa volta da solo, e il solito stupendo tramonto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-8365501016847108178?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/8365501016847108178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=8365501016847108178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8365501016847108178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8365501016847108178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/blue-mountain-23-gennaio-2006.html' title='Blue Mountain 23 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7448155553530770853</id><published>2009-03-15T02:22:00.003-07:00</published><updated>2009-03-15T02:22:46.809-07:00</updated><title type='text'>Blue Mountain 24 gennaio 2006</title><content type='html'>Mi sveglio dopo una notte passata un po così. Il signore anziano ha scorreggiato tutta la notte…fortuna che non puzzavano. Faccio il ceck-out e lascio l’ostello che resterà il migliore di tutto mio breve viaggio in Australia. Riprendo il treno, la discesa verso Sydney è a dir poco piacevole ma c’è una cosa…il tempo in città è di merda come al solito. Arrivo al YHA Central Raylway. L’ostello è attaccato alla stazione centrale, molto comodo per i mezzi pubblici, hai i bus, i treni e la metro vicinissimi. E’ posto all’inizio di George St. vialone dove trovi di tutto e soprattutto è la strada che arriva nel cuore della città. L’ostello ha una piccola piscina, una bella cucina attrezzata, uno spazio comune carino, forse il refettorio che è rappresentato da un unico ed immenso tavolo non è grande ma non l’ho trovato mai completamente pieno. Di simpatico ci sono alcune stanze ricavate in alcuni vagoni. I bagni sono puliti e le stanze capienti….ma l’atmosfera non è come quella del YHA Blue Mountain e soprattutto non raggiunge l’eccellenza di quell’ostello. E’ ora di pranzo e mi preparo degli spaghetti, manco a dirlo, da favola. Questa volta evito il peperoncino perché incomincio ad avere problemi di fuoco in alcune parti del corpo…e fortuna che non soffro di emorroidi!!!! Mentre mangio ho alla mia destra un ragazzo che mangia una cosa stranissima: una specie di frittata fatta di verdure varie, uova, pane in cassetta ed il tutto lo accompagna con fette di pane spalmate di burro e marmellata, mi giro dall’altra parte. Gironzolo un po per l’ostello, moti stranieri e come al solito manco n’italiano. Devo restare qui due notti, il 27 a mattina dovrei ripartire e forse in compagnia di Saretta, ragazza veneta conosciuta sul forum di Tripluca. Si dovrebbe andare insieme verso nord facendo la costa est dell’Australia, ci dobbiamo incontrare e pianificare il tutto. Riesco a dormire di pomeriggio, non mi succedeva dai tempi del Globe, sarà l’area di Sydney? Giro a piedi e mi vado a ficcare in una traversa di Gorge St., non l’avessi mai fatto mi sono sentito in imbarazzo. Non so che zona sia ma ero uno dei pochi europei in mezzo a tutti asiatici. Giuro non ne ho mai visti tanti tutti insieme. C’è un centro commerciale e ci faccio un giro dentro, vedo una pescheria fantastica, ci sono pesci di tutti i colori che non ho mai visto e mai mangiato in vita mia. Cmq la cosa che mi importa è che ci siano i gamberoni che ormai conosco e che mi piacciono da morire. Esco da quel quartiere ed entro in un internet point. Vado su un sito di notizie italiane. Notizie del giorno: strascichi della lite a domenica in e l’inizio del grande fratello……azz ma tu dimmi cosa mi sono perso!!!??? Torno in ostello cucino e nello scottarmi con una pentola mando giù un quintale di parolacce in italiano. Vedo che una ragazza che stava pulendo alle mie prime cento parolacce si gira di scatto, mi guarda e mi fa: “Italiano?” con uno stupendo accento romagnolo che al solo sentirlo mi fa venire la pelle d’oca. Gli rispondo di si e da lì incominciamo a farci una chiacchierata. Mi dice che è di Bologna è qui per studiare e la sera sistema le cucine di due ostelli per un totale di due ore di lavoro che gli bastano per pagarsi una camera in una casa a Bondy e per mettere da parte qualche cosa per far un bel viaggetto per l’ Australia…..ma quanto cavolo guadagna questa a pulire le cucine degli ostelli? La domanda che mi sono posto non avrà mai risposta, so solo che doveva essere sopra ai 120 AU$ visto che mi dice che tanto paga per la camera nell’appartamento. Mentre mangio lei finisce a pulire, si chiacchiera ancora un po e poi deve andare perché l’aspettano nell’altro ostello. La saluto, carina, non la rivedrò mai più…sig. Sala TV ci sono gli Australian Open. Ci sono circa 10 persone a vederli, tutti sbragati a terra su dei cuscinoni, un po scomodi ma se trovi la posizione giusta alla fine ci stai. All’improvviso uno degli ospiti inizia a russare. Panico. Incominciamo a fargli tutti i versi possibili: dal furlo dell’argentina al picchio canadese…niente da fare. Ad un certo punto mi alzo e gli urlo nell’orecchio…niente allora dico in italiano: “ E’ morto!!!” non so se il tono non so se capivano l’italiano ma sono scoppiati a ridere tutti. Al suono delle risate si è svegliato anche il tipo che mezzo anchilosato si alza e ci guarda come per dire: “Ma guarda sti deficenti”….si mette a posto la maglia e se ne va. Per la cronaca Federe aveva vinto l’incontro. Vado a letto ma so che sarà una nottata nera. Camera da 8 piena e l’aria condizionata dritto in faccia…mi tocca dormire sotto al lenzuolo….poi alla fine mi rigiro completamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7448155553530770853?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7448155553530770853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7448155553530770853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7448155553530770853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7448155553530770853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/blue-mountain-24-gennaio-2006.html' title='Blue Mountain 24 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7768651976493691275</id><published>2009-03-15T02:22:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:22:16.937-07:00</updated><title type='text'>Sydney 25 gennaio 2006</title><content type='html'>Tempo di merda. Ho capito che devo andare via da sta città per vedere un po di sole. Ho preso appuntamento con Saretta per vederci in mattinata così si chiacchiera e se ci si accorda si fa un pezzo di viaggio insieme. Ci vediamo all’ingresso del YHA Central poco distante dal Railway. Gia dai contatti precedenti Sara mi era sembrata una ragazza simpatica e tranquilla, mi ero convinto che ci si potesse fare un tratto di viaggio in sua compagnia. Dico questo perché questo era il MIO VIAGGIO e quindi da quando l’ho pensato ho sempre creduto e voluto farlo in solitaria. Ci incontriamo e l’impressione iniziale era giusta…tranne che per il suo accento veneto…eheheheh! Si chiacchiera e si decide di pranzare nel mio ostello: cucino io. Dopo il pranzo discutiamo su quale potrebbe essere l’itinerario che si vuole fare. Sara a Sydney è ospite di alcuni conoscenti. Lei vorrebbe rimanere a Sydney per l’Australian day…io no anche perchè mi hanno detto che poi non è tutto sto spettacolo. Ok allora si parte in due con un pass ferroviario fino a Brisbane facendo tappa a Port Macquire ed a Bayron Bay. Alla stazione andiamo all’ufficio per il turismo dove puoi avere dei forti sconti sui biglietti con le varie tessere della YHA o studenti o altro. Becchiamo il classico stronzo che ti parla l’Australiano stretto ed anche veloce. Io non mi meraviglio di non capire na mazza, ma che Sara non lo capisca più che meravigliarmi mi preoccupa visto che lei l’inglese lo parla. Lo mandiamo a cagare e passiamo allo sportello alla destra dove troviamo una signora gentilissima che ci spiega tutte le forme di ticket che possiamo fare con le relative tariffe. Per arrivare a Brisbane spendiamo 130 dollari australiani. Lascio Sara tornare a casa a preparare i bagagli e ci diamo appuntamento per la mattina seguente in stazione. Torno in ostello che sono le 18.00 mi sdraio un po sul letto a leggere con l’intenzione di farmi una doccia, mangiare e poi andare a dormire presto. Fatto sta che mi addormento e mi sveglio alle 21.30…..azz e adesso?!?!?!? Mi vado a cucinare qualche cosa, conosco un ragazzo italiano, Francesco, ha fatto 8000 chilometri in macchina con la sua ragazza che però adesso è ripartita per l’Italia, lui si ferma ancora un po. Con il proseguire del viaggio ho capito che 8000 chilometri in macchina in Australia sono una cazzata farli, da noi ci arrivi a Mosca e ritorni. Sono tre giorni che mi porto dietro delle cartoline, ogni sera le guardo, penso a chi mandare questa o quella…ma non riesco mai a trovare la forza di scriverle, non mi va di pensare alle solite frasi del cavolo da mettere su di una cartolina, sapete quelle tipo: “Un caloroso saluto dalla terra dei canguri”…..o anche:” Me la sto godendo alla faccia vostra”, quest’ultima la sconsiglio perché potrebbe attirare su di voi maledizioni e iettature varie anche dal migliore degli amici. Strano ma incominciano a mancarmi le mie donne, ogni volta che le sento al telefono o leggo una loro mail devo dire che da una parte mi fa piacere….ma dall’altra sento notevolmente la loro mancanza. E’ un dolore che se ci penso è piacevole, mi fa capire quali sono le cose importanti per me e le mie donne lo sono. Ecco il viaggio, la lontananza, fa mettere al loro posto alcuni tasselli nella tua mente che tu dai per scontato ma che alla fine scontati non sono. Vado a letto domani si parte per il nord.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7768651976493691275?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7768651976493691275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7768651976493691275' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7768651976493691275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7768651976493691275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-25-gennaio-2006.html' title='Sydney 25 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-8823355265188386740</id><published>2009-03-15T02:21:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:21:40.338-07:00</updated><title type='text'>Sydney 26 gennaio 2006</title><content type='html'>Come al solito mi sveglio presto, sta diventando una costante di questi primi giorni in Australia. Altra costante è il dormire male, ancora una volta l’aria condizionata a palla sulla mia faccia, girati e dormi sotto al piumino, dico piumino per tutta la notte. Esco presto, la mia intenzione è quella di farmi una bella camminata ed arrivare a King Cross per comprarmi un po di paninetti con l’uvetta ed il ginger. Vedo pochissima gente per strada e mi ricordo che è l’Australian day. Il bello è che tutti i palazzi, negozi, persone, autovetture, hanno qualche cosa che ricordi la bandiera Australiana. Mi fa morire una famiglia dove il padre aveva la classica maglietta con la bandiera, la madre aveva la borsa e la pipetta nel passeggino aveva il cappello sempre raffigurante la bandiera australiana. Arrivo a King Cross , faccio colazione e compro i paninetti. Tornando verso l’ostello e volendo tagliare per Hyde Parck mi imbatto in una sfilata di vecchie macchine e moto….bellissime ma come un coglione ho lasciato la macchina fotografica in ostello. Ci sono vari stends dove ti danno la bandiera australiana e il programma degli spettacoli che si svolgeranno a Sydney e dintorni in quel giorno. Ne sono molti ma anche molto distanti da loro, il centro di tutto è il villaggio olimpico dove si accentrano molte manifestazioni. Ore 11.00 puntuali ci si vede in stazione con Sara. Si è comprata un supermegaiper zaino: credo che all’interno ci sia un vitello ed una piscina…vedremo. Si parte. Se vi dicessi che all’interno del treno ho dovuto mettere la felpa mi credereste? Non capisco questi australiani quanto gli possa piacere il freddo. Cmq il treno è comodissimo ha i sedili molto distanti ed è molto pulito. Il problema principale è che va di un lento ma di un lento che ci hanno tamponato i moscerini. Da Sydney si arriva a Wauchope che al solo pensarlo sto nome mi si attorciglia il cervello. Da lì per andare a Port Macquaire dobbiamo prendere un autobus. Aspettiamo nella stazione e ne approfitto per andare al bagno. Qui scopro una cosa che non sta ne in celo ne in terra…come da foto, lo scovolino per pulire la tazza era appeso dietro la porta in bella vista…da vomito. Altra cosa sono delle piante. Da quello che mi spiegano non sono ne parassiti ne vere e proprie piante, sono come delle vasche che raccolgono acqua e danno sostentamento alle foglie.Ci mettiamo buoni buoni ad attendere l’arrivo dell’autobus. Allora gli autobus australiani sono grossi, hanno il paraurti grande per tutti gli animali che attraversano la strada ed hanno una rete protettiva per un terzo del parabrezza sempre per proteggere il mezzo da incontri ravvicinati con bipedi, quadrupedi e volatili. Gli autisti, e sarà una costante di tutti gli autobus che prenderò lungo tutto il viaggio, tendono a manie di protagonismo, si credono i padroni del mondo nel momento in cui tu hai bisogno di loro. Fatto sta che devo riconoscere a tutte le compagnie una organizzazione perfetta e la pulizia dei mezzi. L’autista del nostro autobus ci carica gli zaini quasi scocciato e ci dice quali sono i nostri posti. Saliti a bordo incontriamo dei pinguini che avevano freddo…azz aveva sparato l’aria condizionata a 1000. Oltre al freddo pare di essere in un reparto geriatrico: tolti me e Sara il più giovane avrà avuto 70 anni. Si parte. L’autista fa un discorsetto sulle cinture di sicurezza che riassumo in queste poche parole:” Se ve le mettete ben, se non volete metterle cazzi vostri io ve l’ho detto e se vi fate male o sale la polizia e vi fa la multa io non ne voglio sapere niente”. Il perché delle cinture lo capisci dopo 1 chilometro dalla partenza. In Australia ci sono tantissimi divieti di velocità…ma questi con dei bestioni del genere ti tengono i 50 chilometri orari anche in curva….e vi assicuro che in più occasioni ho visto scorrere tutta la mia vita nella mia mente pensando che fosse finita. Durante il tragitto l’autista chiacchiera al microfono con gli ospiti del mezzo, li intrattiene, questo l’ho dedotto visto che non ho capito na parola. Ci fermiamo in una stazione di servizio ed ho avuto il primo incontro ravvicinato con un canguro ma soprattutto con un cartello di cui lascio a voi il commento. Arriviamo alla stazione degli autobus di Port Macquaire e chiamiamo l’ostello per farci venire a prendere. L'ostello è quello della YHA. Arriva un uomo con un simpatico pulmino e prima di portarci in ostello ci fa fare un giro turistico per la piccola cittadina che sembra molto tranquilla e carina. L’ostello è piccolo, carino con tutti i confort ma i locali sono caldi, non c’è aria condizionata, non so se è un bene o un male. In camera c’è il classico ventilatore. Facciamo una doccia, ci cuciniamo due penne e si va a fare un giro. Peccato che sia notte e non si vede molto delle spiagge. Ci fermiamo al Bar 66 a bere qualche cosa e guarda caso il bar è gestito da italiani. Mangiamo una fetta di torta al cioccolato buonissima ma soprattutto, vuoi perché eravamo italiani, vuoi che le porzioni lì le fanno così, insomma la fetta pesava un paio di chili. La cosa bella è che abbiamo bevuto un bel chinotto San Pellegrino…eravamo a casa. Compriamo qualche cosa per la colazione e si va a nanna, dire che siamo cotti è dire poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-8823355265188386740?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/8823355265188386740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=8823355265188386740' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8823355265188386740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8823355265188386740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-26-gennaio-2006.html' title='Sydney 26 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-593980101026818508</id><published>2009-03-15T02:20:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:21:01.592-07:00</updated><title type='text'>Port Macquaire 27 gennaio 2006</title><content type='html'>Io voglio sapere se è possibile. Una volta che riesco a dormire profondamente il vicino dell’ostello che ha il giardino proprio sotto la finestra della camera mia e di Sara decide di tagliare l’erba alle 8 di mattina?...è una congiura questa! La notte è passata bene. Avevamo paura che la camera fosse calda ma lasciando la porta e la finestra aperte e chiudendo naturalmente le zanzariere, il ventilatore a palla, devo dire che non ho sofferto il caldo. Si fa una lunga colazione chiacchierando tranquillamente e prendendocela con comodo. Si decide di andare a visitare l’ospedale dei Koala. In questo luogo, da come dice la guida, tutti i Koala del NSW che sono stati feriti da incendi, animali selvatici, incidenti stradali o che altro, vengono curati e poi rimessi in libertà. Si esce dall’ostello che il sole gia picchia. In poco tempo raggiungiamo l’ospedale. La struttura è in un parco ben curato, i Koala sono dentro a dei recinti all’interno dei quali ci sono dei grandissimi eucalipti dove i coala si riabilitano alla vita selvaggia. Sono buffissimi e quasi non si vedono per come si mimetizzano tra i rami. Scattiamo alcune foto, leggiamo i vari cartelli posti nella struttura e poi ci avviamo verso la spiaggia. Devo dire che Port Macquaire è carina veramente, la sua spiaggia è composta di bellissime insenature e non puo mancare il percorso attrezzato che percorre tutta la spiaggia. Come per Manly e Bondy, anche qui i giardini curatissimi arrivano fino al limite della sabbia. Decidiamo di bagnarci i piedi….l’acqua è freddissima. Una cosa simpatica è il rumore della sabbia quando la calpesti, sembra come lamentarsi, sicuramente il rumore è dovuto al fatto che si tratta di una sabbia finissima. Andiamo verso il centro per fare spesa, si acquista qualche cosa per il pranzo e la cena. Si torna in ostello fa molto caldo e fortunatamente ci sono dei tavoli all’aperto dove si mangia relativamente freschi. Si è deciso di comprare anche una bottiglia di vino che poi si è rivelata una bottiglia di moscato che va bene su tutto tranne che sui spaghetti con gamberoni (ormai un classico) che volevamo mangiarci. Cuciniamo con i soliti curiosi che guardano le nostre pietanze e si mangia con tranquillità. Devo dire che non pensavo di passare tranquillamente e piacevolmente il tempo con una persona che ho conosciuto due giorni prima. Sara è veramente una che puo essere definita TRANQUILLA, ci si sta bene e si chiacchiera di tutto senza problemi. Ci sollazziamo sulle sedie per molto, visto anche che il moscato, freddo, scende che è un piacere….ma poi inevitabilmente torna su!!! In camera fa caldo e quindi preferiamo andare in spiaggia. Scelta più azzeccata non poteva esserci. Pensate alla scena. Prato rasato in riva all’oceano, sdraiato sotto l’ombra di un albero che sembrerebbe un pino, brezza favolosa…che ci vuoi di più?..un tuffo in acqua?...e certo che faccio mi perdo l’occasione?...no!! ed infatti mi tuffo. Acqua gelida come la mattina e faccio la conoscenza per la prima volta con la tanto decantata corrente dell’oceano. Qui infatti ti dicono di fare il bagno solo tra le due bandiere che piazzano i guardaspiaggia per due motivi; il primo è che solo in quel tratto c’è il controllo del guardaspiaggia, il secondo è perché le bandiere non vengono messe a caso ma vengono piazzate dove, secondo l’esperienza del guardaspiaggia, in quel giorno la corrente è meno forte. Non saremmo mai andati via da quel luogo, una baia piccolina ma perfetta, ma la notte sta per arrivare. Facciamo cena, ci scoliamo la bottiglia di vino e conosciamo un ragazzo australiano che parla un inglese perfetto…impossibile lo capisco anche io. IL mistero è presto svelato. Il ragazzo in questione ha una moglie francese e quindi sa che se vuole farsi capire da un europeo deve parlare piano e chiaramente, senza slang. Usciamo a fare un giro prima di dormire giusto per salutare la cittadina. Per strada incontriamo una marea di scarafaggioni rossi enormi al punto che devi stare attento a non pestarli. La cosa mi fa un po schifo ma ci dicono che non entrano in casa e che qui è normale…sarà ma a casa mia non è normale!!! Si va a letto. Sento il sole sulla pelle e fortuna che ho usato una crema protezione 30 comprata qui visto che la mia non faceva effetto…credo che dovrò stare molto attento con questo sole. Domani si parte per la prossima tappa del viaggio e ci accorgiamo che in effetti non sappiamo se fermarci a Bayron Bay o tirare dritto per Brisbane. Domani decidiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-593980101026818508?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/593980101026818508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=593980101026818508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/593980101026818508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/593980101026818508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/port-macquaire-27-gennaio-2006.html' title='Port Macquaire 27 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-6318151405470496132</id><published>2009-03-15T02:19:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:20:18.622-07:00</updated><title type='text'>Port Macquaire 28 gennaio 2006</title><content type='html'>Lo so, sarò monotono ma anche questa mattina sveglia alle 6. Un cavolo di uccellaccio, sembrava un corvo di colore nocciola, si è posato da qualche parte vicino alla nostra camera e si è messo a fare un verso che dire stridulo è fargli un complimento. Incomincio a rimpiangere i miei buon merli e passeri ascolani. Gli ho mandato tanti di quei colpi che sarebbe dovuto morire almeno 1000 volte ma niente, era lì imperterrito a fare i suoi versi, qualche volta anche in compagnia di altri uccelli. Capiamo che ci dobbiamo alzare, non c’è nulla da fare non si dorme. Colazione e poi andiamo alla stazione degli autobus ed aspettiamo il bus che ci riporta a Wauchope e da lì riprendiamo il treno. Arriviamo a Wauchope e visto che abbiamo 3 ore prima dell’arrivo del treno lasciamo i bagagli nel deposito e ci facciamo un giro per il paese: il nulla. Sulla via principale c’è tutto il paese ovvero 4 case tre negozi e un po di uffici, il resto del paese è sparpagliato nel raggio di 15 chilometri, almeno così ci dicono. Vediamo una macchina che si vende, vogliono 600 dollari, io e Sara ci facciamo un pensierino, alla fine non se ne fa nulla. Compriamo delle cartoline, qualche oggettino carino e poi diamo fondo ai cornetti di un panificio, devo dire che erano veramente buoni e soprattutto nel negozio c’era l’aria condizionata e non l’ho mai gradita come in quella occasione, fuori faceva un caldo incredibile. Si torna in stazione e troviamo la sorpresa: SCIOPERO!!!! Come in Australia becco uno sciopero dei treni? Ma non eravamo noi italiani a scioperare sempre? Insomma eravamo nella cacca fino al collo. Caldo atroce, sperduti nel buco del culo del mondo e cosa si faceva? Fortuna l’inglese di Sara capiamo che ci saranno degli autobus (qui da quello che ho capito lo chiamano coach) sostitutivi, si ma ci dicono che ci vorranno 6 ore per arrivare alla prossima stazione utile. La voglia di impiccarsi c’è ma sei qui quindi parti con il solito enorme autobus, con la solita aria condizionata a palla e…ti metti l’anima in pace. LA cosa positiva è che l’autobus ti permette di vedere tutto il paesaggio e soprattutto posti fuori dai soliti percorsi turistici. Ci fermiamo non so dove ed abbiamo una fame incredibile. Ci fanno un hamburger con dentro di tutto ma soprattutto aveva una temperatura di 1000 gradi e mi ustiono la lingua. Si riparte al volo. Percorriamo posti di una bellezza unica: pascoli con centinai di mucche libere e non in stalla come le nostre, cavalli, pecore, tutti animali con spazi a disposizione enormi. Ci sono i soliti resti di incendi ma grazie alla natura degli eucalipti vedi questi boschi che subito riprendono il loro splendore. Altra sosta. Ad aspettarci un bellissimo canguro, è vicinissimo a noi e ci guarda incuriosito. Questa volta ho la macchina fotografica a portata di mano e lo immortalo. Vado al bagno e vedo il lavandino più piccolo del mondo, se vuoi lavarti le mani, per non parlare della faccia, per forza di cose l’acqua casca a terra, e non essendo io un mago, per darmi una rinfrescata, combino un macello. Arriviamo a Casino, cittadina, ci dicono, di 12.000 abitanti, fondata da una colonia di veneti, insomma siamo a casa di Sara. Decidiamo di fermarci qui per la notte e il giorno seguente vedere cosa fare e dove andare. Prendiamo una camera allo SQUATTER’S HOMESTEAD MOTEL molto carino e pulito ma soprattutto a prezzi ragionevoli. C’è da dire una cosa su Casino e soprattutto sulla guida Lonely Placet. Quando eravamo a Wauchope ed abbiamo saputo dello sciopero abbiamo cercato di organizzarci sapendo che la fermata era Casino abbiamo cercato informazioni sulla guida in questione….assolutamente nulla. Quando siamo arrivati sul posto invece abbiamo trovato vari Hotel, Motel e varie strutture ricettive. Certo non è Rimini ma c’è il necessario per ospitare dei turisti. Allo Squatttter’S ci accoglie una signora gentilissima ma per me incomprensibile, anche qui ci pensa santa Sara. La camera è bellissima e pulita. Addirittura la signora ci porta un bricco di latte se vogliamo berlo prima di andare a letto. Ci sono tutti i confort. Doccia veloce e decidiamo di uscire a fare cena. Ci sono le solite catene di fast food ma vorremmo una bella bistecca o carne, è da molto che non azzanno della carne. Ora ci dicono che Casino è la capitale della bistecca come da cartello alla stazione, quindi chiediamo indicazioni per un buon ristorantino che ci faccia una bella T-Bond. Ci indicano l’Elisabet Hotel che sotto ha il Sophy resturant. Ci andiamo ma sfortunatamente la cucina è chiusa e niente bistecca, ci possono servire solo un panino. OK vada per il panino…..PANINOOOOOO. GUARDARE FOTO E’ UNA COSA DA UN CHILO. All’interno ci sono, nell’ordine: rape, cipolle, carote, senape, maionese, citriolini, una fettina di manzo (ma allora facci la bistecca, non era più semplice?), pomodoro a fette, insalata, salse di cui ignoro la composizione ed il nome e…non so quanti altri ingredienti, il tutto adagiato su un letto di patatine fritte. Ci facciamo una birra per mandare giù il tutto. Dopo non so quanto tempo riusciamo a finire il panino. Attaccato alla Sophy Resturant c’è un pub, bello e decidiamo di farci una coca e rum. Si chiacchiera un po con la ragazza al bancone. Il locale è frequentato da tutte persone del posto, gli unici turisti siamo noi e ce ne accorgiamo per come veniamo guardati, cmq tutti gentili Sara voleva uscire per fumare con il bicchiere in mano ma viene subito ripresa, non si puo uscire dal locale con bevande alcoliche. Torniamo soddisfatti in camera, bella serata tranquilla L’unica nota dolente sono le zanzare che nel tragitto dal pub al motel ci divorano. Mentre cerco di pendere sonno ripenso alla stupenda strada che abbiamo fatto durante il giorno, la SUMMER HW, almeno così mi pare l’avesse chiamata l’autista dell’autobus, è bellissima da fare in moto, tutti curvoni ampi e con la visuale libera e quindi non cechi. Stanchissimo prendo sonno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-6318151405470496132?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/6318151405470496132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=6318151405470496132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/6318151405470496132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/6318151405470496132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/port-macquaire-28-gennaio-2006.html' title='Port Macquaire 28 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-2999195992075748832</id><published>2009-03-15T02:18:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:19:08.847-07:00</updated><title type='text'>Casino 29 gennaio 2006</title><content type='html'>Ore 06.00 è destino, non si riesce a dormire . Questa volta è un SMS di mia moglie. Ma come cavolo gli viene in mente di mandarmi un SMS a quest’ora? Nel messaggio mi chiede di chiamarla perché sono due giorni che non ci si sente. Manca anche a me ma tra i vari preparativi si fa tardi ed in Italia è gia notte fonda…mi riprometto di chiamarla in serata. Dobbiamo prendere il treno, quindi sbrighiamo tutto quello che c’è da fare al motel, salutiamo i gestori gentilissimi e ci avviamo verso la stazione. La signora del motel ci aveva offerto un passaggio con la macchina fino alla stazione, ma noi, baldanzosi abbiamo rifiutato ricordandoci che la stazione era vicina. La stazione era vicina ma non avevamo calcolato che alle 10 di mattina faceva un caldo bestiale. Morale della favola ci siamo maledetti per aver rifiutato il passaggio e per fare meno di un chilometro abbiamo sudato da morire. Arrivati alla stazione ci accorgiamo di non aver capito na mazza su tutto il viaggio: non ci sono treni per Byron Bay solo autobus. Non sappiamo cosa fare. Torniamo al motel per chiedere informazioni ai gestori se c’è un autonoleggio. Ci fanno notare che è domenica e quindi è molto difficile. Fanno un po di telefonate, si interessano molto al nostro problema ed ancora una volta dimostrano la loro gentilezza. Facciamo mente locale su cosa fare. Ci dicono che una macchina la si puo affittare a Tween Heads e precisamente all’aeroporto di Tween Heads . Si ma cosa ci facciamo poi con la macchina una volta arrivati a quasi 50 chilometri da Brisbane?...torniamo indietro?...decidiamo di si, si arriva a TH e poi ritorniamo nella zona di Byron Bay. Si prende l’autobus e si parte, bellissimi paesaggi, tutte piantagioni di caffè, banane e canne da zucchero, passiamo per paesi dai nomi impronunciabili e composti da solo 4 case ed una stazione di servizio. Arriviamo all’aeroporto. Tutte le compagnie che affittano le macchine sono aperte. Dalle varie avventure che si è lette sul forum o delle esperienze di amici preferiamo puntare su la Hertz. Ci danno una Yaris rossa, nuovissima con appena 5040 chilometri. Il primo impatto è bestiale. Visto che solo io posso guidarla, caricati i bagagli cosa faccio?...salgo a sinistra e subito Sara mi fa presente che la guida è a destra.. Sconvolgente, impossibile, una crisi di panico. Salire su quella macchina e trovare le cose al contrario mi ha veramente spaventato. Parto a 5 chilometri orari e per i primi dieci minuti cerco continuamente la leva delle marce con la destra dove invece trovo lo sportello. Al posto della freccia avvio sempre i tergicristalli, faccio due controsensi bestiali che non so per quale santo ci ha protetti non riportiamo danni o facciamo un incidente. Dentro di me ripeto: “stai a destra…stai a destra…stai a destra. Devo dire che l’aiuto di Sara e con il passare del tempo le cose migliorano ma se devo fare qualche manovra velocemente scalo sempre le marce con il pomello della portiera. Si viaggia tranquilli con radio e aria condizionata. Torniamo verso sud. Morwillumba è quello più semplice ma incontriamo tanti altri paesi dai nomi strani. Facciamo tutta la costa fino a Byron Bay. Qui visitiamo il faro, bel promontorio, ci dicono che è il tratto di costa più a est dell’Australia. Pioviccica, mi mancava un po di pioggia. Byron Bay non ci piace come località troppi surfisti, decidiamo di andare a Nimbin patria del BASILICO…ehehehe. Vabè per chi non lo sapesse, Nimbin è una città di frikkettoni, gente un po fuori dal tempo (beati loro) vivono tranquillamente e coltivano con altrettanta tranquillità (e con il compiacimento delle forze dell’ordine) cannabis e la vendono per la strada non in modo sfacciato ma neanche tanto nascosto. Pensate che da Byron Bay organizzano dei viaggi in autobus per portare la gente a Nimbim a comprare basilico. Ci perdiamo un paio di volte, veramente passiamo per strade che non sappiamo dove ci porteranno, pensiamo che prima o poi a Nimbin ci si arriva ed all’improvviso eccola qua. Una cittadina che si estende lungo una strada per circa 1 chilometro. Vari negozi che richiamano sempre alla specialità locale: il basilico. In giro ci sono poche persone, quelle poche dire che sono fatte fino al DNA è essere buoni. Arrivando pensavamo che orde di coltivatori di cannabis ci accerchiavano per venderci la loro merce ma niente. Io e Sara ci mettiamo a sedere in una pizzeria gestita da francesi che parlano italiano. Si scusano per la qualità della pizza che sicuramente non è buona come quella italiana…nun ce ne frega na mazza, abbiamo fame. Io prendo un pezzo di margherita con aglio..che bisogna fa pe magnà. Sara prende un pezzo al formaggio. NON ERA FORMAGGIO. Nel momento in cui la mangia si accorge che le rotelle poste sopra la pizza che noi pensavamo fossero che ne so, galbanino, provola o che altro erano in realtà fette di ananas. Sara quasi me la sputa in faccia. Torna dentro e chiede se puo prendere un pezzo diverso, i gestori gentili gle la cambiano senza farsi pagare e dicendoci che gli era sembrato strano che degli italiani mangiassero la pizza all’ananas. Gli chiedo se c’è gente che la mangia e loro mi rispondono che ha un gran successo…..so strani sti australiani….o sarà l’effetto della cannabis?...vallo a sapere. Finiamo di mangiare, ci alziamo facciamo 6 passi e….tatààà, una ragazza di colore che sta in piedi per miracolo ci chiede se vogliamo dell’erba. Certo gli rispondiamo e lei invita Sara ad andare nel vicolo per visionare la merce. Io, che sono un provinciale , ma non fesso, ed ho visto sia i film di Starsky ed Hutch, di Piedone lo Sbirro e per finire del tenente Colombo, accompagno Sara nel vicolo con la ragazza. La signora ci caccia una busta della spesa piena di cimette fiorite di cannabis, profumatissima e ne acquistiamo un po, io da buon Ascolano cerco di tirare il prezzo, nun se ne parla ma almeno riesco ad ottenere qualche cimetta in più. Felici dell’affare riandiamo verso la macchina. Si ma che facciamo adesso? Cavoli non sapevamo dove andare. Prendiamo la cartina e facciamo mente locale, siamo a pochi chilometri (si fa per dire, in Australia pochi chilometri si intendono alcune centinaia) da Casino, decidiamo di tornare allo Squatter’s Motel . Incominciamo a viaggiare intanto Sara studia il percorso. Anche in questo caso passiamo per paesini fantastici, facciamo delle traverse in mezzo al nulla, sappiamo che se sbagliamo un incorocio ci ritroviamo non si sa dove. Anche per questo si fa il pieno alla prima occasione, almeno non restiamo a piedi. Lismore è quella che assomiglia di più ad una città. Ci fermiamo per chiamare lo Squatter’s e vedere se ci danno una stanza. OK la stanza c’è. Compriamo anche della frutta per cena, pensiamo di arrivare tardi e quindi di andare a dormire subito. Arriviamo a casino, la stanza nel motel è diversa dalla prima ma sempre pulita ed accogliente. Si fa la doccia e si mangia la frutta. Siamo stanchi, assaggiamo un po di basilico e poi a letto, non sembra ma abbiamo fatto circa 500 chilometri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-2999195992075748832?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/2999195992075748832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=2999195992075748832' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2999195992075748832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2999195992075748832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/casino-29-gennaio-2006.html' title='Casino 29 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-5063209685675681215</id><published>2009-03-15T02:18:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:18:28.878-07:00</updated><title type='text'>Casino 30 gennaio 2006</title><content type='html'>Cavoli mi sono svegliato alle 9, incredibile!! Credo che l’aver fumato erba dopo 20 anni abbia fatto il suo effetto. Se non ricordo male la mia ultima canna risaliva ai tempi delle superiori, quando ero giovane, da allora non c’è stata più occasione, da premettere che io non fumo, quindi la cosa presumo che abbia avuto un effetto maggiore. Sbrighiamo tutte le pratiche del motel, ringraziamo ancora i coniugi che gestiscono la struttura. Sara si ferma a parlare con il marito del percorse che possiamo fare. Vorremmo fare l’entroterra e vedere la vera Australia. Partiamo con il tempo non bello, nella notte ha piovuto, tanto per cambiare, e le strade sono bagnate. Non abbiamo fretta quindi ci avviamo tranquilli verso nord. Intanto esce il sole e la giornata è splendida. I nomi dei paesi, non mi stancherò mai di dirlo, sono impronunciabili: BANGALOW, KYOGLE,WHOOLLALUMBA, BOUDESERT……Verso l’ora di pranzo arriviamo in un posto, le solite 4 case con un ristorante sulla strada. Decidiamo di fermarci e mangiare. Prendiamo una bistecca che ci viene servita con la solita salsa, con le solite patatine e su un letto di insalata scondita….e niente pane cmq la carne è buonissima. Vicino a noi ci sono due signore sulla cinquantina, belle signore, tutte vestite di pelle e guidano due Yamaha custom. La strada mi piace da morire, rettilinei infiniti, sequenze di dossi vertiginosi, colline con curve e contro curve, il paesaggio cambia in continuazione. Lungo la strada incontriamo varie piantagioni, ci fermiamo ad una di banane, sono tenute in ordine come dei giardini. Altre cose bizzarre sono le varie insegne, la più bella è la facciata del MOU-MOU CAFE’, una stazione di servizio-bar che aveva tutta la facciata colorata come una mucca. Vediamo i pascoli in principio occupati da mucche e con l’avvicinarsi della costa troviamo i cavalli, bellissimi e tanti. Ci dirigiamo verso Surfer Paradise. Gia da lontano le parole di Oztupac si rivelano più che veritiere (“50 chilometri di cementificazione violenta) da lontano si incominciano a vedere grattacieli, grattacieli ed ancora grattacieli. Arrivati sul lungomare vediamo che i palazzoni ed i grattacieli costeggiano la spiaggia, quest’ultima è molto bella e lunga ma il posto non ci piace, sembra Rimini, facciamo un po di foto e ripartiamo per Brisbane. L’ungo la strada ci fermiamo a fare uno spuntino, sfoderiamo pane e nutella, la nutella ci sta sempre bene, anche in Australia. Arriviamo a Brisbane. Città caotica, fa caldo, non ci piace e non ci piace neanche l’ostello della YHA dove decidiamo di fermarci, soprattutto la cucina, piccola, sporca e caldissima. Facciamo un giro ed andiamo alla Hertz per riconsegnare la macchina. Facciamo due conti, tenere la macchina per arrivare fino ad Hervey Bay ci costa poco più del biglietto del treno, quindi decidiamo di tenerci la macchina e riconsegnarla ad Hervey Bay. Torniamo in ostello e ci cuciniamo. La cucina è affollatissima e vedo una cosa incredibile: una ragazza mette in un pentolone pieno d’acqua nell’orine patate, carote, pomodori, pasta e cavoli. Non ho avuto il coraggio di aspettare e vedere il risultato. Brisbane non mi è rimasta impressa ma il viaggio per arrivarci è stato fantastico, Sara è una compagnia perfetta ed i posti meritano. Cerchiamo di informarci sui viaggi organizzati per Faser Island. Non riusciamo a scegliere quindi prenotiamo solo l’ostello della YHA. So che dopo Hervey Bay dovrò lasciare Sara e c’è un po di timore soprattutto perché mi ero abituato alla compagnia ma anche per la lingua. Cmq questo è il mio VIAGGIO e devo andare avanti. Miaspetto molto a livello paesaggistico da Faser Island e dalle Whit. Prima di andare a dormire, visto che abbiamo la macchina andiamo a fare un giro per la città. Non so dove stiamo andando ma sappiamo che l’ostello si trova all’inizio di Roma St. la via principale di Brisbane, quindi è facile chiedere informazioni. Passiamo su un enorme ponte tutto illuminato e dove si paga il pedaggio, la vista della città dal ponte è bellissima. Torniamo con fortuna all’ostello ed andiamo a dormire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-5063209685675681215?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/5063209685675681215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=5063209685675681215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/5063209685675681215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/5063209685675681215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/casino-30-gennaio-2006.html' title='Casino 30 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-1833887643826134886</id><published>2009-03-15T02:17:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:17:51.223-07:00</updated><title type='text'>Brisbane 31 gennaio 2006</title><content type='html'>Mattinata strana. Alle 04.30 ricevo un sms da mia moglie, ancora uno alle 06.00 e questo di tono allarmato. Si preoccupa perché non riceve notizie da me da due giorni ed a casa sono successe un po di cose. Non posso rispondergli perché non ho più una lira sul cellulare. Non mi sono mai interessato a fare una sim australiana ed ho mantenuto la sim della wind che ho in Italia, errore non fu più grande, ogni sms mi costa na cifra ed ogni telefonata che ricevo la pago io a prezzi esorbitanti. Sino ad ora ho speso più di 100 euro in ricariche che effettuo via internet tramite la carta di credito. A fare due conti mi ero fatto una sim australiana della Vodafon che con 200 dollari non so quanti minuti mi dava di conversazione con l’estero ma soprattutto le telefonate non le pagavo io Mi alzo ed alle 6 di mattina mi metto a girare per la città in cerca di un negozio aperto che vendesse carte telefoniche prepagate per l’estero. Naturalmente a quell’ora è tutto chiuso ma poi per fortuna, direi per culo, trovo un negozietto e trovo la carta. Torno in ostello e chiamo dal fisso casa. Come mi sente mia moglie scoppia a piangere, mi sento un po una merda, sia per come sta Silvia sia perché so che in parte, anzi completamente, sono io la causa del suo stato. Parliamo molto e ci tranquillizziamo tutti e due. Vengo a sapere che in Italia nevica, mia suocera ha avuto un infarto e che le macchine sono ferme tutte e due. Fortunatamente la casa non è crollata, le dighe del Fiume Tronto reggono, la pestilenza non si è presentata, e le meteoriti cadono poco lontano dalla mia città. Sembra che succede per un motivo ben preciso, manchi da casa succede tutto. La fortuna è che tutti gli amici stanno dando una gran mano a Silvia e questo mi fa piacere. Sara avendo sentito gli sms mi chiede cosa sia successo e gli riferisco della telefonata. Facciamo colazione e riprendiamo il viaggio. Brisbane non mi è piaciuta, lo dimostra il fatto che ho fatto solo due foto di questa città. Il paesaggio è diverso da quello attraversato il giorno prima, diciamo che è più costiero ma soprattutto si percorre l’autostrada che in qualche modo toglie un po di fascino. Mi sconvolgo al vedere che a differenza delle nostre superstrade o autostrade qui non ci sono svincoli con cavalcavia ma se uno deve uscire in un incrocio praticamente deve attraversare la strada di entrambi i sensi di marcia….da panico. Tutti rispettano il limite dei 110 km orari. Gli australiani mettono cartelli stradali per tutto, occhio a questo occhio a quello, velocità consigliata in curva, attraversamento koala e via dicendo ma col cavolo che ti dicono che per arrivare in tale posto mancano tot chilometri o questa strada ti porta qui o lì. Insomma quando arrivi all’incrocio che ti interessa c’è il cartello, ed infatti noi ci siamo persi varie volte gli incroci che ci interessavano. Arriviamo ad Hervey Bay. Piccola cittadina, fa caldo, molto caldo. L’ostello è carino a vedersi. Bar, piscina, giardini ben curati. Non si puo dire lo stesso per la cucina che addirittura comunica con una camera da 8 posti letto. Le camere da due sono molto piccole ed hanno solo il ventilatore, di seguito scoprirò che erano meglio le camere da 4. Sfruttiamo la macchina finchè possiamo, andiamo a fare spesa. Compriamo varie cose ed i soliti 10 gamberoni: 3,70 AU$ na cazzata. In cucina fa un caldo atroce ma facciamo il sacrificio e mangiamo. Vorremmo fare un riposino ma preferiamo prenotare tutti i trasferimenti ed i viaggi. Alla reception dell’ostello prenotiamo un viaggio di due giorni ed una notte a Faser Island tutto compreso. Andiamo alla stazione degli autobus per prenotare il viaggio di ritorno di Sara ed il mio per Airlie Beach e qui scopro che dovrò farmi 12 ore di autobus…vabè! Devo dire che la signora dell’ufficio prenotazioni è veramente gentile, ha cercato di parlare un inglese comprensibile ed è stata molto disponibile. Vedo che c’è anche l’ufficio della Jet Set, da quello che so la compagnia economica della Quantas, così sfrutto l’inglese di Sara per prenotare i voli da Townsville ad Alice e da Alice a Sydney, pago na cifra ma non me ne frega, adesso ho tutti i viaggi pagati e male che vada sto tranquillo. Scegliamo anche di consegnare la macchina, freghiamo sulla benzina, cioè, visto che la macchina la dobbiamo consegnare con il pieno, dico a Sara di stare alla guida e di controllare l’indicatore digitale della benzina, appena si fosse acceso l’ultimo led mi faceva un cenno. Credo che abbiamo almeno risparmiato 7 o 8 litri. Controlliamo la carrozzeria e scopriamo dei graffi sulla cappotta che non avevamo visto. Idea, prendiamo la penna rossa di Sara e li ripassiamo tutti…come nuova. Portiamo la macchina alla sede della Hertz , ci accoglie una signorina molto carina, controlla la macchina e dice che è tutto a posto. Non paghiamo, ovvero, la signorina ci dice che faxerà a Tweed Heads che abbiamo consegnato la macchina ed è tutto a posto e poi la Hertz, avendo il numero della mia carta di credito, si tratterrà la cifra che calcolerà….si ma quanto?...la signorina gentilmente prova a fare un calcolo e ci dice che pagheremo 210 dollari, pensavo di più e comunque avere una macchina per 4 giorni, chilometraggio illimitato, assicurazione senza franchigia compresa….penso che la cosa ci sia convenuta. La signorina ci riaccompagna gentilmente in ostello, ormai sono le 5 del pomeriggio, avevo sonno ma preferisco andare in piscina. Che meraviglia, acqua caldissima, belle signorine in acqua. Qui per la prima volta incontro una tedeschina niente male. Incominciamo a guardarci, lei sta con una amica e stanno parlando con un ragazzo. Io per la solita caciara che faccio in piscina attiro la sua attenzione: prima un sorriso, poi un cenno di saluto e poi due chiacchiere. Mi ci scappa anche un idromassaggio in compagnia. Non uscirei mai da quella piscina, si sta da favola. Io e sara si fa cena con le bistecche e l’insalata comprate al giorno. Dopo cena ci facciamo una coca e il rum Bundaberg, dell’omonima città, comprato anche lui al giorno nel supermercato. Na ciofeca. Io non bevo alcolici ma grazie ad un amico che ha un locale ed una bottiglia di Havana Club 15 anni che offre solo agli amici, ho imparato ad apprezzare il rum. Sto rum Bundaberg fa schifo, troppo forte e spunta d’alcool da matti. Vabè cmq beviamo. Ci mettiamo comodi sulle sedie che ci sono fuori dalla stanza e notiamo una mareeea di geko che girano, anche nella nostra stanza. Sono delle lucertolone quasi trasparenti, con degli occhini ma che dicono…ripeto dicono che non fanno nulla se non mangiare le zanzare…vabè posso anche accettare la presenza di questi tesserini se mi fanno fuori le zanzare. Prepariamo lo zainetto con lo stretto necessario per i due giorni che dobbiamo passare su Faser Island e rifacciamo lo zaino grnade visto che dobbiamo fare il Check out la mattina seguente. Sono stanchissimo e crollo a letto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-1833887643826134886?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/1833887643826134886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=1833887643826134886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/1833887643826134886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/1833887643826134886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/brisbane-31-gennaio-2006.html' title='Brisbane 31 gennaio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7256060292114270911</id><published>2009-03-15T02:15:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:16:55.481-07:00</updated><title type='text'>Hervey Bay 1 febbraio 2006</title><content type='html'>Sembrava di dormire in uno zoo questa notte. Uccelli dai versi più disparati. Per dormire freschi abbiamo lasciato la porta aperta ed abbiamo chiuso solo la zanzariera. Uccelli di tutti i colori di cui ignoro i nomi naturalmente ma che emettono dei suoni talmente ROMPICOGLIONI che è impossibile dormire. Pensavo di morire dal caldo nella stanza invece la temperatura è stata ottima grazie anche al ventilatore a soffitto. L’ostello ribadisco che è carino ma gestito male e con del personale odioso. Alle 7 di mattina devono ancora aprire la cucina quando in tutti gli ostelli che ho visto, tranne che per le pulizie, le cucine sono aperte dalle 6 a mezzanotte, in alcuni la cucina è aperta tutta la notte, ma in questi casi il locale era distante dalle camere ed era forse questo il motivo. Dobbiamo prendere l’autobus per Faser Island alle 8 quindi ci sbrighiamo a fare colazione: succo d’arancio e mezza baguet a testa con un dito di nutella all’interno….mmmmm che colazione. Facciamo il check out e puntualissimo alle 8 in punto l’autobus è all’ingresso dell’ostello che ci aspetta. Come al solito gli australiani non ti dicono mai le cose se non gle le chiedi. Fatto sta che abbiamo pagato 220 AU$ per il tour tutto compreso, arrivati al molo per imbarcarci sul traghetto che ci porterà sull’isola, scopriamo che dobbiamo pagare altri 25 dollari a testa per l’ingresso al parco, ma non ce lo dice la guida, lo dobbiamo scoprire da soli. Mi chiedo, ma se tu sti cavoli di 25 dollari me li fai pagare nella quota e poi ci pensi sempre tu operetor a pagare sto cazzarolo di biglietto per il parco senza far fare a me ed ad altre 40 persone la fila sotto al sole non era meglio e molto più lineare come cosa? Lasciamo perdere. Fatto il biglietto ci dividono nei gruppi che stanno un giorno o due giorni, ci spiegano che dall’altra parte troveremo, ogni gruppo, un autobus al quale dovremo fare riferimento per tutta la durata del tour. Alcune notizie su Faser Island. E’ l’isola di sabbia più grande al mondo ma nonostante ciò ha una fitta foresta e corsi di acqua dolce. Caratteristica da non dimenticare è il fatto che è l’unico posto dove ci sono ancora i Dingo , razza pura, in cattività. Questo me lo segno…non si sa mai!!! Saliamo sul traghetto e con noi moltissimi fuoristrada. Veramente ci era stato offerto un giro su Faser con un 4X4, si affitta la macchina con altre persone, ti danno tutto l’occorrente per campeggiare ma io e Sara abbiamo preferito una cosa più comoda, meno avventurosa ma anche meno pericolosa….e la nostra scelta sarà quella giusta. Gia su internet e da alcuni ragazzi che avevano viaggiato con il 4X4 su Faser avevo saputo di vari incidenti, in alcuni casi mortali sulla spiaggia delle 75 miglia., non solo, guidare un fuoristrada sulla sabbia prevede esperienza e capacità particolari, non dimenticando che su Faser tutte le strade sono di sabbia. Arrivati sull’isola troviamo i due autobus ad attenderci. Sono due bestione 4x4 enormi e con delle ruotane immense, non solo, hanno anche le sospensioni rialzate rispetto ad un autobus normale. Fanno l’appello ci imbarchiamo e partiamo. Gia mi accorgo che alla seconda curva se fossi stato io alla guida mi sarei bloccato. Si capisce subito che gli autisti ormai fanno queste strade ad occhi chiusi ed hanno una certa esperienza. La strada taglia in due l’isola da est ad ovest. Passiamo in una foresta fittissima e pare strano che tutta quella vegetazione sia nata sulla sabbia. Ci fermiamo in un centro dove spiegano la flora dell’isola. Ci sono degli alberi altissimi che battendo il tronco suonano a vuoto. Qui rivedo le piante che avevo gia visto nella stazione di Whauchope, bellissime ed ancora più grandi. Ci fanno fare un percorso attrezzato. Anche qui come alle Blue Mountains hanno preferito tagliare qualche albero per realizzare un bellissimo percorso piuttosto che far pascolare i turisti liberamente. Camminiamo costeggiando un fiumiciattolo che in alcuni casi da origine a paesaggi quasi fiabeschi. Nella nostra comitiva si distinguono subito due ragazze: la solita belloccia cretina ed una piccolina ma anch’essa carina. Me le ricordo soprattutto per il loro lato B. Lo vedremo in seguito cosa saranno capaci di fare. Vedo alberi mai visti piccoli ed enormi, veramente un paesaggio selvaggio e bellissimo. Risaliamo sull’autobus dopo circa un chilometro di camminata. Fa caldo ma sotto la boscaglia il sole penetra poco e quindi si regge. L’autista ci dice che ci porta a mangiare. Bene dopo quella camminata ci vuole. Arriviamo al resort dove ci dicono che passeremo la notte, bello a vedersi. In una specie di pub dicono che ci hanno preparato un BB. Si fa la solita fila: salsiccia, cipolle, insalata scondita, patate lesse e la pasta più cattiva che abbia mai mangiato. Penso che Barilla si rivolterebbe nella bara e si toglierebbe la vita da solo se sapesse che si puo cucinare la pasta in un modo così orrendamente schifoso. Cerco di mangiare qualche cosa sapendo che fino a sera non si tocca cibo. Faccio una camminata per arrivare a vedere la famosa spiaggia delle 75 miglia: una favola…..non vedi la fine ne da una parte ne dall’atra. E’ un aeroporto, una superstrada è tutto quella spiaggia. Ma è bella a vedersi, larga, color oro con quella nebbiolina dovuta alle onde che si rompono sul bagnasciuga, veramente una bella visione. Si riparte. L’autobus entra sulla spiaggia e la percorre come una strada normale. Fa una certa impressione vedere un bestione del genere andare a 90 chilometri orari su una spiaggia, soprattutto quando vedi sfrecciare fuoristrada e altri autobus in direzione opposta. Ho capito che il segreto sta nel passare sulla sabbia dove si è appena ritirata l’onda. In questo modo non vai nell’acqua che ti potrebbe far cappottare o nella sabbia asciutta che ti potrebbe impantanare. Prima sosta. Un posto che quasi stona con l’ambiente che ci circonda. Ci fermiamo alla foce di un torrente. Sulla foce ci sono una marea di macchine e gente che fa il BB. Altri giocano a cricket, ma il passatempo preferito è risalire il torrente per un 300 metri circa e poi lasciarsi trascinare dalla corrente fino alla foce, insomma come le rapide in un qualsiasi parco acquatico. Qui assisto ad uno spettacolo incredibile. Le due bellocce di cui sopra, non avendo indossato il costume che ti fanno?....si mettono in un angolo, ma per angolo non intendo una zona dove non c’è nessuno o appartato, per angolo intendo un punto tra tutte quelle persone, si spogliano nude e si mettono il costume. Ora…io sto lontano da casa da un po di giorni, tu mi ti spogli proprio sotto gli occhi. Provo a fotografarle senza farmi vedere per immortalare la cosa ma niente mi viene una foto molto lontana , certo non mi potevo mettere a zoommare. Mi riprendo ed asciugo la bava che mi è colata ai lati della bocca, fa caldo e spalmo crema in abbondanza. Si riparte. Seconda tappa il relitto di una nave sulla spiaggia. Il relitto risale al 1934, avevo visto delle foto nel resort e capisco quanto la sabbia, negli anni, abbia ricoperto il relitto. E’ fantastico, ci scateniamo in foto artistiche ed io ne approfitto per fotografare il sedere di Carina, così si chiama la belloccia bionda. Arriva anche l’aeroplano, il comandante chiede chi vuole fare un giro dell’isola ed il pagamento avviene con tutti i tipi di carte di credito: 4 del nostro gruppo vanno. Mentre i quattro si fanno il giretto noi proseguiamo. Vediamo altri posti veramente belli e poi all’improvviso eccolo lì un Dingo. Strano sembra una volpe. L’autista si ferma per farcelo osservare ed apre la porta per farci fare delle foto dicendoci di non scendere perché è pericoloso. Chi è scesa secondo voi?...la cretina belloccia bionda!!! Al che mi permetto di urlare” Magnetela che nun fai na lira de danno”…non so chi mi ha capito ma in molti ridono. Conseguenza. L’autista tira il freno a mano, salta giù per afferrare e riportare la bionda a bordo ed il Dingo scappa. Non è che abbia fatto molto ma sono stanco ed al ritorno mi addormento. Arriviamo al resort, la stanza è molto grande e bella. Doccia e faccio un giro per vedere meglio la struttura che ci ospita. Molto bella ed ordinata, si sta benissimo visto che arriva l’aria dal mare. Andiamo a cena. Le pietanze sono cose a dir poco strane ma fortunatamente c’è della carne e ne mangio parecchia. Vedo che si creano gia dei gruppetti, a me frega sempre la lingua altrimenti era l’ambiente perfetto per far caciara. Andiamo a sederci fuori dalla camera. La caciara è enorme e la colpa è di una marea di pappagallini che si fermano sugli alberi a mangiare delle specie di pigne, il frastuono è incredibile. Altra caciara incredibile al nostro fianco, non capisco cosa sia. Mi affaccio e vedo due ragazze del nostro gruppo che giocano ad un gioco mai visto con 4 dadi dentro ad un bicchiere con i quali bisogna fare delle combinazioni particolari, mi pare si chiamasse Jatzy ma non ne sono sicuro, visto che me lo hanno ripetuto 100 volte e non sono mai riuscito a ridirlo bene. Hanno una bottiglia di vino allora mi avvicino chiedendogli, con il mio inglese, se volessero fare uno scambio. Sono gentilissime ed anche simpatiche. Fatto sta che ci mettiamo a giocare, io non sapevo cosa facevo ma esultavo cmq, si beve e si chiacchiera. Si chiamano Bettina e Janett. La prima tracagnotta ma molto più loquace della seconda. Fa la cuoca, è stata a lavorare anche in Italia e sa qualche parola di italiano. La seconda, Janett, carina ma taciturna, sono tutte e due svedesi e vanno verso il sud dell’Australia e si faranno anche una settimana alle Fiji. Si fa tardi e ci salutiamo perché l’indomani bisogna alzarsi presto. Passo ancora un po di tempo fuori dalla porta della stanza, si sta molto bene….cazzoo….UN DINGO. Lo avevo sentito arrivare dal rumore delle unghie sulle piastrelle ma non pensavo che si spingesse fino a qui, pensandoci capisco che hanno imparato dove possono trovare cibo facilmente, umano o spazzatura che sia…eheheeh. Sara scappa all’interno della stanza io prendo al volo la macchinetta e zacchete lo immortalo. Bello veramente bello. Vado a dormire ripensando che questo è quello che mi aspettavo da questi due giorni, un paesaggio selvaggio ed unico…e lo sto avendo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7256060292114270911?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7256060292114270911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7256060292114270911' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7256060292114270911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7256060292114270911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/hervey-bay-1-febbraio-2006.html' title='Hervey Bay 1 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-324507281183908761</id><published>2009-03-15T02:14:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:15:00.102-07:00</updated><title type='text'>Faser Island 2 febbraio 2006</title><content type='html'>Stranamente la camera era calda e quindi si è dormito male. All’alba sento piovere ed il mare ingrossarsi. Sono incazzato nero, possibile tutta sta pioggia. Arriva l’ora di alzarsi e di fare colazione. Anche non volendo rimango leggero visto quello che offre la ditta, mi ingozzo di frutta e non provo neanche a pensare di mangiare pancetta, uova o altre cose che ho visto. Si parte, la destinazione è il Lake Wabby, praticamente ci dicono una pozza tra le dune. Arriviamo nel punto in cui parte il sentiero che porta al lago. Si fanno 20 minuti nella boscaglie e poi si apre davanti a me uno spettacolo bellissimo: delle dune di sabbia e sembra di essere nel deserto. Camminare tra quelle dune è abbastanza duro, fa caldo, ma presto si arriva alla pozza. Il Lake Wabby è una pozza d’acqua verdastra con una spiaggia a spiovente. L’acqua è caldissima. Mi spoglio al volo e mi tuffo immediatamente. Faccio na caciara incredibile, la gente mi guarda strano ma io non riesco a stare fermo in ammollo come fanno loro, io devo tuffarmi, capriole, schizzare a tutti…insomma caciara. C’è il solito coglione giapponese che per fare il gradasso tenta di attraversare a nuoto il lago a metà percorso gli prende un crampo e fortuna che c’era un ragazza vicino che lo salvato altrimenti era sfottuto. Si sta in acqua a fare due chiacchiere con Bettina, Sara e Janett, ho dimenticato la crema protettiva sull’autobus ed ho un brutto presentimento. Il posto merita veramente. Ci avviamo verso l’autobus e sento la pelle del collo bruciare. Dopo 2,5 chilometri di boscaglia arriviamo all’autobus che ci aspetta e tutti speriamo che si vada a mangiare…così è!! Anche a pranzo mangio poco, giusto un po di carne, per andare sul sicuro e tanta frutta. Finito di mangiare mi metto su una sdraia all’ombra di un bell’albero, tira n’arietta fresca che la pagherei oro se me la confezionassero in sacchetti da 5 chili. Mi faccio una pennichella e vengo svegliato da Sara che mi dice che si parte per Lake Mc Canzie. Dopo un breve tragitto arriviamo al lago. Tanta gente ma il posto è sublime. Sabbia bianchissima ed acqua cristallina. Anche qui ci fondiamo in acqua. La temperatura dell’acqua è più bassa di Lake Wabby ma non si puo star fuori, è troppo bello nuotare in quello splendore. La pelle mi brucia esco e mi spalmo. Entro ed esco dall’acqua continuamente. Si riparte per riprendere il traghetto. Sul molo arriva un bel dingo a farci compagnia e ci guarda con l’aria di chi vuole dirti: “Guarda sti pirla”. Nella traversata vediamo un pesce enorme, non so se fosse uno squalo o meno ma posso dire che era tanto grosso. All’attracco ci aspetta l’autobus che ci riporta in ostello. Arrivati al YHA salutiamo Bettina e Janett e andiamo in camera. Pensiamo alla cena e scopriamo che ci hanno fregato le fettine di maiale che avevamo lasciato e tutta la frutta. Stanchi morti ci facciamo coraggio e andiamo a fare spesa. Sarà la stanchezza o non so cosa ma si parla poco io e Sara, sappiamo che il viaggio comune sta finendo e sicuramente dispiace a tutti e due. Ci si spalma una crema all’aloe che ci lenisce non poco ma il bruciore rimane. Si va a dormire, chiedo a Sara di lasciare un suo pensiero sul mio diario…..lo leggerò quando sarà partita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-324507281183908761?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/324507281183908761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=324507281183908761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/324507281183908761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/324507281183908761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/faser-island-2-febbraio-2006.html' title='Faser Island 2 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7949327785205699892</id><published>2009-03-15T02:12:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:13:39.310-07:00</updated><title type='text'>Hervey Bay 3 febbraio 2006</title><content type='html'>Una giornata strana in tutto e per tutto. Inizia con l’addio a Saretta. Pensavo che fosse stato difficile apprezzare la compagnia di una persona in questo VIAGGIO, mi sbagliavo, eccomi qui ad essere triste per la separazione dalla mia compagna di viaggio. Sara è una ragazza molto più giovane di me ma con la quale condividiamo molte passioni ed idee. Si è parlato di tutto ma soprattutto, stranamente, abbiamo passato dei giorni senza alcuno screzio o lite.La saluto con un po di paura per quello che sarà il resto del mio viaggio senza una persona che mi aiuti con la lingua, mi ero abituato troppo bene, ma lo sapevo dall’inizio che la lingua era una difficoltà quindi animo in pace e pedalare.Cazzeggio tutto il giorno, faccio il bucato e per la seconda volta non combino guai, dalla lavatrice esce tutto con i suoi colori originali. Per asciugare i panni al sole ci voglionono solo pochi minuti e questo fa capire che cavolo di caldo fa. In piscina non è il caso di stare, il collo brucia, credo che ormai l’eritema sia partito. Vado in un parco lungo la spiaggia, bell’aria e mi sdraio su di una panchina a programmare il viaggio ed a leggere il pensiero di Sara scritto sul mo diario…..mi inorgoglisce. Tra cucinare e parlare con i nuovi amici di camera arrivo a sera e mi faccio portare alla stazione degli autobus per prendere il Coach che mi porterà ad Airlie Beach dopo un viaggio di 1200 chilometri. Con me ci sono molti beckpackers, anche delle belle fanciulle che spero viaggino con me, giusto per l’estetica…eheheh. L’autista dell’autobus è il più stronzo che abbia mai incontrato, non capisco na mazza, gli chiedo di parlare piano ma niente, alla fine salgo e mi metto a sedere dove capita…sbagliato, mi fanno alzare e mettere al mio sedile, meglio, sono da solo su due sedili. Quella è stata la notte a livello emotivo ed interiore più bella del VIAGGIO. Ho visto il cielo più stellato del mondo con nelle cuffie del lettore mp3 i Pink Floyd con Wish you were here, ricorderò per sempre quei momenti. Dal lato fisico è stato un incubo, ma nel vero senso della parola, ti addormentavi poi ti ritrovavi fermo nel nulla, scendevi a fare dei bisogni a mangiare qualche cosa e poi via, nelle posizioni più assurde per cercare di dormire. Parlavi un po con chi era sveglio e poi via di nuovo a trovare la posizione che ti permettesse di dormire, ma ricorderò, come ho detto le prime 3 ore passate a guardare quel celo fantastico. Airlie Bech è arrivata, indolenzito, alle 10,30 di mattina, dopo 13 ore e mezza di autobus, pensandoci ha impiegato poco per percorrere 1200 chilometri, sono a destinazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7949327785205699892?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7949327785205699892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7949327785205699892' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7949327785205699892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7949327785205699892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/hervey-bay-3-febbraio-2006.html' title='Hervey Bay 3 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-4157629265752694367</id><published>2009-03-15T02:12:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:12:51.548-07:00</updated><title type='text'>Airlie Beach 4 febbraio 2006</title><content type='html'>Ripenso ancora al viaggio in autobus. Pensavo dovesse essere la cosa più noiosa di questo mondo ed invece è stato un momento che non dimenticherò mai, intimo, forte, con delle sensazioni uniche. Ad Airlie non c’è una vera e propria spiaggia, sembra fangosa, tipico litorale di mangrovie. Il lungomare è bellissimo e ben curato. La gente fa il bagno in una piscina enorme a pagamento. E’ una cittadina che si sviluppa tutta sulla via principale dove sono presenti ostelli, pub, le solite catene di fast food e le numerose agenzie che organizzano viaggi per le mitiche Whitsunday Islands. Me ne hanno parlato molto bene di questo arcipelago e dalle foto che ho visto scattate da Giò mi aspetto moltissimo a livello paesaggistico. L’ostello è quello della YHA ed è vicino alla fermata degli autobus. Faccio il check in ma la camera non me la danno prima delle 11.30. Vado in giro a cercare qualche cosa per il collo. L’eritema è esploso in tutto il suo splendore ed ho una pelle che sembra carta vetrata grana 80…quella bella grossa. Trovo da solo un prodotto e lo compro. Torno all’ostello e mi danno la camera. Come entro mi vado subito a mettere il prodotto sul collo ed ottengo un effetto lenitivo non indifferente. Non mi hanno messo le lenzuola sul letto…aspetto. In camera conosco un ragazzo austriaco, mi pare si chiami Jorghen. Facciamo due chiacchiere. Nell’attesa delle lenzuola esco per andare a sbrigare due cosette all’agenzia di viaggi che gestisce la barca con la quale farò il giro nell’arcipelago delle Whit. La cosa mi spaventa perché è la prima volta che affronto un dialogo in inglese ma mi tranquillizzo, al limite me lo faccio scrivere quello che devo fare. Quando sono in agenzia….miracolo, capisco tutto e soprattutto riesco a farmi capire. Mi chiedono se so nuotare, che gusti alimentari ho, se sono allergico a qualche cosa, chi devono avvisare nel caso in cui mi succedesse qualche cosa e poi mi chiedono la taglia per la tutina che mi dovrebbe proteggere dalle stingler, meduse e squali. Ora, vedendo la tutina, numero 76, pur non sapendo la potenza del pungiglione delle stingler, capisco che avendo la faccia, mani e piedi scoperte le meduse cmq possono toccarmi ma soprattutto come fa una tuta del genere a proteggermi da uno squalo?...mi usa come cewing gum!!! Vabè prendo la mia tutina e torno in ostello. Ci sono le lenzuola…mi addormento subito. MI alzo per le 16, voglio chiamare casa e mandare un po di mail. Vicino all’ostello della YHA c’è un internet caffè molto fornito a livello di pc ed è veramente economico. La ragazza al bancone è molto simpatica, capisce subito che sono italiano e vuole fare due chiacchiere….ci mancherebbe. Mando foto ed e-mail . Il collo mi da un fastidio cane mi brucia da morire. Torno in ostello e vado a preparare da mangiare. La cucina è la migliore che abbia incontrato dal punto di vista strategico. Aria condizionata sia dove si mangia sia dove si cucina, faccio tutto senza sprecare una stilla di sudore, ben attrezzata e pulita, veramente una bella cucina. Vedo il mio compagno di camera cucinarsi una scatoletta al microonde, sembrerebbero lasagne. Gli chiedo se vuole due spaghetti, accetta volentieri. Ci sediamo e si mangia. Apprezzo molto il suo parlare piano e cercare di capire il mio inglese. Si parla di donne, america, bere, austria, calcio, insomma di tutto. Si aggregano anche delle ragazze che avevano guardato cucinarmi e come al solito avevo investito con le mie solite lezioni di cucina. Si fa tardi, domani si parte per le 13.30 e sento ancora la stanchezza del viaggio della notte prima. Saluto tutti e vado a letto, il collo brucia da matti…mi preoccupa come mi preoccupa lo stato del mare, speriamo che sia calmo altrimenti sarà n’agonia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-4157629265752694367?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/4157629265752694367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=4157629265752694367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4157629265752694367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4157629265752694367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/airlie-beach-4-febbraio-2006.html' title='Airlie Beach 4 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-5393834295302103522</id><published>2009-03-15T02:10:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:12:15.069-07:00</updated><title type='text'>Whitsundays Islands 5-6 febbraio 2006</title><content type='html'>Dormito non molto bene per via del collo ma almeno mi sono alzato tardi. L’eritema è nel massimo del suo splendore, credo che il prodotto che ho comprato sia troppo forte per la mia pelle. Decido di andare in farmacia e vedere se mi danno qualche cosa. Fatta colazione vado alla prima farmacia che trovo. Anche qui mi meraviglio di come riesco a tenere il dialogo in inglese e soprattutto a capire il farmacista, ragazzo giovane e gentile che mi chiede il passaporto e dove risiedo, dopodichè mi prescrive una crema cortisonica da mettere 4 volte al giorno, niente sole e niente mare: ma io sto partendo per le Whit su una barca a vela e questo mi dice niente sole e niente mare? Impossibile. Visto che ci sono compro anche un repellente per le zanzare, mi hanno detto che da qui in poi ci sono delle bestie che ti succhiano anche il midollo.. Torno in ostello e mi spalmo immediatamente. L’effetto del cortisone si sente subito.Ho l’autobus alle 13.30 ma devo fare il check out entro le 10. Lascio lo zaino grande nel deposito a pagamento dll’ostello e mi fermo nella cucina-refettorio-sdala tv a passare un po di tempo prima di pranzare. Alle 13.30 puntuale l’autobus ci carica. Fa un breve giro per raccogliere tutti i viaggiatori. Cerco di sentire se c’è qualche italiano e poi, all’ultima fermata, salgono due ragazzi di Modena e due londinesi di madre italiana….so salvo. Arriviamo all’imbarcadero. Ci accoglie un tipo che dice sempre: “ a gay….okay…” non capisco mai quando intende dire ragazzi o ok. Ci spiega in linea di massima quello che sarà il viaggio e come dobbiamo comportarci. Il tipo peserà sul quintale, alto 190 centimetri, riccio biondo e dalla pelle chiara, naso spellato, il classico marinaio. Alla fine ci avviamo verso la nostra barca: IL BOOMERANG. Il nome non è che sia il massimo dell’originalità ma è bella e molto grande, un 30 metri messo molto bene. Ci fanno mettere le scarpe in un sacco ed a piedi nudi si sale sulla barca. Ci accoglie il Capitano ed altre due persone: una ragazza bionda ed un ragazzo di colore. Di quello che dice il comandante non capisco, e non capirò per tutto il viaggio, una emerita mazza. La ragazza è una tedesca, piccolina, carina. Gestisce lei la parte ospiti. Ci porta sottocoperta e ci spiega la vita a bordo: i primi a mangiare saranno i vegetariani, poi le donne e poi gli uomini. Per fare la doccia (1 sola volta al giorno) abbiamo 5 minuti. Ora io non sono dotato ma 5 minuti non mi bastano neanche per fare il bidet!!! Ci spiega come poter usare il frigo con le bevande, chi ne prende una la segna sul suo nome ed a fine viaggio si tirano le somme ed uno paga….se lo facessero in Italia il frigo sarebbe vuoto e pochi segnerebbero le bevande. Detto questo ci assegnano le cuccette e si parte. Siamo 27 ospiti e 4 di equipaggio. Facendo i calcoli abbiamo appena 1 metro di barca a testa?!?!?!? I due ragazzi di Modena si chiamano Alessandro e Renzo. I due ragazzi di Londra ma di madre italiana sono Giulia ed Alex, simpatici e sicuramente mi daranno una mano con l’inglese. Mentre iniziamo a mollare gli ormeggi la ragazza di bordo ci prepara lo spuntino di benvenuto: frutta fresca a pezzettini. Si parte a motore perché una legge australiana vieta di uscire dalle marinerie a vela. Appena fuori dal porto si parte con le vele….uno spettacolo, c’è un bel vento teso, il comandante ci fa mettere tutti sul lato di dritta e ci becchiamo degli spruzzi rinfrescanti. La barca fila che è un piacere. Vedo i pesci volanti ed una tartaruga enorme, li guardo a bocca aperta come un bambino che non ha mai visto certe cose. Mi alzo per cercare la macchina fotografica ma il comandante mi riprende immediatamente, non so cosa mi abbia detto ma mi fa segno di sedermi. Poi mi spiegano che ha detto di star seduto perché sta facendo manovra e non vuole che il boma mi prenda pieno in testa. Sulla barca ci sono un po tutte le nazionalità, soprattutto europee, non ci sono asiatici, strano, ripensandoci anche ad Airlie non ne ho visti…..la cosa mi preoccupa, cavoli te li trovi ovunque! Poi…..poi non dico più niente. Anzi no dico solo 4 cose: 1) Le Whit sono da vivere, non esiste descrizione che possa reggere, bisogna andare, preferibilmente in barca, farsi un giro, vedere quei posti e rendersi conto di cosa sto parlando; 2) primo sogno realizzato. Fino a questo giorno ho solo visto al cinema certe scene ma io l’ho realizzato, l’ho portato alla mia realtà. Una partita di calcio sulla spiaggia di un atollo australiano. Ci sbarcano su questa stupenda spiaggia con una cassettina contenete un po di giocattolini tra i quali un pallone sgonfio. Prima facciamo il bagno con le tutine….poi un calcio tira l’altro e praticamente si organizza Italia – Resto del Mondo. Chi ha vinto?...ma naturalmente noi, con non ricordo se duo o tre gol del sottoscritto….na favola, solo che alle 9 di mattina faceva un caldo bestiale e dopo 30 minuti che giocavamo eravamo tutti sfiniti. 3) Secondo sogno realizzato è quello di nuotare nella barriera corallina attorniato da non so quanti tipi di pesci, di tutti i colori, di tutte le misure e di tutto di più…..fantastico. 4) Terzo sogno, dormire sul ponte di una barca, sotto ad un cielo stellato attorniato da una miriade di persone e soprattutto belle fanciulle. Il cielo australiano in mezzo al mare è …. 5) Vedere un tramonto incredibile, da lasciare senza fiato. Ora potevo raccontarvi della peggior pasta mangiata in vita mia, delle bombe fatte dalla barca e tutti che mi guardavano come un pirla (tanto c’ero abituato ormai), delle tette grosse di Lucy, della pioggia presa mentre ero a dormire sopra al ponte della barca, della chiacchierata che abbiamo fatto: un francese, un brasiliano, un tedesco e 3 italiani alle 3 di notte sui migliori calciatori al mondo, potrei raccontarvi della scoperta della vegetamine o come cavolo si scrive…una cosa peggio del wasamy, potrei raccontarvi un milione di cose ma le foto possono in parte descrivere quello che sono le whit e dell'avventura che puoi vivere in un viaggio come questo…ma bisogna andarci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-5393834295302103522?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/5393834295302103522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=5393834295302103522' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/5393834295302103522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/5393834295302103522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/whitsundays-islands-5-6-febbraio-2006.html' title='Whitsundays Islands 5-6 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7274044395578457050</id><published>2009-03-15T02:08:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:10:16.599-07:00</updated><title type='text'>Airlie Beach 7 febbraio 2006</title><content type='html'>Arriviamo in porto alle 14, i tre giorni che ho passato su questa barca spazzeranno via la monotonia di tanti anni. Ho vissuto esperienze fantastiche, ho visto posti indescrivibili, ho mangiato l’assurdo fatto cibo e…..sto bene, veramente bene! Posso capire tutte quelle persone che lasciano il lavoro, le cose sicure per affrontare viaggi, avventure, porca miseria mi è balenata in mente l’idea di non tornare a casa, di continuare questa vita. Ma si è trattato di un momento. So per certo, adesso, che se voglio parto e vivo certe esperienze, quindi perché lasciare gli affetti o le cose a cui tengo? Ci vuole meno coraggio ad intraprendere certi viaggi che ad avere la forza di affrontare la vita di ogni giorno. Come sbarchiamo saluto tutti, scambio di mail e via in ostello. Prima di tutto telefono alla Premier per prenotare l’autobus per la mattina seguente: ci riesco. Facciamo il punto della situazione. Ho parlato con la donna dell’agenzia viaggi, con il ragazzo della farmacia, ho prenotato il posto sull’autobus via telefono….vuoi vedere che incomincio a capire ed a parlare un po di inglese?…miracolo!!! Doccia, mi riposo un po poi spesa per la cena, internet e telefonata a casa. Sento le bimbe raffreddate e mia moglie alla frutta….la faccio sfogare e capisco il suo stato d’animo. Cucino la cena e come al solito abbondo con la pasta, ne offro un po in giro ma nonostante la bava nessuno accetta. Divido i fornelli con una tedeschina che avevo gia notato ad Hervey Bay perché si portava dietro un ombrellino da spiaggia e non capivo a cosa gli servisse visto che era molto abbronzata. Non credo fosse tedesca…nel senso di razza ariana, era mora e non tanto alta, un fisico niente male. Il nostro rapporto era fatto di sguardi. Ritrovandoci spalla a spalla in cucina si scambiano due chiacchiere.. Come le vedo mettere i pelati a crudo sulla pasta ho un sussulto di nausea e lei se ne accorge…mi chiede se è sbagliato…ed io per tutta risposta alzo il coperchio del mio sughetto….lei:”Fantastic”….ed io gongolando dico tra me e me…ce lo so baby!!! Gli do un po dei miei spaghetti, è con altre due amiche, alla fine non mangiano la loro pasta ma la mia si. Si chiacchiera delle Whit, loro non hanno ancora fatto il viaggio ed io gli faccio, nel limite del possibile, un riassunto della mia avventura. Alla fine si avvicinano un po troppi mosconi (ragazzi) che tra le altre cose parlano bene la lingua….mi sento un po isolato nella comitiva anche se la moretta mi presta molta attenzione e parla quasi sempre con me. Alla fine saluto tutti e me ne vo a letto…azz erano le due di notte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7274044395578457050?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7274044395578457050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7274044395578457050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7274044395578457050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7274044395578457050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/airlie-beach-7-febbraio-2006.html' title='Airlie Beach 7 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-3136330670566555087</id><published>2009-03-15T02:07:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:08:46.628-07:00</updated><title type='text'>Airlie Beach 8 febbraio 2006</title><content type='html'>Nottata d’inferno. C’è stato un andirivieni incredibile nella camera. Soprattutto 4 ragazzi inglesi, molto ubriachi che si sono messi a raccontare delle loro prestazioni sessuali con delle ragazze (forse le tedeschine?) Alle 4 di mattina mi arriva una telefonata da una nostra amica dall’Italia che aveva sbagliato numero ed io assonnato non l’ho neanche riconosciuta. Dopo neanche 30 minuti mi richiama mia moglie per farmi uno scherzo e dirmi dell’errore della nostra amica…le bestemmie in camera si sprecano in tutte le lingue. Quando suona la sveglia mi sembra di aver dormito 10 minuti. Mi alzo, colazione e via verso l’autobus. Alla fermata con sorpresa trovo Lucy, la pappona del Boomerang insieme ad una amica. Mi saluta ed io ricambio. Ha due occhi fantastici, oltre alle tette naturalmente. Si sale sull’autobus e ci sediamo vicini, con loro c’è anche un ragazzo Marck, irlandese che lavora in Francia. Anche lui gira l’Australia da molto. Lungo il tragitto chiacchiero molto con Marck e lui cerca di capire ma soprattutto di parlare lentamente per farmi partecipe. Mi ero dimenticato di dire che la tappa successiva del mio viaggio è Townsville, trampolino di lancio per Magnetic Island. Il caso vuole che anche le ragazze e Marck vanno a Magnetic Island. Lungo il viaggio faccio un po di conti e vedo che per le date che ho prenotato i voli resterò ad Alice Springs 8 giorni….che cavolo ci faccio 8 giorni ad Alice se me ne bastano 5?...quando arrivo a Townsville devo cambiare le date…ma mi avanzano 4 giorni…vado a Cairns. Arriviamo a Townsville e decidiamo di alloggiare tutti insieme in un ostello sopra la stazione degli autobus e tra le altre cose vicino all’imbarcadero per Magnetic Island. I ragazzi decidono di andare verso le 17 a Castle Rock, una collina che domina la città. Io decido di aggregarmi ma prima voglio trovare una agenzia che mi cambi le date dei voli. Niente. Allora ricorro a Marck che gentilmente via telefono mi sposta le date e soprattutto la partenza per Alice la farò da Cairns e non più da Townsville…..è la 6 volta che cambio il mio itinerario. Si parte per the Castle Rock. Decidiamo di fare il sentiero e non la strada…decisione più sbagliata non potevamo prendere. Il percorso sale ripido verso la collina, le ragazze partono velocissime, io e Marck gli diciamo di andare piano perché altrimenti scoppiano. Fatto sta che dopo 10 minuti sia Lucy che Ivonne gettano la spugna. Come due cavalieri del medioevo aspettiamo le pulzelle. In effetti fa caldo è la salita è ripida, ma se si affronta con calma la si fa tranquillamente. Arrivati in vetta lo spettacolo merita lo sforzo. Si vede tutta la città e l’isola di Magnetic Island. Ci sono dei loock out notevoli.Scattiamo un po di foto, Marck vuole rimanere per il tramonto, noi no, quindi io e le ragazze scendiamo per la strada asfaltata…le zanzare ci si mangiano. Acceleriamo il passo, la strada è lunga perché gira intorno a tutta la collina. Arriviamo ad un supermercato e comprova da mangiare per tutti, stasera si mangia italiano. Ci raggiunge anche Marck. Linguine allo scoglio….insomma scoglio, diciamo che ho messo dentro un po di tutto ma il risultato è che ci siamo mangiati una cofana di linguine. Si chiacchiera e si parla delle esperienze dei relativi viaggi. Ci beviamo qualche birra e facciamo tardi, domani le ragazze con Marck partono prima di me…io li raggiungerò più tardi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-3136330670566555087?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/3136330670566555087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=3136330670566555087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3136330670566555087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3136330670566555087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/airlie-beach-8-febbraio-2006.html' title='Airlie Beach 8 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-2270281533315842997</id><published>2009-03-15T02:07:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:07:52.211-07:00</updated><title type='text'>Magnetic Island 9 febbraio 2006</title><content type='html'>Per la prima volta sono riuscito a trovare un cuscino decente ma cmq la sveglia è sempre presto. Trovo le due ragazze a fare colazione e poco dopo arriva anche Marck. Loro partono per Magnetic io li raggiungerò più tardi. Ci siamo dati appuntamento al Maggie un ostello che si trova a Horseshoe Bay una delle tante baie di Magnetic. Decido di riposarmi un po a Magnetic e quindi prenoto 4 notti, sono un po stanco di fare ogni giorno lo zaino, inoltre, ho anche bisogno di rilassarmi un po’, poi andro tree giorni a Cairns, Alice, Uluru e ritorno a Sydney. Il viaggio è programmato, sempre che non ci siano variazioni lungo il tragitto. Riesco a prenotare la stanza al telefono, mi meraviglio ancora una volta di quel po di padronanza dell’inglese che ho acquisito. Fa caldo ma la strada da fare per l’imbarcadero del traghetto è poca. La signora alla biglietteria ha un accento incredibile, non capisco na mazza e ricado nella depressione del non lingua. Alla fine riesco a capire, mi chiede se ho la macchina, io un po’ a gesti un po a parole gli faccio capire che sono a piedi e lei mi ridice:” No caeeaaaaaarrr?”…..ma non si dice CAR? Mentre aspetto il traghetto guardo l’omino che ricarica il distributore delle bevande e mi accorgo solo adesso che in effetti in Australia ovunque vai c’è un distributore di bevande. Ne fanno un utilizzo incredibile, dalle classiche bevande gassate, a quelle con sali minerali, alle acque vitaminizzate … .insomma se hai sete puoi dissetarti con tutto quello che vuoi e devo dire che costano anche poco. Cosa particolare è il formato, non sono le classiche lattine da 33 cl dei distributori italiani ma sono più grandi. La giornata è splendida e la traversata è piacevole, dopo 45 minuti siamo a Magnetic. Dall’orario degli autobus vedo che devo aspettare 1 ora prima del prossimo. Ad un certo punto due ragazzi mi vengono vicino e mi chiedono se vado a Horseshoe Bay e se voglio dividere con loro un taxi….perfetto. Con una spesa poco superiore a quella dell’autobus mi permetto anche il taxi con aria condizionata, guidato da una signora bionda molto gentile che mi lascia all’ingresso del Maggie. Prendo la camera. Capisco di essere in una mix room dalle mutande stese sui letti e sul balcone…spero che sia una mix room perché se quelle mutande le porta un uomo devo dormire con un occhio aperto. Mi metto il costume e vado in spiaggia. Bella , con delle palme ed alberi vari, un bel prato diviso dal mare da pochi metri di sabbia. Incontro subito i ragazzi. Mi butto in acqua…..c a l d i s s i m a!!! Horseshoe Bay è l’unica spiaggia ad avere le reti di protezione per poter fare il bagno in modo che non si venga a contatto con le meduse che qui sono pericolossissime. Horseshoe, come da traduzione, è a forma di zoccolo di cavallo. Conosciamo una ragazza olandese Annalee e facciamo subito comunella. Si mangia in spiaggia pesce fritto e patatine…si chiacchiera, si beve, si dorme, insomma si cazzeggia…quello che cercavo. Alla spicciolata si va verso l’ostello. Il Meggie ha una piscina che è poco più di una pozzanghera con acqua caldissima ma cmq utile per……….BOOOOOMBAAAAA e come al solito la gente mi guarda come per dire:” Il solito pirla”, ma poi tutti mi copiano. Dopo poco si realizza n’altro dei miei sogni, una megapartita di calcio acquatico. Inizia tutto con il sottoscritto che cerca di palleggiare in acqua, poi uno alla volta entrano in piscina ed alla fine due squadre e due porte, risultato finale: molta dell’acqua era fuori dalla piscina ed avevamo anche un certo pubblico. Dopo 1 ora ero sfinito, credo che l’acqua calda mi abbassi la pressione. Vado a farmi una doccia e poi a fare spesa, ho promesso carbonara per tutti. Siamo una decina di persone. A noi si sono aggregate anche due ragazze spagnole con cui ho parlato circa 1 ora, è bellissimo sentire parlare inglese da due spagnole. In cucina ci sono state un po di vicissitudini ma alla fine la carbonara è venuta fuori….oddio era na ciofeca ma hanno fatto anche la scarpetta…con la carbonara…ed ho detto tutto sui gusti de sta gente. Applausi al cuoco, chi mi ha offerto da bere, chi un bacio, insomma la serata stava mettendosi bene. Andiamo in spiaggia a vedere una stupenda luna piena. Pessima idea, i moschitos, le nostre zanzare, ci hanno assaliti. Devo dire che il repellente che ho comprato funziona…ma ammazza anche le persone per quanto puzza, fatto sta che a me pungono in un paio di posti, alle ragazze momenti le spolpano. Torniamo all’ostello e ci sediamo ad un tavolo. Qui accade qualche cosa che devo raccontare ed ho anche immortalato con foto. Marck si vantava di essere un ottimo massaggiatore. Ad un certo punto inizia a massaggiare il collo di Annalee. Questa si piega sul tavolo ed inizia a miagolare….una cosa da film porno…io mi sono quasi sentito in imbarazzo. Al tavolo Annalee era seduta tra me e Marck. Ad un certo punto Annalee si rivolge a Marck e gli dice:” Questo massaggio sarebbe perfetto sul mio letto”…..azz, io sgrano gli occhi e guardo Marck…lui impassibile. Dopo 10 minuti di mugolii Annalee si alza e cerca qualche cosa nella borsa…caccia una scatoletta e dice a Marck:” Ti servono?”…era una scatola di profilattici…io guardo Marck e gli suggerisco:” She wont to fuck”…ma lui mi fa no con la testa…ma come no?!?!?!?!?,,,porcaccia miseria mi alzo e li fotografo. Lei ha due occhi lucidi di una che …vabè…lui na faccia da pirla. Mi sono dimenticato di dire che Annalee dorme in camera con me. Siamo soli io e lei. Dico a Marck che se vuole gli lascio la camera ma lui mi dice che anche lui è solo in camera. Vabè io a fare il reggi moccolo non ci sto, li lascio e mi dedico all’altra compagnia femminile. Si fa molto tardi, volevamo vedere l’alba ma eravamo molto stanchi e all’indomani volevamo girare l’isola ed avevamo deciso di affittare un fuoristrada. Non ricordo che ora fosse e che fine avessero fatto Marck ed Annalee…io vado a letto. Entro con circospezione in camera…nessuno, ok vado a letto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-2270281533315842997?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/2270281533315842997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=2270281533315842997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2270281533315842997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2270281533315842997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/magnetic-island-9-febbraio-2006.html' title='Magnetic Island 9 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-5793603331315519457</id><published>2009-03-15T02:06:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:07:10.355-07:00</updated><title type='text'>Magnetic Island 10 febbraio 2006</title><content type='html'>Devo dire che ho dormito bene ma sono stato svegliato da dei rumori in strada, sembrava una motosega, poco dopo constato che realmente era una motosega, stavano potando gli alberi della spiaggia. Apro gli occhi ed ho due sorprese: la prima che Annalee dorme…l’altra è che dorme nuda!!!!....Vado a farmi una doccia …fredda…moooolto fredda!!! Come rientro in camera la trovo sveglia e non curante del fatto che era nuda…anzi no portava una mutanda minuscola. Imbarazzato al massimo cerco di vestirmi….ma è possibile, queste situazioni mi spiazzano! VAbè vedo che i problemi me li faccio solo io quindi cerco di essere il più naturale possibile…ma sicuramente non ci sono riuscito. Finito a vestirmi scendo a fare colazione, trovo Ivonne e Lucy, poco dopo arriva Marck e qualche minuto arriva Annalee. I due non si guardana, si salutano appena….azzo ma allora ha concluso. Aspetto di essere solo con Marck e gli faccio la domanda:” Allora? Marck ieri sera? Hai concluso?” Lui mi dice di no, che lei ha un ragazzo e che lui non vuole innamorarsi….COSAAAA? Ma sei geloso?...Innamorarsi ma se quella voleva solo avere un incontro ravvicinato con un irlandese!!! OK storia finita, le ragazze tornano e vediamo cosa fare. Visioniamo un volantino dove ci sono i modelli di macchina che si possono affittare. La macchina locale è la MOKE, almeno così mi pare di aver capito, una macchina da 4 posti con ruote basse ed aperta, praticamente una bagnarola con 4 ruote. Non puoi andarci a fare il fuoristrada e …secondo me è pericolosa. Optiamo per il fuoristrada, visto che vogliamo visitare la parte ovest dell’isola e lì ci si va solamente con il fuoristrada ma soprattutto perché siamo in 5. Aspettiamo quasi 1 ora che la signora dell’agenzia ci venga a prendere. Arriva con una MOKE rosa. Ho passato i 7 chilometri più atroci della mia vita. Per andare a prendere il fuoristrada la signora dell’agenzia ci è venuta a prendere per portarci poi nella zona dell’attracco dei traghetti che appunto è lontana circa 7 chilometri da dal Meggie. La strada costeggia la scogliera ed è tutta curve. La signora con la MOKE ha percorso quella strada in modo assurdo, cuve velocissime, tagliava la strada manco fosse ad una gara di formula uno. Una cosa da provare, lì ti rendi conto che se con quella macchina hai un incidente non hai nessuna probabilità di salvarti. Arriviamo sani e salvi…un po più bianchi in faccia di quando siamo partiti ma felici di essere arriva. Prendiamo una Terios della DAIHATSU. Io la volevo cabrio, memore di una di quelle mie solite fantasie venutami girando la Sardegna e pensando cosa fosse stato se l’avessi fatto con un fuoristrada cabrio, ma Marck dice che è meglio di no. Vabè cmq sia girare per una isola australiana con tre ragazze ed un ragazzo non è che sia male come avventura. E’ piccolina come macchina, non so se ci stiamo in 5, grigio metallizzata, 50.000 chilometri, dentro è quasi nuova. Come al solito posso guidarla solo io perché ho la patente da più di 5 anni ed ho sopra a 21 anni. Costo totale per 24 ore di affitto 84 dollari australiani. Si parte per tornare a prendere le ragazze. Si guida bene la macchinetta. Fa molto caldo e l’aria condizionata l’apprezziamo molto. Visto i lavori di potatura degli alberi dobbiamo parcheggiare distanti dal Maggie ed andare a chiamare le ragazze facendoci una piccola camminata. In Australia quando si devono fare dei lavori che possono incidere sul traffico vengono messi prima e dopo dei lavori due omini con un cartello e delle radio con cui gestiscono il traffico. In ogni occasione di working in progress (Speriamo di averlo scritto bene) li ho trovati. Le ragazze sono al settimo cielo per la giornata in fuoristrada, speriamo bene. Prima fermata Alma Bay. Bellissima baietta a metà strada tra Horseshoe Bay e l’attracco dei traghetti. Anche qui il prato con gli alberi arriva a pochi metri dalla spiaggia, ci sono barby liberi per chi vuole cucinare. In Italia avrebbero vita breve invece qui ti danno la possibilità con una moneta di riscaldare una piastra di acciaio inox e cuocere tutto quello che vuoi, attaccato al barby c’è un lavabo dove poi lavi la piastra o prendi l’acqua per quello che ti serve, tutto sempre pulitissimo e funzionante. Ad Alma Bay volevo fare il bagno, l’acqua è cristallina ed il paesaggio attira. Desisto perché non ci sono barriere protettive e sia sulla spiaggia (morte) ma soprattutto nell’acqua ci sono una marea di meduse di tutte le dimensioni e colori…stranamente c’è chi però il bagno lo fa…cavoli loro. La baia è costeggiata da formazioni granitiche. Con Marck ed Ivonne decidiamo di fare una camminata, io, come al solito, vado a piedi nudi e sul granito a momenti mi ustiono i fettoni, al ritorno corro invece di camminare. Decidiamo di comprare il necessario per un pic-nic da fare dove?....ma a pic-nic Bay. Anche questa baia è curatissima dall’aspetto floreale, bellissimi alberi ed un prato rasato da fare invidia allo stadio di San Siro. MI offrono il pic-nic perché ho offerto loro la carbonara la sera precedente. Mangiamo dei formaggi all’aglio ed alle erbe…non so cosa siano ma mangio. Ci sono molte formiche e decidiamo di finire presto di mangiare e raggiungere West Point, la parte più a ovets dell’isola, raggiungibile solo in fuoristrada. Fa molto caldo ed il collo ricomincia prudermi. Lungo la strada ad un certo punto incontriamo un cartello con la scritta di stare attenti al DIP. Chiedo se qualcuno sa cosa sia un dip…nessuno lo sa. Lo scopriamo dopo poco quando voliamo tutti e 5 in aria.. Il DIP è il canale di scolo delle acque che attraversa la strada, il primo era piccolo e poi non visibile, gli altri, affrontati in maniera molto più cauta, sono molto grossi e quasi dei torrenti. Il paesaggio è arido, più si avanza e più fa caldo, si trovano solo mangrovie. In alcuni punti la macchina ha qualche difficoltà anche con il 4x4 inserito vista la sabbia che c’è….e le donne incominciano a dire come dovrei guidare o fare le manovre. Arrivo a minacciarle di farle scendere. Arriviamo alla spiaggia, desolata, caldissima. Ogni tanto l’acqua intrappolata dal bosco di mangrovie alle nostre spalle viene in superficie di colpo e crea dei rigoli. La parte ovest è meno ventilata, forse perché protetta dall’isola ad est ed ad ovest dalla terra ferma. C’è poco da vedere, facciamo altre due tappe in altri due punti interessanti e torniamo verso il Maggie. Ci sono altre baie da visitare ma mentre Ivonne e Marck sono decisi a vederle, Lucy e Annalee sono stanche e vorrebbero andare in ostello. A questo punto intervengo io che mi offro di riportare Annalee e Lucy in ostello mentre gli altri due vanno a visitare una delle tante baie. Consegnate scaricate le due ragazze e ripresa la coppia di esploratori ci avviamo in una baia dove ci dicono che c’è un signore che offre da mangiare a dei Rock Wallabies e questi si fanno vedere. Arriviamo nel luogo che ci è stato indicato e troviamo anche il signore che sta stendendo foglie di non so cosa e sparpaglia dei semi strani…uno ad uno vediamo uscire dalla boscaglia i Wallabies…piccoli, carini, alcuni hanno paura ma altri sono più sfacciati e mangiano anche dalle mani del signore. Ivonne è estasiata e chiede se puo anche lei dargli da mangiare…ci riesce ed è felice come una bambina. Al ritorno decido di farla guidare io e marck la prendiamo in giro dicendogli continuamente di andare piano e di stare attenta. Sono le 19.00 il sole sta quasi calando e ritorniamo al Maggie. Puzzo e sono sudato…decido di andare a fare un bagno al mare…..da dio, l’acqua è bellissima, calda, mi rigenero di tutta la fatica e la stanchezza. Sto in acqua quasi fino a che non fa buio. Torno in camera e trovo Annalee…nuda come al solito. OK vado a farmi l’ennesima doccia fredda. Si scende al Jeko il ristorante annesso al Maggie. Mi offrono anche la cena, non so cosa sia, mi sembrava del riso con delle cose strane all’interno. Queta è la sera più bella che ho passato dal punto di vista socio-linguistico-rilassante in Australia. Ho chiacchierato, bevuto e divertito con tante persone fino a tardissimo, fino a vedere sorgere il sole, tutti sulla spiaggia, veramente fenomenale. Stanchissimi andiamo a dormire, in camera non ho combinato niente di cui ci sia da vergognarsi ma meglio sorvolare e mettere come fanno in molti un bel OMISSIS.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-5793603331315519457?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/5793603331315519457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=5793603331315519457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/5793603331315519457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/5793603331315519457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/magnetic-island-10-febbraio-2006.html' title='Magnetic Island 10 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-358527709104628029</id><published>2009-03-15T02:05:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:06:23.104-07:00</updated><title type='text'>Magnetic Island 11 febbraio 2006</title><content type='html'>Sveglia e colazione. Oggi Marck, Lucy ed Ivonne partono. Facciamo colazione ed avendo ancora la macchina per quasi tutta la mattinata propongo di accompagnarli a Bright Point, ovvero all’imbarcadero dei traghetti. Marck andrà verso Cape Tribulation, Ivonne e Lucy si fermano a Cairns, quindi ci sono possibilità che ci si vede. Partiamo con La macchina e carico anche Annalee che potrà aiutarmi con la lingua nel momento in cui restituisco la macchina. Si parte. All’imbarcadero ci si scambiano le varie mail, indirizzi e ci si saluta. Con Annalee porto la macchina all’agenzia, consegnata la macchina senza problemi, come all’andata la signora ci riaccompagna al Maggie….questa volta con la nostra macchina ed il viaggio è meno traumatico dell’andata. Vado in spiaggia con Annalee….nuoto in un acqua caldissima, è veramente bello e rilassante. Vedo la classica famiglia australiana: padre madre e due figli che fanno il bagno con la maglietta, il padre ha anche il classico cappello sulla testa. Sono bianchi sia come pelle sia per la gran quantità di crema protettiva spalmata. Avevo visto gente fare il bagno con la maglietta in varie spiagge che avevo frequentato lungo il mio viaggio tutta che usavano la maglietta, per intenderci quella che usano anche i surfisti, per proteggersi dal sole che qui è veramente forte ma soprattutto pericoloso per la pelle. Non so che ore sono ma cazzeggiando cazzeggiando mi è venuta fame. Chiedo a Annalee se vuole pranzare con me….gli preparo due penne all’arrabbiata. Il pomeriggio lo passo non facendo assolutamente se non stando in spiaggia a leggere, dormire o chiacchierare con Annalee ed altri ragazzi che si conoscono al momento. Si ripete la scena di Faser Island. Una ragazza di cui non ricordo assolutamente il nome ma potrei dirvi ogni particolare del suo corpo, dopo aver fatto il bagno si cambia il costume sulla spiaggia senza assolutamente preoccuparsi del fatto che era nuda…..bello spettacolo…devo dire la verità bello spettacolo. Ricordo che il più imbarazzato o meglio dire l’unico imbarazzato ero io. La serata passa in compagnia e si fa tardissimo, peccato che la cucina fosse chiusa, avevo lanciato l’idea della spaghettata ma non avevamo i mezzi…ci accontentiamo di un po di birre. Si va a letto ancora una volta dopo aver visto sorgere il sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-358527709104628029?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/358527709104628029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=358527709104628029' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/358527709104628029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/358527709104628029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/magnetic-island-11-febbraio-2006.html' title='Magnetic Island 11 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-3985464982587167819</id><published>2009-03-15T02:05:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:05:45.836-07:00</updated><title type='text'>Magnetic Island 12 febbraio 2006</title><content type='html'>Mi alzo appena in tempo per fare colazione con Annalee, nel primo pomeriggio parte anche lei. Si parla un po di noi. Vengo a sapere che è una maestera di scuola elementare in Olanda. E’ in Australia con il suo ragazzo, mentre lui ha voluto vedere la parte occidentale , partendo da Perth per arrivare a Darwin, lei ha voluto vedere la costa est…..so pazzi sti olandesi……o forse sanno cosa significa vivere. Si è licenziata dal lavoro per fare questo giro: cooosaaaaa? In Italia sfido chiunque a trovarmi una maestra che si licenzia per andare a fare un giro del mondo di 1 anno. A parte il suo corpo di cui conosco ormai ogni poro ed ogni pelo (devo dire che in Olanda le donne nun se depilano o la signora in questione non sa cosa sia la ceretta o altri metodi di depilazione) visto che ogni mattina e sera in camera me ne fa bella esposizione. Devo ammettere che Annalee è veramente una ragazza simpatica e matura nonostante la sua giovane età. Si pranza ancora una volta con della pasta (come avere dubbi) e subito dopo pranzo la saluto mentre prende il l’autobus che la porta all’imbarcadero dei traghetti. Eccomi qui solo a tirare le somme di questi 4 giorni a Magnetic Island. Finalmente mi sono rilassato un po. Ero veramente stufo di fare ogni giorno lo zaino e viaggiare per centinaia o migliaia di chilometri ogni giorno. Qui ho ricaricato un po le batterie per affrontare gli ultimi giorni del mio VIAGGIO. Ho trovato un mucchio di persone simpatiche con cui passare momenti indimenticabili, con le quali si è fatta una caciara incredibile e si è parlato di tutto nonostante la mia difficoltà con la lingua. A tal proposito mi sono reso conto che sono 4 giorni che parlo inglese e per forza di cose inizio ad usare diversi vocaboli dai 4 o 5 che usavo abitualmente. Magnetic Island…che dire. Ottima per riposarsi e per stare in compagnia. Piccola isola che si gira tranquillamente e che offre delle baie veramente uniche e ben curate dal punto paesaggistico. Arcadia Bay o meglio Bright Point è in notevole sviluppo dal punto di vista recettivo. Certo non è piacevole vedere quella massa di cemento addossata a delle bellissime scogliere di granito ma l’isola necessita di nove strutture ricettive e gli australiani sono molto pragmatici. Sicuramente c’è un maggiore sviluppo della parte est dell’isola cioè quella che come territorio permette di realizzare vie e strutture ricettive. L’isola è un po cara, soprattutto per quanto riguarda i negozi di alimentari. Io ne ho contati tre: un Coles a Bright Point più economico, due negozietti uno a Alma Bay ed uno a Horseshoe Bay entrambi abbastanza cari anche perché il mercato lo fanno loro e di conseguenza anche i prezzi. Il Maggie è veramente un bel ostello, con tutti i confort ed è posizionato in una zona bellissima dell’isola. L’ostello della YHA l’ho visto solo da fuori e non mi ha ispirato molto da segnalare che costa più del Maggie per dormire. Per quanto mi riguarda sto veramente bene. Ho avuto modo di riflettere, di fare 4 chiacchiere con me stesso e questo mio VIAGGIO mi ha concesso il meglio: bellissimi posti e bella compagnia quando ne avevo bisogno e momenti di solitudine quando avevo bisogno di stare da solo, senza mai cercare l’una o l’altra cosa……per magia sono venute ed accettate sia la compagnia che la solitudine nei momenti migliori. E’ sera e vedo un alla tv un servizio sull’apertura delle olimpiadi invernali di Torino….un po di nostalgia mi viene, anzi, molta!!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-3985464982587167819?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/3985464982587167819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=3985464982587167819' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3985464982587167819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3985464982587167819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/magnetic-island-12-febbraio-2006.html' title='Magnetic Island 12 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-4651222154924782762</id><published>2009-03-15T02:04:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:05:10.281-07:00</updated><title type='text'>Cairns 13 febbraio 2006</title><content type='html'>Giorno di trasferimento: da Magnetic Island sono arrivato a Cairns. Da segnalare alcune cose. A Magnetic Island il Bus che dal Maggie per fare i 6 chilometri che ci vogliono per arrivare all’imbarcadero ha impiegato 33 minuti…non so che media faccia ma è così. Arrivati all’imbarcadero vedo partire il traghetto: è partito con 15 minuti di anticipo….ma fanno come gli pare qui o gli orari li appendono per riempire gli spazi sui muri? Dopo varie peripezie sono arrivato alla stazione degli autobus di Townsville. Qui come da un po di tappe a questa parte io parto e la tedeschina che incontrai prima ad Hervey Bay e poi ad Airlie Beach arriva con il bus che prenderò io per andare a Cairns. Ci scambiamo degli sguardi e lei mi fa un sorriso che è tutto un programma. Gli chiedo dove va e quanto si ferma….resta a Townsville 3 giorni…peccato io vado a Cairns. Arrivo in questa città alle 8 di sera. Ho percorso dei luoghi bellissimi forse anche per lo spettacolo che ha dato la luna, piena, che sorgendo ha dato una luce ed un fascino particolare ed unico. Ho visto i classici rettilinei lunghi decine di chilometri che anche se percorsi a 100 chilometri orari sembrano non finire mai. Arrivo in ostello, il Central della Yha, a vederlo è molto bello, ha anche una piscina con della gente dentro. Vado in camera, mi spoglio metto il costume e vado in piscina: devo dire che l’effetto tonificante delle swimming pool australiane lo sto apprezzando moltissimo. Mangio giusto un panino ed esco a fare delle telefonate. Chiamo casa e poi degli amici per far si che all’indomani (è San Valentino) facciano recapitare una rosa a mia moglie….naturalmente da parte mia, sapendo la pazzia dei miei amici mi raccomando che sul biglietto della rosa ci sia il MIO DI NOME! A Cairns fa un caldo incredibile ma soprattutto è l’umidità che mi da un fastidio cane. Sudo da fare schifo. MI bevo un integratore salino e devo dire che ne sento gli effetti, sarà il caso che mi procuri qualche cosa che reintegri i Sali nel mio corpo anche in vista del deserto che visiterò tra qualche giorno. In principio Cairns l’avevo saltata come tappa ma ritrovandomi dei giorni in più sulla tabella di marcia ho pensato bene di visitare la barriera corallina e Cape Tribulation località vicine a Cairns. Vado a letto stanco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-4651222154924782762?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/4651222154924782762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=4651222154924782762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4651222154924782762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4651222154924782762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/cairns-13-febbraio-2006.html' title='Cairns 13 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7169262959509883799</id><published>2009-03-15T02:03:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:04:33.967-07:00</updated><title type='text'>Cairns 14 febbraio 2006</title><content type='html'>Dormito bene ho quasi sentito freddo ma la triste realtà appare immediatamente come apro la porta della camera per andare al bagno, fuori ci saranno 35 gradi ed una umidità spaventosa. Devo dire la verità mi avevano sconsigliato di visitare Cairns in questo periodo perché inizia la stagione delle piogge ma come ho gia detto volevo vedere se era possibile visitare tutto ciò che c’era intorno a Cairns. Colazione e via in giro per la città. L’ostello è all’inizio di un violone che porta al lungomare di Cairns che si chiama Esplanade. E’ un tratto di costa strappato alle mangrovie. Molto ben organizzato ed ha come fiore all’occhiello la piscina. Arrivando dalla strada la piscina non si vede perché è a livello stradale. Il bello è che fa parte dell’arredo urbano, con sculture dove giocare ed altri particolari che servono ad abbellire il lungomare. Una cosa splendida sia come idee sia come è organizzata. Percorro un po di Esplanade e vedo un gruppo di pellicani, è la prima volta che li vedo dal vivo, non me li facevo così grandi. Giro per il centro di Cairns, ho deciso che qui comprerò un po di regali per le mie donne e per gli amici. Di negozi ce ne sono di tutti i tipi e vendono un po di tutto. Fatto sta che ne visito un numero infinito, io che quando vado per negozi con mia moglie ho crisi di panico dopo. Vedo cose incredibili ed ho la folle idea di voler comprare un costume a mia moglie. Ora, già sapere che taglia ha mia moglie mi rimane difficile, quando poi vieni a sapere che qui le taglie non sono come quelle italiane….allora vai nel panico. In Italia abbiamo la 46-47-48 e via dicendo. Qui hanno dalla 8 alla 14…desisto.La cosa più simpatica che ho visto è il cesso da pic-nic. Praticamente è una di quelle sedioline apribili con sopra invece del piano ha una tavoletta da cesso con sotto una busta per raccogliere il tutto e poi quando hai finito butti il tutto nel cassonetto. Mi informo per qualche viaggio a Cape Tribulation e sulla barriera corallina. Tutti mi consigliano di vedere il tempo per Cape Tribulation e lo stato del mare per la barriera corallina, addirittura l’agenzia dell’ostello mi dice che mi conviene andare la mattina presto al porto dove partono le imbarcazioni per la barriera, vedere le condizioni del mare e poi eventualmente comprare lì il tour. Lo trovo un buon consiglio. Vado a fare spesa al centro commerciale vicino all’ostello. Il tempo è di merda, piove, sole, pioviccica, tira vento…afa…poi ripiove…insomma la stagione delle piogge. Faccio pranzo e poi una pennichella. Vado in piscina e, con una botta di furbizia, mi dico, ma si ormai sono bello nero metto la crema protezione 18 che ho portato dall’Italia…..20 minuti al sole e mi sono rosolato come una lombata di vacca maremmana. In giro è tutto un addobbo per San Valentino. Ragazze con rose nella mano ed i ristoranti hanno apparecchiato a lume di candela e tutto a base di cuoricini. Chiamo casa per sentire Silvia e sapere se la rosa è arrivata a destinazione….tutto bene. Via e-mail vengo a sapere da amici che un caro amico è morto all’improvviso. Bevo alla salute di Candido che ci ha lasciati prematuramente. Vado a letto, la mattina spero che sia tempo buono per andare sulla barriera corallina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7169262959509883799?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7169262959509883799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7169262959509883799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7169262959509883799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7169262959509883799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/cairns-14-febbraio-2006.html' title='Cairns 14 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-8192543449489873321</id><published>2009-03-15T02:02:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:03:01.844-07:00</updated><title type='text'>Cairns 15 febbraio 2006</title><content type='html'>Mi alzo presto per andare al molo dove partono le &lt;br /&gt;imbarcazioni che ti portano a fare le escursioni sulla barriera corallina, guardo il mare ed è &lt;br /&gt;mosso, preferisco non andare. Giro al Pier, il molo commerciale del vecchio porto di Cairn, ristrutturato ed adibito a centro culturale-commerciale. Vedo tante belle magliette carine e ne acquisto alcune per me e per farne dei regali. Giro intorno al casinò e faccio alcuni giri per strade che ancora non avevo visitato. Il tempo è da schifo, Mi chiudo nel centro commerciale e mangio un paio di cose stranissime. La prima è un panino, lo avevo comprato pensando fosse il solito e buonissimo panino con l’uvetta ed il ginger ma sorpresa delle sorprese all’interno c’è un ingrediente che mai avrei pensato di trovar in un panino….DATTERI. Era di un dolce incredibile. Per farmi del male, sempre parlando di dolci adocchio un siluro composta della stessa pasta dei nostri bomboloni, lungo un 25 centimetri, forato all’interno e ripieno di crema pasticciera, sopra cosparso di glassa al cioccolato….da diabete per le prossime 4 generazioni. Torno a cucinare in ostello….mangio leggero…e vorrei anche vedere. Qui vedo la scena che ho gia descritto in altre puntate del mio diario: il FREE FOOD. Ripeto per chi ancora non lo sapesse che il FREE FOOD è un apposito armadietto o frigorifero all’interno delle cucine degli ostelli dove tutti gli ospiti che partono e non hanno voglia di portare con se delle cibarie le depositano in questo armadietto ed ognuno puo utilizzarle o prenderle. Ci puoi trovare di tutto: olio,sale, pepe, scatole di cibo pronto da cucinare al forno a microonde, salse asiatiche o altre cose. In tutti gli ostelli ho visto bene o male utilizzare queste cibarie ed anche io ne ho fatto un discreto uso ma sempre con moderazione perché ho sempre pensato che se qualche bontempone avesse voluto fare uno scherzo ti purgava qualche sostanza e tu eri fottuto. La regola non scritta era quella di prendere qualche cosa e non approfittare, lasciando anche ad altri la possibilità di attingere da quella fonte gratuita di cibarie. A Cairns l’armadietto del FREE FOOD era particolarmente pieno. Mentre cucinavo ho visto una coppia di ragazze giapponesi arrivare con una busta e fare letteralmente spesa portando via quasi tutto fregandosene degli sguardi di tutti gli altri che naturalmente non approvavano. Preso anche io da questa furia dell’arraffo mi sono preso l’intera busta di pop corn al caramello che era stata lasciata. Una cosa abominevole. Il caramello mi si attaccava ai denti come una calamita e con lui anche parti di pop corn, ho consumato lo spazzolino e chilometri di filo interdentale per ripulirmi la dentatura da quella cosa. Finito di mangiare e visto che pioveva leggo un po sul balcone dell’ostello. Nel cielo si vedono volteggiare dei pipistrelli grandissimi: ma non dovrebbero uscire di sera i pipistrelli? Mentre leggo vedo Lucy la ragazza con le tette grosse di Magnetic Island. E’ qui con una amica, Rebecca, sono bianche cadaveriche, venivano da un giro sulla barriera corallina ed hanno passato 5 ore a vomitare continuamente. Mi racconta che Ivonne è in un altro ostello a Cairns e Marck lo hanno lasciato a Cape Tribulation dove sono state due giorni prima con un bellissimo sole e mi fa vedere, abbassandosi un po i pantaloncini sopra al sedere, il rosso della scottatura che ha beccato in quella occasione…..devo dire che era una vera e bella scottatura…ma moooolto bella! Gli chiedo cosa fanno la sera e mi dice che vanno ad una festa e mi aggrego. Ceniamo e si parte. Ancora una volta mi stupisco di come partendo senza parlare e capire l’inglese mi ritrovo ora a parlare un po di tutto con molte persone. Ad essere sincero di alcuni capisco solo il concetto di quello che vogliono dirmi ma cmq non faccio più la figura da ebete che facevo una ventina di giorni fa. Mi diverto molto e faccio caciara al mio solito ma ancora mi manca la compagnia giusta….come età sono il più vecchio ma vedo che non si sanno divertire, tutti a bere e, mi sembra giusto, a cercare di rimorchiare. Cmq una bellissima serata in un locale di cui non ricordo assolutamente il nome. Vado a dormire che non so neanche che ore sono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-8192543449489873321?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/8192543449489873321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=8192543449489873321' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8192543449489873321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/8192543449489873321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/cairns-15-febbraio-2006.html' title='Cairns 15 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-171285456153587438</id><published>2009-03-15T02:01:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T02:02:26.830-07:00</updated><title type='text'>Cairns 16 febbraio 2006</title><content type='html'>Mi alzo ancora una volta presto per andare a vedere le condizioni del mare per una eventuale gitarella sulla barriera corallina. Il tempo sembra buono, ci sono alcuni nuvolosi ma non piove. Arrivo al porto ed il mare è ancora agitato…rinuncio definitivamente, a saperlo mi organizzavo per Cape Tribulation….vabè è andata cosi. Ripensavo al fatto che se avessi ridotto qualche giorno a Magnetic Island e qualche giorno qui a Cairns mi ci scappava un breve periodo a Melburn….ma si chi se ne frega è andata così e mi sta bene. Passo la mattinata nell’agenzia turistica dell’ostello. Devo dire che è ben fornita e che ha delle signorine niente male, anzi direi che sono proprio bone!!! La ragazza che ho conosciuto tramite il forum di Tripluca mi aveva proposto un viaggio di 4 giorni nel deserto ed era lei la guida, mi andava a pennello ma il fatto è che ho l’aereo per Sydney lo stesso giorno in cui il tour torna ad Alice e non posso ne rischiare di perderlo e non ho intenzione di cambiare ancora una volta la data. Fatto sta che prenoto un tour di soli due giorni che mi costa quasi la stessa cifra di quello da 4 giorni. Incontro Lucy e Rebecca, vengo a sapere che Rebecca prenderà lo stesso mio volo per Alice Springs, meglio così avrò compagnia. Mi chiede dove alloggerò, gli dico al Pioneer l’ostello della YHA. Prenota anche lei lì così facciamo viaggio e pernotto insieme. Ho prenotato tutto ma di colpo mi viene una visione funerea: cazzarola VIAGGIO DI VENERDI’ 17!!!!!!!!! Non credo molto a queste cose, ma come diceva il mitico Peppino: “ Non è vero ma ci credo!”. Vabè farò un po di grattatine di scongiuro prima di salire a bordo dell’aereo. Cucino per tre, si passa tranquillamente la serata chiacchierando e bevendo qualche cosa. Le ragazze escono ma io rimango in ostello preparare lo zaino. Vado al vicino negozio di liquori e compro una lattina srana devo dire di Bundaberg e Coca Cola. Solo dopo averla bevuta e leggendo quello che era scritto sulla lattina mi sono accorto che ho bevuto una lattina da collezione numerata….che pirla. Sto un po sul balcone dell’ostello, c’è n’arietta fenomenale. Mi godo la scena di tre ragazze tedesche che incominciano a parlare presumo del viaggio percorso che vogliono fare. Sono partite discutendo su una piantina, alla fine litigavano ed avevano cacciato di tutto persino una tre cani e 5 volumi in tedesco de”vivi l’Australia oggi”. Vado in camera e trovo un ragazzo della mia età. Incomincio salutandolo ed alla fine mi ritrovo a parlare con lui del crack della Parmalat, della globalizzazione per finire agli aborigeni. Il ragazzo è australiano, mi spiega che secondo lui il problema degli sta nel sussidio economico che il governo centrale agli aborigeni. La cultura aborigena prevede che il sostentamento di una persona debba venire solo e soltanto da ciò che offre la naturae e la totale negazione di tutto ciò che è progresso o provine dal progresso, infatti, per esempio, ho visto raramente aborigeni guidare macchine. Le cose un po stanno cambiando, soprattutto grazie alle donne aborigene che tra le altre cose ricoprono una posizione importantissima all’interno della stessa società. Il sussidio, secondo questo ragazzo, non invoglia questa popolazione a creare situazioni di integrazioni o di sviluppo tipo attività commerciali o un semplice lavoro. Gia in questi giorni a Cairns ho visto gli effetti della ghettizzazione degli aborigeni, li vedi come se fossero ed in realtà si sentono degli estranei da tutto ciò che li circonda e tutto sfocia soprattutto nell’alcoolismo. Parlerei ore ed ore con questo ragazzo, ci capiamo abbastanza e lui gentilmente mi parla un inglese perfetto. Mi dice che sa che gli europei trovano difficoltà a capire l’australiano perché ha sposato una europea e quindi con me cerca di parlare piano e di evitare gli accenti strani. Tutti e due la mattina seguente dobbiamo partire e quindi, visto che si è fatto tardi decidiamo di dormire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-171285456153587438?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/171285456153587438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=171285456153587438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/171285456153587438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/171285456153587438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/cairns-16-febbraio-2006.html' title='Cairns 16 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-9069254111350778219</id><published>2009-03-15T02:01:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T02:01:33.230-07:00</updated><title type='text'>Cairns 17 febbraio 2006</title><content type='html'>Azz è venerdì 17, una data di quelle da rimanere chiuso in casa e non uscire ed io invece prendo anche l’aereo. Vabè bisogna farlo. La nottata è andata di merda. Mi sono addormentato tardi e cmq nella notte è arrivato un gruppo di minkioni giapponesi che ha fatto una caciara incredibile alla fine io ed il ragazzo australiano ci siamo fatti sentire ed hanno cercato di fare piano. Faccio colazione e mi incontro con Lucy e Rebecca. Insieme aspettiamo il pulmino che ci porta all’aeroporto. Piove, poteva essere il contrario? Devo dire che Cairns mi è piaciuta e mi sono divertito ma forse se la saltavo era meglio, dal punto di vista climatico è stata una delusione, ma me la sono cercata, me lo avevano detto che era la stagione delle piogge. Arriva il pulmino. Ci fa fare un giro della madonna, dobbiamo passare praticamente in tutti gli ostelli di Cairns a prender su i vari passeggeri. Arriviamo, l’aereo è Quantas, strano all’interno ci sono due file una composta da due poltrone ed una da una poltrona, è la prima volta che mi capita di vedere un aereo così. Si parte. Sull’aereo c’è un ragazzo di Vigevano. Dopo circa 20 giorni scambio delle parole in italiano faccia a faccia e non per telefono come mi accadeva. Mi presta un libro, il mio l’ho finito una settimana fa e non avevo da leggere se non la “FIAMMA” giornale stampato in australia in lingua italiana, il nome era un po nostalgico ma non me ne fregava più di avevo qualche cosa da leggere e quello er al’importante.. Ho cercato in tutte le librerie un libro in lingua italiana ma niente…di leggere libri in inglese non se ne parlava, non me li sarei gustati. Ti ho trovato questo ragazzo che ne aveva tre di libri e me ne ha dato uno…da sposarlo!!! Arriviamo ad Alice. FA un caldo atroce ma si sopporta visto che l’umidità è praticamente zero. Prendiamo un autobus che ci porta all’ostello. Il Pioneer è un vecchio cinema trasformato in ostello. E’ carino, ha una piccola piscina. Le camere sono accoglienti e relativamente fresche. La nota dolete sono i bagni, sono una specie di baracca dove il sole batte tutto il giorno e dentro c’è una temperatura incredibile, più che la doccia fai la sauna. Come arrivo mi spogli e mi butto in piscina. Mi raggiunge anche Rebecca. Rebecca, non ho descritto Rebecca. Diciamo che è abbondante. Ha un seno fuori misura. Molto simpatica con due occhi azzurri da far svenire. Si sforza in tutti i modi di capirmi ma soprattutto mi fa da maestra, cerca di insegnarmi nuovi vocaboli. Con lei passo un bel pomeriggio in giro per Alice, visitiamo il centro della cittadina, vari negozi, facciamo spesa per la cena. Vedo un autobus particolare, avrà avuto al massimo 20 posti a sedere, il resto era tutto per il carico. Mi hanno spiegato che sono gli autobus che percorrono il deserto in circa 8 giorni e ti portano ad Adelaide. E’ lo stesso viaggio che farà Rebecca, partirà la mattina seguente alle 4,30….io 1 ora dopo. Vedo anche una macchina particolarissima, senza vernice, color lamiera, bella, era parcheggiata all’ingresso del più bel pub di Alice il Bojangles Saloon. Purtroppo girando per il centro vedo quello di cui ho parlato con il ragazzo australiano a Cairns: gli aborigeni, qui ce ne sono moltissimi, ubriachi, alcuni stramazzati ed addormentati sui prati. Non conosco la loro cultura e quindi non mi permetto e soprattutto non posso giudicare quello che fanno e come vivono ma una cosa non capisco, fanno dei quadri e degli oggetti di artigianato bellissimi, perché non li vendono in prima persona invece di fare arricchire gli altri?.....mi rendo conto che questa domanda è stupida e non ha senso. Il loro stato dimostra il disagio, l’incapacità di affrontare la vita in un mondo ed in una società che non li rispecchia, che non li attrae. Mi rendo conto dei pregiudizi che mi sono fatto, delle idee sbagliate, di quanto sia ignorante e piccolo davanti alla grandezza di questa civiltà, di questo popolo, della loro cultura. Vorrei ma non ho la possibilità di istaurare un rapporto, di parlare con loro per capire, per fare delle domande. L’unico che sono riuscito ad avvicinare è stata una donna gentilissima che mi ha chiesto un dollaro, ho provato a parlare con lei ma non riuscivo a capirla, aveva un accento particolarissimo ma ricordo perfettamente il sorriso che mi fece quando la salutai. Devo dire la verità!…..gli aborigeni poveretti so brutti. Hanno quella fronte marcata e quelle facce che rende uguali uomini e donne, quest’ultime tendono ad ingrassare in modo spaventoso. Vabè chiudiamo l’argomento aborigeni perché tutto quello che dico o che penso è fondato solamente su sensazioni personali e quindi sicuramente errate. Torniamo in ostello e con Rebecca cuciniamo. La mia ospite vuole che gli spieghi perfettamente come fare un buon sugo all’italiana…..io gongolo, soprattutto vedendo la mia vicina di fornelli che cucina non so cosa ed alla fine caccia dal microonde un piatto di spaghetti con non so cosa sopra. Come al solito cucino molta pasta e ne offro…..prima la ragazza fa la timida, poi , da due che dovevamo essere diventiamo in 5 a mangiare i nostri spaghetti. LA serata trascorre tranquillamente. Dopo un po ci trasferiamo all’aperto, strano, ma si sta meglio che a Cairns. Si fa tardi chiacchierando e soprattutto per rebecca la cosa è pesante visto che si deve alzare alle 4,30. Ci salutiamo tutti ed andiamo a dormire….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-9069254111350778219?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/9069254111350778219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=9069254111350778219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/9069254111350778219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/9069254111350778219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/cairns-17-febbraio-2006.html' title='Cairns 17 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-2578750906008392681</id><published>2009-03-15T01:59:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:00:30.086-07:00</updated><title type='text'>Alice Springs 19 febbraio 2006</title><content type='html'>Alice Springs 19 febbraio 2006 &lt;br /&gt; Fortunatamente la sera del 17 sono andato a vedere il foglio della prenotazione del viaggio el deserto e mi sono accorto che sarei partito il 19 a mattina. Pensa che figura di merdaa che facevo se mi presentavo alle 5,30 ed avevo consegnato lo zaino nella resting room e riconsegnato la stanza. Vabè il 18 lo passo a pazzeggiare in giro per Alice. Non è malvagia come città, ha tantissimi locali ed un bellissimo ospedale. Qui vedo veramente tanti aborigeni. Devo dire che fino a Cairns ne avevo visti veramente pochi, qui sono quasi la maggioranza. Ok 19 mattina. Sento la sveglia del mio vicino di letto che suona, deduco che anche lui partirà con il mio tour. Ci si prepara e si va ad aspettare il pulmino all’ingresso dell’ostello. Arriva una via di mezzora un autobus ed un pulmino, che traina un carrello enorme, dentro ci sono circa una ventina di posti a sedere. Salgo e guardo un po chi è della partita. Facciamo un paio di tappe per pagare le ultime cose e per prendere i sacchi a pelo. Si parte. E’ ancora notte ma piano piano si incominciano a intravedere i primi raggi del sole. La guida ci dice che la prima fermata sarà tra 250 chilometri alla prima ed unica stazione di servizio tra Alice e King’s Cenyon la prima località che visiteremo. Si dorme un po anche se l’autista tiene la radio accesa su una stazione che trasmette musica country. La guida ha un microfono con il quale ogni tanto ci dice dove siamo, risponde alle domande dei passeggeri e fa le solite battute che io sistematicamente non capisco ma sento gli altri ridere. Si dormicchia un po, guardo il paesaggio e si arriva alla stazione di servizio. Il caldo si fa sentire e siamo solamente alle 8 di mattina. Mangiamo ed andiamo al bagno. Qui i prezzi delle cose sono spropositati, dire che se ne approfittano è dire poco, tutto costa il doppio di qualsiasi altro negozio. Rimpiango di non aver comprato le cose che mi servivano ad Alice. Si riparte. L’autista, visto che siamo tutti svegli chiede a tutti di andare in testa al pulmino e presentarsi in modo da socializzare. Ci sono due coreane, dei canadesi, svizzeri, una famiglia della Corsica, dei tedeschi, un francese ed io. Quando tocca a me sinceramente mi prende male, penso:” e mo che gle dico?”…incomincio presentandomi, dicendo la mia età e da dove vengo. La ragione del mio viaggio e che ho trovato pioggia in tutti i luoghi dove sono stato. Non finisco a dirlo che inizia a piovere….risata megagalattica. Mi sciolgo e inizio a parlare dell’Italia, che ho una famiglia in Italia….poi una in Francia….una in Germania e così via. Inizio a parlare di pasta, di come si cucinano i vari piatti, rispondo a delle persone che mi chiedono se nell’arrabbiata ci va la cipolla…ASSOLUTAMENTE……ONLY GALIC (spero che aglio si scriva così)….parlo di Pantani e incomincio ad intonare “O sole mio” e tutti dietro a cantare. Insomma faccio un piccolo teatrino di 25 minuti per la felicità di tutti. Alla fine prometto che se ce ne sarà l’occasione cucinerò pasta per tutti. Vado a sedermi tra l’ovazione di tutti e subito nel pulmino divento MICHELE per tutti…e sentire pronunciare MICHELE da delle coreane è una cosa straziante. Lungo la strada chiediamo all'autista di fermarsi perchè parecchi del gruppo devono andare al bagno. Ora sei nel deserto, ci sono si e no tre ramoscelli rinsecchiti come ti regoli?....semplice, ci dice la guida, i maschi a destra della strada e le femmine a sinistra. Risata generale! Arriviamo in un campo attrezzato per poter cucinare o fermarsi a mangiare. C’è una piscina fantastica. Chiedo se occorre una mano o se posso fare una nuotata….nessuno risponde…dopo 4 secondi ero a nuotare. L’acqua era caldissima si stava da dio. Metto i panni bagnati al sole, si asciugheranno dopo 7 minuti. Trovo il pranzo bello e pronto. Panini con un po di tutto, vabè mi va bene lo stesso anche se la fame è tanta. Aiuto a lavare i piatti visto che non ho cucinato e rimettiamo tutto nel carrellone che abbiamo come rimorchio, ora ho capito che serve come dispensa-bagagliaio. Si riparte. Arriviamo a King’s Canyon. Il caldo è soffocante, la guida ci dice che oggi è una giornata fresca. Guardo un termometro messo sotto un grande cappello, segna 41 gradi!!!! Ci dicono di bere poco e spesso, di riempire tutte le bottiglie che abbiamo. Prima di partire, non avendo trovato bustine di Sali ho comprato un paio di bottiglie di Gatorade e le ho allungate con tre litri di acqua ottenendo così 5 litri di bevanda con sali. Facciamo un piccolo percorso dove la giuda continua a ripetere di bere poco e spesso e che prima arrivare al pulmino dobbiamo avere ancora acqua a disposizione. Arriviamo alla base di una salita che ci porterà su un altopiano, sembra bella irta la salitella. Da qui partono i due sentieri, uno da 3,5 chilometri e l’altro da 6…quale scegliamo noi?...quello da sei naturalmente….ma si facciamoci del male. Prima di proseguire dobbiamo parlare delle mosche. Avevo letto gia prima di arrivare in Australia che qui tra moschitos e mosche era na cosa da non sopportare. I moschitos li avevo trovati di sera in quantità industriale sulla spiaggia di Magnetic Island ma con un buon repellente li tieni a bada. Le mosche le ho conosciute appena sceso dall’aereo ad Alice Spring. Non sono mosche normali, ti si infilano ovunque sulla faccia, in ogni buco che il buon Dio ha voluto che il viso di un essere umano abbia, per le mosche di qui rappresenta una caverna da esplorare. Stai continuamente a cercare di scansarle. In città ne sono poche. Come arrivi in questi posti, nel deserto, la cosa si complica. Prima di tutto ne sono moooooolte di più, sono attirate dal sudore e sono delle rompicoglioni indescrivibili. Mi ero accorto che in tutti i negozi di Alice vendevano delle retine da mettere come cappello per proteggere la faccia. Una sera nell’armadietto del free food ne ho trovata una e zakkete me la sono presa. Pensavo di essere un pirla a metterla ma vi dico la verità mi ha salvato, sono molto fastidiose e la retina ti da veramente il sollievo di non sentirti tutte quelle FLYS camminare sulla faccia. Si inizia la salita. Io che vado a funghi ed in montagna so che le salite le devi prendere con molta calma. Molti dei miei compagni di avventura partono sparati come se fossero stati ad una gara. Fatto sta che dopo circa 10 minuti incomincio a vedere i primi cadaveri lungo la strada. Salgo del mio passo ed aiuto alcune ragazze. Faccio foto al paesaggio che merita. Alla fine della salita la guida controlla le scorte di acqua che abbiamo: le due coreane si erano gia bevute tutto. Facciamo una colletta d’acqua e doniamo ognuno di noi un po delle nostre bevande alle due coreane. Il paesaggio è lunare, tutto composto da formazioni silicee che con l’ossidazione danno quel colore rosso. Fa molto caldo. La guida ci spiega in vari punti le particolarità del luogo. In un punto con vegetazione ci spiega che gli aborigeni avrebbero ricavato il loro sostentamento da ciò che ci circondava. Una pianta se rotta faceva uscire dell’acqua, in un albero secco avrebbero trovato delle larve di non ho capito quale insetto e via dicendo. Percorriamo canyon con passaggi ben attrezzati e curati, sempre allo scopo di permettere a tutti di visitare questi luoghi. A metà tragitto la guida chiede al tutto il gruppo se c’è chi non ha più forze per proseguire. Due ragazze non se la sentono e tornano da sole alla base. Proseguiamo. Veramente bello questo Canyon. Iniziamo a scendere verso il pulmino, le coreane sono rosse da far paura, sembra che debbano svenire da un momento all’altro. Si arriva al pulmino, ci si da una rinfrescata e si riparte. La guida ci chiede se vogliamo vedere il tramonto ad Uluru o se preferiamo andare direttamente al campo dove ceneremo. Ci dice che al tramonto vedi poco perché c’è una caciara incredibile, è meglio, secondo lui andare a mangiare e dormire presto per poi vedere l’alba. Ci fidiamo e quindi andiamo al campo. Si dormicchia lungo il tragitto, è quasi il tramonto ed all’improvviso appare LUI, il monolite. Subito mi da quella sensazione di qualche cosa di mistico. Così grande piazzato in quella pianura, con quella sua forma perfetta……fa riflettere. Il tramonto con i suoi colori conferisce a tutto il paesaggio un aspetto ….. che dire bisogna vederlo per capire. Ci fermiamo solo 10 minuti ad osservarlo ed a vedere il sole che tramonta sulla strada che in quel punto, come del resto per quasi 200 chilometri, è composta da un rettilineo e così pare che la strada stessa finisca nel sole….bellissimo. Arriviamo al campo. Si prepara la cena in pratica un piccolo Barbi. A tavola si chiacchiera e si parla del più e del meno e soprattutto della giornata che ci aspetta. Il campo che ci ospita è come quello dove abbiamo pranzato. Ci sono delle tende quadrate, tipo una piccola garritta, sollevate dal suolo di circa 40 centimetri e contengono 4 brande. Il tetto è appoggiato sulla tenda per permettere il ricircolo dell’aria all’interno. Cmq sia ci fa un caldo atroce. In 4 decidiamo di dormire all’aperto. Dei timori ci sono perché abbiamo visto dei scorpioni che se cucinati ci mangiavamo in 8. La guida ci rassicura dicendoci che se ci fossero stati pericoli non ci avrebbe permesso di farlo. Siamo 4 ragazzi a dormire fuori: Io, Thomas francese, Torben tedesco e Raphael svizzero. Thomas ha 24 anni viaggia da un anno tra Australia e Nuova Zelanda. Si è preso una pausa dagli studi, è un tipo piccolino ma simpatico. Torben ha 19 anni, è un armadio, grande, ha una padronanza dell’inglese incredibile. Credo che abbia una marea di soldi. Raphael è svizzero, muscoloso, non molto alto, taciturno. Ci beviamo delle birre offerte da Raphael. Mi chiedono come mai a 40 anni ho lasciato moglie e figlie per fare questo giro. Gli spiego un po il tutto e tutti e tre mi fanno i complimenti per il coraggio. Poi incomincia il bello, si inizia a parlare di calcio…..la discussione tra risate e battute degenera, vuoi l’alcol, vuoi l’euforia alziamo la voce e la guida, visto che erano le 2,30 ed alle 4,30 ci saremmo dovuti alzare, ci urla di smetterla e di dormire…..ok . Mi giro a dormire e vedo lo spettacolo più bello del mondo. Una luna piena incastonata nel cielo più stellato che abbia mai visto, giuro che a momenti piango. Ho trascorso una giornata indimenticabile. Ho ritrovato lo spirito che un po si era assopito in me, riesco ancora a socializzare con le persone superando l’ostacolo della lingua, ho ritrovato quel Michele caciarone di tanti anni fa ed ora trovo un cielo che mai avevo visto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-2578750906008392681?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/2578750906008392681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=2578750906008392681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2578750906008392681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2578750906008392681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/alice-springs-19-febbraio-2006.html' title='Alice Springs 19 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-547656438558859384</id><published>2009-03-15T01:53:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T01:54:16.020-07:00</updated><title type='text'>Ayers Rock 20 febbraio 2006</title><content type='html'>E’ la prima volta che ho il desiderio di uccidere una persona: l’autista. Ci sveglia alle 4,30 in punto, buio pesto, credo di aver dormito si e no 1 ora. Come diceva mio padre:” la sera leoni la mattina ciglioni”…sante parole, ho preso possesso di tutte le parti del mio corpo dopo circa 15 minuti. SARA’ UNA LUNGHISSIMA GIORNATA QUELLA CHE MI ASPETTA!!!!Colazione veloce: c’è un po di tutto, salato, dolce. Via a lavarci. I bagni del campo sono da descrive. La sera prima i bisogni li ho fatti per campi ed i denti li ho lavati sul posto quindi ancora non sapevo dove erano e come erano. Quando arrivo mi spavento gia da lontano. Vedo una fila mostruosa. La struttura è tipo un grande capannone, lungo circa una trentina di metri e largo un 7 o 8 metri. Sul perimetro interno destro e sinistro ci sono i lavandini al centro ci sono due file di box: a sinistra i bagni, a destra le docce. I bagni sono sia per donne che per uomini. Immaginatevi la scena. A fare la fila per le docce ci saranno state almeno 50 persone. Per i bagni sicuramente di più. Ad ogni lavandino c’erano due o tre persone che si lavavano contemporaneamente e soprattutto era bello vedere che chi rinunciava alla si spogliava quasi nudo per lavarsi al lavandino e quasi nudi intendo sia donne che uomini. Le cose che mi rimarranno per sempre saranno due: i profumi ed i rumori. I profumi che sentivi erano di dentifricio, sapone, bagnoschiuma e merda. I rumori…mbè riportate ai profumi i loro rumori e capirete che sinfonia c’era dentro a quel coso. Si rimette a posto la nostra roba e si parte. Ancora il sole non è sorto. Si vede una fila interminabile di macchine, autobus o altri mezzi che si mettono in cammino per raggiungere LUI. Arriviamo al casello del parco di Uluru. C’è una gentilissima e carina signora aborigena che ci augura la buona giornata e di passare delle ore meravigliose visitando il parco. Arriviamo che il sole incomincia a fare capolino. Mi colpisce il vento che c’è…sembra come se in quel luogo magico il vento voglia lavare tutte le anime delle persone che calpestano quella terra sacra. Tutti sono eccitati e camminano veloci per non perdersi il momento migliore della luce per immortalare il monolite. Non me ne po fregà de meno. Mi fermo a godermi il momento, mi sento come estraniato da tutto e da tutti. Mi spavento un po’ perché non sono sensazioni che fanno parte del mio bagaglio personale….do la colpa al sonno, ma ripensandoci sono stati momenti fantastici. Raggiungo la comitiva ed inizio a godermi il variare dei colori che acquista Uluru con il crescere della luce del giorno. Si passa da un marrone/rosso scuro ad un arancio/marrone fantastico. Facciamo tutto il giro del monolite, mi diranno poi che erano 6 chilometri…mi son sembrati 100 metri. Il monolite è perfetto in tutte le sue parti ma ogni tanto ha come delle ferite, qualche amico dice che sono le feritè dell’umanità…pensandoci bene è possibile, almeno fa riflettere. Tutto magico, tutto fantastico, anche tra il gruppo si istaura un feeling particolare, tutti che parlano con tutti, che scherzano, che fanno foto ricordo….tranne le coreane che abbiamo perso non si sa dove. Arriviamo alla base del monolite da dove parte il sentiero che sale sulla cima di Uluru. Gli aborigeni chiedono di non salire visto che la montagna per loro è sacra, agli italiani viene fatto il paragone che sarebbe la stessa cosa se uno salisse con i piedi sull’altare di San Pietro. Rispetto questa terra ed il suo popolo quindi decido, e con me tutto il gruppo di non salire. Mettendo da parte il rispetto e guardando bene il sentiero e soprattutto i soliti imbecilli di giapponesi che sono gli unici che lo percorrono, credo che sia molto complicato, non tanto salire ma scendere, infatti la guida ci dice che alcuni sono caduti e morti e ci mostra le lapidi. Sento parlare italiano alle mie spalle e caso vuole che incontro Debora la guida italiana che mi aveva organizzato il viaggio. La chiamo e rimane sorpresa come me dell’incontro. Mi chiede come sto e come va il viaggio. Gli dico che è tutto fantastico. Ci salutiamo poco dopo perché deve ripartire. La sentirò alcuni giorni dopo via mail. Siamo seduti su una panchina alla base del monolite, ci godiamo lo spettacolo un po forzatamente visto che le coreane si sono perse. Dopo 30 minuti arrivano….gli mandiamo degli accidenti in tutte le lingue del mondo. Prossima tappa il centro culturale aborigeno. Come struttura è pragmatica oserei dire ma poi all’interno trovi tutto il necessario che ti serve per capire la cultura aborigena: dal semplice disegno al tecnologico filmato. Per quel po che posso capire mi viene confermato l’attaccamento che questo popolo ha alla terra che ritiene una madre e dalla quale trae tutto ciò che occorre per vivere. Le donne hanno un ruolo fondamentale ed importantissimo nella società aborigena. Tutto bello, tutto molto colorato che però stride e molto con quello che ho visto a Cairns e soprattutto ad Alice Springs. L’autista/guida ci porta ad un look-out dove si vede perfettamente Uluru e ne approfittiamo per fare delle foto. Una ragazza tedesca, giovanissima e magrissima, accompagnata dal fidanzato, vuole a tutti i costi farsi una foto con me, era dal giro intorno al monolite che mi stava appiccicata e non capivo il perché. Gli altri incominciano a prendermi in giro dicendo che avrebbero mandato la foto a mia moglie.. Si riparte, la stanchezza inizia a farsi sentire. LA tappa successiva è Kata Tjuta o anche chiamata The Olgas. Qui le mosche tornano a farsi sentire ed anche il caldo non scherza. Olgas è una particolarissima conformazione rocciosa. Il terreno composto da detriti, spinto dalla pressione del movimento delle placche terrestri, scontrandosi con una conformazione di roccia ha creato una collina. AZZ ma veramente sono riuscito a capire dalla guida tutto questo…ma allora so l’inglese!?!?!?!? A me The Olgas sembra un grande mortadellone, infatti ha la stessa composizione, sapete quella a cubetti. Anche qui trovo il vento….incomincio a crederci veramente. Becco la motrice di uno di quei camion a tre rimorchi che trovi sulle strade dell’Outback e subito ne approfitto per farmi una foto. Torniamo al campo. Nel tragitto penso all’autista. Io sono distrutto e cmq un po mi sono riposato sul pulmino, questo invece si è alzato alle 4,30 ha fatto quello che abbiamo fatto noi, ha guidato, ha cercato le coreane che si erano perse, al ritorno deve guidare per altri 550 chilometri…per me sniffa coca!!!! Arriviamo al campo, si mangia velocemente e ci si divide in due gruppi: uno torna ad Alice gli altri vanno all’aeroporto. Ci salutiamo, partono i canadesi, le coreane(che culo liberarsene) e dei tedeschi. I 4 moschettieri restavano ancora uniti e si aggrega a noi una coppia di francesi.. Cambiamo anche l’autista. E’ uno spilungone silenzioso che non parla mai e che però…ama anche lui la country . Il viaggio di ritorno è pesante. Siamo tutti stanchi, si fa caciara per la prima ora ma poi uno alla volta ci addormentiamo. E’ scomodo dormire sul pulmino alla fine riesco solo a fare una piccola pennica. Lungo il tragitto veniamo a sapere che c’è una cena per tutti i gruppi che rientrano dai viaggi ad Uluru nel ristorante dell’ostello Malenka, quello frequentato da tutti ragazzi giovincelli e caciarosi. Arrivati ad Alice ci diamo appuntamento per le 20. Io e Raphael torniamo in ostello…..mi tuffo subito in piscina…rigenerante come al solito. Riusciamo anche a dormire 21 ora. Doccia, improfumatina e via, con la maglietta nuova comprata a Cairns, acciaccatissima, ci dirigiamo verso il Malenka. Gli altri del gruppo non sono arrivati così ne approfitto per navigare un po in internet. Arriva tutta la banda ed entriamo. C’è la possibilità di mangiare il canguro. Gia avevo assaggiato a Cairns lo squalo e il coccodrillo…e che me faccio scappà il canguro?...assolutamente. Prima di iniziare a mangiare Raphael offre una brocca di birra…decidiamo di offrire a girare…ok 10 dollari a brocca che è di 1,114 litri…non so che misura sia ma va bene così Arriva il canguro con patatine, prima di finirlo, ci scoliamo 4 brocche di birra in 4. Con noi mangiano una coppia di gallesi e la famiglia della corsica che forse per la stanchezza erano di un palloso incredibile. Finito di mangiare esplode la caciara. Parte la musica ed io parto a ballare sul tavolo. Ad un certo punto si ferma la musica e iniziano dei giochi. Torno a non capire assolutamente nulla di quello che dicono. Ci sono dei ragazzi di ancona ed un sardo che mi danno una mano. Chiamano Torben a fare una prova di abilità vince e deve chiamre un amico…chi chiama?...ma me naturalmente. Ora insieme a me ci sono altri ragazzi e capisco che devo suonare il didgeridoo. Azz e chi lo sa suonare? Avevo solo visto al centro culturale come si faceva, praticamente devi fare le pernacchiette all’interno di questo ramo cavo che gli aborigeni usano come strumento dalla notte dei tempi e che fa un suono stranissimo. Di questo strumento esistono delle pessime copie made in cina che sono molto economiche. Quelli con la garanzia di originalità variano dai 150 ai 400 dollari australiani . Vabè ci provo e riesco a suonarlo. La gara è ad eliminazione secondo l’acclamazione…arrivo in finale con una bella gnoccolona…perdo ma nun me ne frega. Si riprende a ballare, ogni fanciulla che era presente all’interno del ristorante e che ballava ha avuto fastidi dal sottoscritto. C’è stata una ragazza australiana che devo dire mi ha fatto sognare. Alla fine in 4 ci siamo scolati 12 brocche di birra. Icuramente non mi sono bevuto tre litri di birra ma un paio si. Io sono uno che nonbeve, amo le bevande di qualità. Amo la birra rossa della Ceres alla spina., ebbene una 0,40 di rossa Ceres mi piega le gambe, adesso mi sono bevuto 2 litri di birra e sono ancora sulle mie gambe?...anche se traballanti? Ballo e faccio caciara da morire, mi son divertito da matti . Tutti mi dicono che non è possibile che ho 40 anni. In un caso ho cacciato la patente per fargli vedere quando sono nato. Ancora una volta quello spirito assopito è riuscito e mi ha ridato tanta energia. Ricevo una specie di complimento da Tomas. Mi dice che a 40 spera di essere come me. MI ha dato del vecchio ma alla fine ho capito quello che voleva dirmi. Mi fa piacere questa cosa. Aggiunge, Tomas, che non devo cambiare, che devo godermi la vita come ho fatto in questi due giorni…..ci proverò. Sono le 4,30…sudatissimo e stanco voglio andare via, anche perché Tomas e Torben hanno beccato due belle figliole, io sinceramente ho incontrato tutte diciottenni…sono sposato e potevano essere mie figlie, nonostante le loro indiscutibili attenzioni ed intenzioni nei miei confronti, desisto e vado via con Raphael anche lui stanchissimo. Giro a petto nudo per la città, fa caldo, andiamo a fare spesa al solito supermercato aperto tutta la notte. Non mi faccio la doccia per quanto sono stanco. Crollo felicissimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-547656438558859384?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/547656438558859384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=547656438558859384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/547656438558859384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/547656438558859384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/ayers-rock-20-febbraio-2006.html' title='Ayers Rock 20 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-3247372588664060863</id><published>2009-03-15T01:48:00.002-07:00</published><updated>2009-03-15T01:52:29.406-07:00</updated><title type='text'>Alice Springs 21 febbraio 2006</title><content type='html'>Per una volta svegliarsi è difficile. Per tutto il viaggio mi sono alzato sempre molto presto, anche quando ho fatto tardi la sera o ho aspettato l’alba con degli amici. Qui, in questo giorno, per la prima volta sarei rimasto a letto volentieri. La serata passata con gli amici a ballare ed a bere è stata veramente fantastica. Ha riacceso in me tante sensazioni perse. Sono riposato dentro e fuori. C’è un aereo da prendere. Parlo un po con Raphael della serata trascorsa e di quello che sarà il nostro viaggio. Lui prosegue, io torno a casa tra un paio di giorni. Preparo tutto e vado a prendere l’autobus per l’aeroporto accompagnato da Raphael. Ci scambiamo le solite mail, lo saluto e mi avvio all’aeroporto con un ringraziamento a questa terra rossa, sarà per il suo misticismo, sarà per il clima e la cultura che si respira, devo dire che il deserto mi ha dato molto. Mi rendo conto che forse gli aborigeni sono in possesso della verità, con la loro vita tranquilla, scandita dai ritmi della natura e da quello che quest’ultima offre……forse i cechi siamo noi. Al metal detector mi fermano e mi fanno il naso elettronico. Cosa è il naso elettronico. In poche parole a tutti quelli che possono avere origini mediorientali, dare qualche sospetto…..o per pura coincidenza, vengono gentilmente invitati ad accomodarsi in una stanzetta dove un addetto, nel mio caso una dolce e bella fanciulla, ti passa sui vestiti una specie di aspiratore miniaturizzato. Fatta questa operazione estrae dall’aspiratorino un filtro che viene messo in una macchina che puo rivelare presenze di sostanze esplosive. In poche parole se hai maneggiato esplosivo o armi entro le 24 ore precedenti il nasino elettronico lo rivela. Cosa strana che veniamo beccati io ed un ragazzo di Bari: sarà una coincidenza? Questo ragazzo ha finito uno stage in Nuova Zelanda su non so quale animale marino, infatti, era fresco fresco di laurea. Mi chiede alcune informazioni su Uluru ed io sono ben lieto di dargliene. Mentre parlo con il concittadino arriva Torben con una faccia che era tutto un programma. Si scherza su come fosse andata la notte e lui da vero signore sorvola. Si parte, dormo per quasi tutto il viaggio, mi sveglio giusto giusto per vedere Sydney dall’altro. A terra ho una piccola sorpresa: la carta di credito non funziona. E’ la prima volta che mi fa uno scherzo del genere e mi viene il dubbio di aver esaurito il massimale messo a disposizione della carta. Come da consiglio di Tripluca, portavo con me del contante per ogni evenienza e quindi lo utilizzo per acquistare un abbonamento che mi consentirà di viaggiare su tutte le linee metro e bus per i restanti giorni e chiedo esplicitamente che nell’abbonamento sia messo il ritorno all’aeroporto e la possibilità di viaggiare sui traghetti. Prendo la metro e vado al Railway, l’ostello della YHA attaccato alla stazione centrale. Chiamo subito casa per chiedere a mia moglie di informarsi presso la banca su quali problemi aveva la mia carta. Mangio qualche cosa nell’attesa di richiamare ed avere una risposta. Non sono preoccupato, ho tutto pagato: ostello, abbonamento per i mezzi, l’unica fregatura è che se le cose restano così non potrò comprare regali. Parlo prima con mia moglie e poi con la banca. L’addetta mi riferisce che ha gia provveduto a portare il massimale a 2500 euro e rimane stupita di come si possa sentire bene il telefono, sembra come se fossi ad Ascoli. Sono molto più sollevato. Sono molto stanto vado a dormire presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-3247372588664060863?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/3247372588664060863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=3247372588664060863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3247372588664060863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/3247372588664060863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/alice-springs-21-febbraio-2006.html' title='Alice Springs 21 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-6114023408635697235</id><published>2009-03-15T01:48:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T01:48:28.347-07:00</updated><title type='text'>Sydney 22 febbraio 2006</title><content type='html'>Mi alzo con calma, vorrei andare a Bondy a prendere un po di sole e poi dedicare il pomeriggio alle spese. Il tempo non promette niente di buono quindi anticipo l’acquisto dei regali per parenti ed amici alla mattina. Giro per negozi, io giro per negoziiiiii? Da non credere. Ho come una specie di allergia per i negozi. Quando devo accompagnare mia moglie da qualche parte appena entro dalla porta del negozio, supermercato o boutique che sia, incomincia a prendermi come un ballo di San Vito che smette appena esco fuori dal locale. Ora mi ritrovo a visitare più negozi in una mattinata che in tutta la mia vita di quarantenne. Compro un po di tutto. Magliette carinissime, collane, bambolotti che rappresentano koala e canguri, le solite riproduzioni dei cartelli stradali australiani e tante altre cianfrusaglie. Botta di fortuna trovo un negozio di cappelli Akubra, la migliore marca di cappelli australiani. Il negozio sta chiudendo i battenti e quindi vende tutto a quattro becchi, ne compro tre per dei miei amici cacciatori, ne saranno moooolto felici. Girando per il centro incontro delle vigilasse del fuoco che chiedono un contributo non ho capito bene per cosa. Sono molto carine, entrambe hanno due occhi azzurri da favola. 40 giorni fa non mi sarei mai permesso di chiedergli di fare una foto con loro, ma come le vedo mi fiondo e gli dico:” Vi do 5 dollari se fate una foto con me. Vengo dall’Italia ed ho uno zio comandante di stazione dei vigili del fuoco ed un fratello vigile del fuoco. Voglio fargli vedere che belle vigilasse ci sono in Australia!” Come gli dico questo mollano tutto chiamano due colleghi che erano dietro di noi, si mettono una alla mia destra ed una alla mia sinistra e rifacciamo la foto. Pago i 5 dollari che avevo promesso, parliamo un po di come è il loro lavoro in Australia e purtroppo gli dico che parto tra due giorni. Mi invitano alla loro caserma nel pomeriggio. Gli dico che se non vado in spiaggia passerò volentieri. Le saluto e continuo il mio giro di compere. Sembro un po pretty woman con tutte queste buste ma soprattutto per la faccia giuliva che ho, un misto tra provincialotto, pirla e persona realmente felice. Non ho voglia di tornare a cucinare in ostello. Mi accorgo di essere vicino al Queen Victoria Building e mi ricordo ancora della piazzetta che c’è al piano seminterrato con tutti quei ristorantini particolari. MI faccio un giro e non so cosa mangiare. Escludendo il sushi gia faccio fuori la metà dei ristoranti. Opto per il thay. Per andare sul sicuro prendo riso e carne di maiale. Mi rifilano una scodella con del riso in bianco e della carne di maiale arrostita sopra. Devo dire che il riso è diverso dal nostro, i chicchi sono molto più lunghi e il sapore è molto più buono, la carne di maiale sembra la nostra porchetta. Evito di versare sopra il vasetto la salsa che mi hanno dato, memore di quello che mi era successo con il wasabi che senza sapere cosa fosse, o meglio, pensando che fosse una maionese verde, venne da me abbondantemente spalmato sul sushi ed appena messo in bocca risputato nel piatto in modo molto sonoro alla presenza di circa 300 persone ed ora che ci ripenso ero nello stesso posto dove sto mangiando andesso. Il piatto alla fine mi soddisfa e mi sazia. Mi diverto a guardare le persone che stanno mangiando con me. Di tutte le etnie: indiani, asiatici, europei e locali. Solo gli asiatici mangiano piatti tipici altrimenti non vedi assolutamente un indiano che mangia indiano o l’europeo che mangia pasta, tutti provano o amano mangiare pietanze diverse dalla loro tradizione culinaria. La maestria che gli asiatici hanno con le bacchette è fantastica, mi incanto a vedere come riescono a fare tutto quello che noi invece facciamo con la forchetta, certo è questione di pratica, ma a me meraviglia soprattutto le tecniche che adottano per le varie pietanze. Esco dal QVB e c’è un bel sole. Vado in ostello lascio tutto ciò che ho comprato, metto su il costume e vado a Bondy. Arrivato sulla spiaggia incontro subito un paio di persone toccate dalle meduse. Mi colpisce soprattutto un ragazzo che ha ancora attaccato un tentacolo di medusa appena sotto il capezzolo destro. La cosa sconvolgente è che ha tutto il lato destro rosso, dall’ascella al bacino. Un bambino che urla viene portato in braccio dal padre. MI sta passando la voglia di andare al mare. Tra le due bandiere ci sono un centinaio di persone che fanno il bagno. Penso che devo essere proprio sfigato se tra tutte quelle persone una stronza di medusa deve venire a beccare proprio me. Rischio. Mi spalmo la crema ed entro in acqua. Fredda come al solito. Ci sono onde altre di almeno tre metri ed una risacca che ti obbliga a puntare i piedi per non essere portato a largo. Provo a fare surf con il corpo, cerco di imparare guardando i locali. Qualche onda riesco anche a cavalcarla, capisco che l’importante è partire al momento giusto e capire soprattutto quando arriva l’onda giusta. La cosa che mi stupisce è come l’acqua rimanga limpida sempre. In Italia con delle onde così l’acqua tende a diventare torbida, qui resta limpida. Sicuramente dipende dalla conformazione della sabbia….credo! Non so quanto sono stato in acqua ma esco esausto. Mi faccio una doccia e mi stendo al sole. Credo di essermi addormentato e la pelle brucia……ma si chi se ne frega è uno degli ultimi giorni. Torno all’ostello stanchissimo, non ho voglia di cucinare e culo dei culi c’è un bel barby, 3 dollari e ti mangi un paninazzo con una bibita. Chiacchiero con i ragazzi che mangiano. Alcuni sono arrivati da poco in città e stanno per partire e farsi tutta la costa est. Mi tornano in mente i miei primi giorni al Globe e di come ero spaesato ed anche un po impaurito, sono una persona completamente diversa da quella, cambiata anche nel DNA…eheheh!!! Il bagno a Bondy mi ha completamente distrutto, credo di essere stato in acqua per più di 2 ore, vado a farmi una doccia e crollo sul letto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-6114023408635697235?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/6114023408635697235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=6114023408635697235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/6114023408635697235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/6114023408635697235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-22-febbraio-2006.html' title='Sydney 22 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-4894375453979659283</id><published>2009-03-15T01:47:00.001-07:00</published><updated>2009-03-15T01:47:49.501-07:00</updated><title type='text'>Sydney 23 febbraio 2006</title><content type='html'>C’è sole, me ne vado a Manly a fare un giro. Salgo sul traghetto. E’ sempre fantastico girare per la baia di Sydney, vedere l’Opera House dal mare e tutte le baiette , soprattutto con una giornata così bella. Arrivato a terra faccio un po di giri sul corso principale. Ci sono molti bei negozi ed ancora mi stupisco di come io entri a fare spesa. La cosa ancora più assurda è il voler comprare un costume a mia moglie e spiegare con le mani la grandezza delle tette ….. io so che ha la 4 (fortunello hihihihihi) ma qui le taglie sono assurde. So per certo che se sbaglio la taglia il costume finisce nel dimenticatoio e quindi desisto dal comprarlo. Voglio tornare a Bondy per fare nuovamente il bagno. Fatto sta che non mi fanno salire sul traghetto. Dicono che il mio abbonamento non è valido per quella tratta. Mi incazzo come una bestia. Prima di tutto gli faccio presente che se ci sono arrivato a Manly con il traghetto significa che l’abbonamento è buono per forza di cose, inoltre, quando l’ho acquistato, ho fatto presente all’omino che volevo tutte le tratte dei traghetti. Fatto sta che non ne vogliono sentire, devo cacciare 6 dollari se voglio tornare a Circular Quay. Arrivo in città, è ancora presto, prendo la metro fino a King Cross, prendo dei pannetti all’uvetta e ginger e mi dirigo verso il centro camminando sul viale che mi porta verso Gorge St. Mi imbatto in un bellissimo negozio che vende cose che mi piacciono molto: MASERATI E FERRARI. Come un bambino mi metto a bocca aperta a fissare quei gioielli. Il commesso o come cavolo si chiama è dovuto uscire ad asciugare la mia bava sulle vetrine. Torno a piedi all’ostello che è vicino alla stazione centrale, mi faccio tutta Gorge St., c’è un bordello di gente. Mi fermo nel supermercato della zona cinese per comprare un pesce che non so manco come si chiama, è bello e mi dicono che è molto buono. Prendo anche due patate e tornato in ostello me lo cucino in padella a fuoco lento. Qui scopro la cosa più schifosa che ho visto in Australia: l’olio di oliva Bertolli spray. Noto subito la scritta “INFIAMMABILE” il che è tutto un programma sulla bontà di quell’olio, non ho manco il coraggio di provarlo, io che sono abituato a raccogliere le olive e portarle in frantoio, seguire passo passo tutta la produzione dell’olio…..noooo non posso provarlo sto schifo. Il profumo del pesce si diffonde in tutta la cucina e mai come in questa occasione vedo le facce affamate e cattive degli altri ospiti. Non parliamo poi quando mi metto a tavola co sto pescione contornato di patate. Non ci sono parole. Finisco di mangiare e mi cambio, vado a Bondy per l’ultima volta. Sulla metro vedo un ragazzo che esprime tutta la filosofia del vivere australiano. Il tipo in questione aspetta a piedi nudi la metro indossando la muta da surf e la tavola sotto al braccio. Prende con me la metro e poi scesi a Bondi Junction station, prendiamo l’autobus. Ora ve lo immaginate voi un ragazzo che ne so di bologna che prende in costume ed a piedi nudi il treno fino a Rimini e poi l’autobus per andare in spiaggia portando sotto il braccio le pinne e la maschera? Assolutamente no!!! La cosa stupenda è che solo io guardavo il tipo, per tutte le persone la cosa era normale. Io ero entrato un po, ripeto un po, in questa mentalità, infatti dopo le prime due settimane non stiravo più le maglie o i pantaloni, le mettevo e via. Ma a questo livello ancora non c’ero arrivato. Gli australiani, almeno a Sydney ho notato questo, non badano a queste cose, vivono con molto meno stress o condizionamenti di noi italiani, non si fanno problemi ad andare al supermercato con i bigodini in testa o a piedi nudi sulla metro…..da noi una donna si farebbe i capelli a zero piuttosto che mettere solo un piede fuori di casa con i bigodini in testa, pensa te se dovesse andare al supermercato. Vabè arrivo a Bondy. Il mare è calmo, faccio una nuotata, conosco delle ragazze italiane che sono a Sydney da due mesi. Mi chiedono dei posti che ho visitato e le mie impressioni. Quando gli dico che sono andato in giro non conoscendo l’inglese, che ho 40anni, che ho lasciato famiglia e tutta la solita storia……anche loro incominciano con il dire che ho avuto coraggio, che gia per loro che sono delle ventenni la cosa è stata difficile, che loro pur conoscendo l’inglese hanno avuto difficoltà……insomma sono un marziano. Sfatiamola sta cosa. Io sono uno che ha deciso di fare un VIAGGIO….punto. La cosa incomincia a darmi un po fastidio, io non mi vedo nei panni del caso particolare, forse perché credo che se uno vuole certe cose le fa. Se riesce a farle non vedo dove sta tutto sto coraggio e questa particolarità. Cmq si chiacchiera fino a tardi e le ragazze mi chiedono se voglio rimanere a cena con loro…devo cucinare io…..altrimenti la fregatura ndo stava?!?!?!?. Ok vado in ostello a fare la doccia e ritorno a Bondy dove mi aspettavano le ragazze. Casetta piccola ma confortevole. Questa volta devo stare attento a cucinare, ho degli italiani a mangiare, non posso cavarmela con la prima stronzata. Mai come in questa occasione mi sono applicato a cucinare delle penne alla puttanesca (senza ricotta) e degli involtini fatti con la frittata ripieni di…..quello che mi è capitato tra le mani! Cena bellissima soprattutto per la compagnia, si è parlato fino a tardi ma poi, purtroppo, le ho dovute lasciare per tornare in albergo: dovevo preparare i bagagli, domani si torna a casa. Le ragazze mi hanno accompagnato fino alla stazione della metro dandomi ognuna un bacio…avevo due guance rosse per il rossetto che sembravo un vecchio puttanone. Nel tragitto ho pensato ad una cosa strana. Da Alice Springs in poi ho abbandonato molto la macchina fotografica. I primi giorni, forse spinto dalla curiosità e dallo spirito di avventura, fotografavo anche i vermi, ragni, lavandini, un po di tutto. In questi giorni, anche se vedevo cose interessanti non mi andava più di fotografare. Arrivo in ostello. E’ un trauma vedere che ho lo zaino, lo zainetto e una valigia con le rotelle comprata solo ed esclusivamente per i regali, completamente pieni, praticamente ho il doppio del bagaglio con cui sono partito. Spero sinceramente che all’aeroporto non mi facciano storie sul peso. Non riesco a prendere sonno. Sono le due di notte e mi aggiro nella sala comune dell’ostello. Ci sono 4 pazzi insonni: io, una giapponese e due ragazzi di cui non so la nazionalità. Leggo ed ascolto musica. Sono incazzato, se avessi saputo che non avrei preso sonno sarei rimasto dalle ragazze. So che domani mi aspetta un lungo viaggio, quasi 25 ore tra volo e scalo ad HK. Cerco di dormire….non so a che ora mi sono addormentato ma so di certo che ho pensato tantissimo a questo viaggio, alla sorpresa che le bimbe avranno nel rivedermi, visto che non sanno quando sarei tornato di preciso. A come e se sarò cambiato, a quanto mi manca mia moglie, a quanto mi manca casa mia……….a quanto mi mancherà l’Australia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-4894375453979659283?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/4894375453979659283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=4894375453979659283' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4894375453979659283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4894375453979659283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-23-febbraio-2006.html' title='Sydney 23 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-7490585575018971100</id><published>2009-03-15T01:46:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T01:47:01.612-07:00</updated><title type='text'>Sydney 24 febbraio 2006</title><content type='html'>Sydney 24 febbraio 2006 E’ arrivato il giorno dell’addio all’Australia. Come sono cambiato da quel fatidico 15 gennaio quando molto impaurito sono partito da casa mia nella ridente cittadina di Ascoli Piceno. Prendo tutti i miei bagagli e mi avvio all’aeroporto. Guarda caso la giornata è stupenda. Arrivo in aeroporto e faccio la fila per consegnare i bagagli. Come immaginavo supero il peso consentito ma trovo una signora, devo dire anche bona, che mi fa un sorriso enorme e mi dice di non preoccuparmi che non ci sono problemi. I problemi nascono al controllo passaporti. Arrivo al gabbiotto e mostro il passaporto. Non capisco cosa non vada ma la signora dice che la macchina non legge non so cosa e che mi devo accomodare allo sportello. Mi viene a prendere una signora gentilissima, bionda, diciamo matura, mi accompagna a d un bancone dove c’è una sua collega. Entrambe maneggiano il mio passaporto per cercare di vedere non so cosa, alla fine mi dicono che devo attendere che arrivi il loro capo che le deve autorizzare a fare una certa operazione. Il loro capo è una stangona bionda con un paio di gambe che non finiscono più. Ha uno sguardo che non mi piace, molto marziale, quasi cattivo. Non capisco quello che si dicono ma vedo le due addette fare delle operazioni al pc e la biondina venire verso di me. L’aspetto mi aveva ingannato, si rivela gentilissima, anzi quando ha letto che sono italiano mi ha chiesto di parlare in italiano, amava la nostra lingua e la nostra terra, mi dice che è stata a Roma e Firenze, vorrebbe tornarci per visitare altre città come Venezia. Non so ho un brutto presentimento. Non capisco se tutta quella cortesia è per tenermi buono mentre controllano il passaporto o è sincera. Alla fine si rivelerà sincera, mi ritrovo a parlare dell’Italia ad un bancone dell’aeroporto di Sydney con tre donne mai conosciute. Al capo do anche il mio indirizzo e numero di telefono invitandola a venire a trovarmi nel caso in cui il suo sogno di viaggiare un po per l’Italia si dovesse realizzare. Alla fine chiedo cosa avesse il mio passaporto e capisco che non essendo digitale le loro macchine hanno dei problemi a vedere se è falso o meno e quindi devono fare dei controlli tramite terminale…….vedi che volevano tenermi buono?!?!?!?! Le saluto e mi dirigo al ponte d’imbarco.Dal gate subito dopo il mio parte un aereo per Los Angeles. E’ da non credere le precauzioni ed i controlli che effettuano. Nel mio caso ci sono stati i classici controlli che si fanno in ogni aeroporto, qui per Los Angeles sul gate hanno messo dei pannelli in modo che nessuno possa intrufolarsi, poi dei tavoli dove 4 persone ricontrollano accuratamente tutto il bagaglio a mano ed alla fine due addetti controllano con il metal detector le persone ed uno fa il famoso naso elettronico. Praticamente mentre per noi europei la trafila dura pochi minuti per gli americani un paio di ore. Si aprte. L’aereo è molto più grande di quelli che ho preso all’andata, ha anche la telecamerina messa sulla pancia dell’aereo che ti fa vedere il decollo e poi l’atterraggio. Ormai sono bello che scafato ed alle signorine chiedo da mangiare e bere ogni volta che me ne va…all’andata un po mi vergognavo, un po avevo paura di non sapermi spiegare, alla fine morivo di fame e di sete. La Cathay è una compagnia ottima devo dire. La pulizia sugli aerei è da 10, lavano il bagno ogni 3 ore e l’aereo stesso profuma. Arriviamo ad HK. E’ tardi, sono aperti solo i Duty Free. Le sigarette costano una cazzata ma non so quante stecche posso portare, incontro degli italiani , anche loro sono un po confusi sulla quantità…ne prendo 4 e delle scatole di sigari…farò contenti molti amici. Vado nel bagno a cambiarmi e rinfrescarmi, metto su i pantaloni lunghi e la maglia a maniche lunghe. Ho chiamato casa…sta nevicando. Salgo sull’aereo e mi siedo vicino ad una ragazza che è un armadio, più tardi mi dirà di avere il 44 di piede ed essere alta 1 metro ed 86 centimetri. Nel corso del viaggio parlando scopro che si chiama Rachel ha 24 anni e viene da Cairns. Faceva la maestra si è licenziata, ha venduto il suo appartamento e vuole stare per un po in Italia. Mi fa vedere delle carte. Parlano di suo nonno che ha origini italiane e subito mi balza all’occhio il nome di una cittadina, Offida, che dista solo 10 minuti da casa mia. Rachel mi spiega che il nonno è nato ad Offida….non ci posso credere, la coincidenza si ma qui c’ha messo lo zampino qualche divinità……devo dire che mi sono guardato attorno per vedere se si trattasse di uno scherzo televisivo…no era realtà! Iniziamo a parlare di Offida, di dove si trova, che è una piccola cittadina dove si produce un ottimo vino e soprattutto il merletto fatto a tombolo. Rachel è diretta a Milano cmq la invito a venirmi a trovare e cercherò di trovare notizie di eventuali parenti. Grazie alla mia vicina un po del viaggio passa senza che io me ne accorga ma le ultime 4 ore sono tremende. Dormire non se ne parla, ogni tanto mi alzo e cerco di sgranchirmi lungo il corridoio. Sono gia 10 ore che viaggio su questo volo. Mi succede una cosa strana. Dovevo andare al bagno, vedo la lucetta verde ed apro la porta….sorpresa, ti becco una signora seduta sulla tazza che aveva chiuso male la porta….urlo megagalattico della signora che fa sbandare anche l’aereo, io che mi metto a ridere e torno al mio posto. Mangio come un porco, sinceramente non so cosa mi abbiano dato da mangiare ma ho razzolato tutto. Mi sono fatto dare anche dei panini buonissimi con dentro una specie di prosciutto cotto e burro spalmato. Arriviamo sulla Grecia e mi accorgo che la mia vicina ha un giubettino a dir poco primaverile e delle scarpe aperte. Gli chiedo se pensa di atterrare vestita così o ha da cambiarsi. Mi risponde che quelli sono gli indumenti più pesanti che possiede…..azzzzz!! Gli faccio capire che fa molto freddo e che se ci va bene troviamo una decina di gradi. Non ci crede. Arriviamo sopra l’Italia e sorvoliamo le montagne abruzzesi. Nei pochi sprazzi che ci sono tra le nuvole si riescono a vedere le cime innevate. Subito dopo il comandante dice che a Roma ci sono 7 gradi. Rachel diventa bianca…eheheh. So che è sabato ma non ho capito bene che giorno..27…?..28..? non me ne frega. E’ carnevale, dovrebbero venirmi a prendere degli amici. Forse ce la faccio per l’uscita da scuola delle bimbe. Atterriamo, Rachel mi chiede di aiutarla con la lingua…chi io?..vabè ci provo. Ai passaporti tutto liscio. Alla dogana devo dichiarare le sigarette e Rachel ha anche lei delle cose. C’è una fila immensa. Se non avevamo nulla da dichiarare dovevamo prendere una direzione diversa dove non si faceva la fila. C’è un finanziere e gli spiego che ho delle sigarette e la ragazza alcune cosette…mi risponde che potevo prendere la direzione di quelli che non hanno nulla da dichiarare e che avrei dichiarato il tutto al cancello successivo………il cancello successivo era l’uscita dall’aeroporto di Fiumicino!!!!! Rachel deve andare alla stazione Termini e quindi deve prendere il trenino che fa la spola tra l’aeroporto e la stazione. Qui altro fatto incredibile. Vado per chiedere il costo del biglietto e quando l’addetto mi fa delle domande io gli rispondo in inglese…azz….mo che sono tornato mi metto a parlare in inglese? Saluto Rachel che riesce a prendere il trenino appena in tempo. Io chiamo i miei amici per vedere dove sono….stanno arrivando. Guardo tutto quello che ho con me: uno zaino che sembra quelle zattere autogonfiabbili, se provo ad aprirlo erutta abiti per il triplo del suo volume. Uno zainetto che contiene di tutto e soprattutto panni puzzolenti, un troley che chiede perdono, 3 buste di plastica con dentro sigarette, cappelli, regali vari. Qui ci voleva la foto. Ho con me la felpa che non mi ha mai abbandonato, spero che i miei amici abbiano portato qualche cosa di pesante, fa freddo e comincio a perdere sensibilità a varie parti del corpo. Arrivano Fabrizio e Patrizia, una coppia di amici. Quale è la prima cosa che ti dicono degli amici quando torni da un posto dove era estate?...5 secondi per indovinarlo…5…4…3…2..1…ma come sei abbronzatooooo!!! E ce credo!!! Lungo il viaggio non smetto mai di parlare, il motivo è che se smetto mi addormento. Il viaggio tra Roma ed Ascoli Piceno dura appena 2 ore e mezza. Durante il tragitto mi fermo in una località dove ci sono delle terme di acqua sulfurea, Cotiglia, in questa località, lungo la strada, ci sono alcuni rivenditori di porchetta…..mi sparo un paninone giusto come conferma che sono tornato in Italia. Fortunatamente non abbiamo trovato neve e quindi si viaggia tranquillamente. Non dimenticherò mai la faccia di mia moglie quando mi ha visto e soprattutto come mi ha accolto. Sono cose che non si dimenticano, fanno bene al rapporto, fanno bene…tanto! Mi faccio una doccia, minimo dimagrisco di un paio di chili, sono più di 24 ore che non mi lavo come si deve. Faccio giusto in tempo per andare a prendere le bambine all’uscita di scuola. Andiamo a piedi , ho bisogno di muovermi, non voglio sentire più di stare fermo. Incontriamo una marea di persone che mi salutano e mi chiedono come è andato il viaggio……sorvolo, non ho voglia di parlare, ho voglia di vedere le bimbe. La prima ad uscire è la piccola, quando mi vede non trattiene le lacrime, lascia tutto e mi salta al collo. La grande quando esce mi guarda, incredula, poi realizza che sono realmente io ed anche lei mi salta al collo. Fantastico, sono cose che mi mancavano e finalmente sono a casa!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-7490585575018971100?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/7490585575018971100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=7490585575018971100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7490585575018971100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/7490585575018971100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/sydney-24-febbraio-2006.html' title='Sydney 24 febbraio 2006'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-2898974839003887681</id><published>2009-03-15T01:43:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T01:44:37.243-07:00</updated><title type='text'>Ascoli Piceno un anno dopo</title><content type='html'>Strano ma ancora oggi le persone con cui parlo del mio VIAGGIO mi definiscono un marziano. Le domande classiche sono: “ Ma sei andato da parenti?...da solo?...non ci credo?!?!?!?”. Mi accorgo di come possa essere tarata la mentalità delle persone e forse, se non avessi fatto questo VIAGGIO lo sarei anche io. Perché ho deciso di fare un viaggio di 40 giorni a 40 anni?...dopo un anno ancora me lo chiedo. Certo stavo passando un periodo non piacevole , con vari problemi. Ricordo solo che mi scaturì il tutto da una frase di un collega, mi disse che tutti bene o male si OMOLOGANO ai dettami della società. Mi resi conto che mi ero omologato anche io, io che venivo definito quello fuori dai canoni. Incominciai a cercare notizie su possibili mete: Cuba, Brasile, Australia. Come ho gia detto i parametri sui quali basai la mia scelta erano: clima favorevole, tranquillità, sicurezza intesa in tutti i sensi, dalla sanitaria a quella personale. La mia decisione cadde, ma per puro caso, sull’Australia. Oggi posso dire che questa decisione fu quella azzeccata. Come dicevo, cercando informazioni, mi sono imbattuto nel sito di TRIPLUCA. Consigli ottimi, gente disponibile a darti tutte le informazioni possibili. Ricordo ancora che le mie prime domande furono: “ che cosa è OZ e perché dite sempre OUTBACK?”. Ecco io ero a quel livello. Oggi so cosa è OZ e soprattutto so cosa è l’OUTBACK. So cosa è il cielo stellato di notte dell’Australia, il sole dell’Australia, viaggiare per l’Australia, il basilico australiano…..ma sapere queste cose conta poco se non apprezzi lo spirito e le sensazioni che questi posti, queste cose ti danno. L’approccio con cui ci si pone nei confronti di un viaggio del genere è fondamentale. Fare un viaggio sterile, fatto solo di foto, di preoccuparsi quale sarà la prossima meta, di dover avere il vestito giusto per scendere al ristorante, di avere tutte le comodità….bene non ti darà e non ti lascerà niente. Aver vissuto al Globe di Sydney, dormito su una barca a vela nel bel mezzo delle With, aver dormito in un sacco a pelo nel deserto, aver conosciuto persone di tutte le età e di tutte le nazioni, aver condiviso la stanza con ragazze che ti giravano liberamente nude……aver condiviso un piatto di spaghetti con gente che hai conosciuto 10 minuti prima…..aver pianto in un autobus vedendo il più bel cielo stellato, mbè credo che ti lasci qualche cosa. L’Australia mi ha dato tanto. Lo spirito con cui vivono gli australiani, l’aver vissuto tra gente che come si dice “non se la tira”, ti fa capire che forse stai vivendo dando importanza a cose marginali, che forse la vita puo essere goduta diversamente. L’Australia mi ha fatto capire che amo le mie donne, la mia famiglia, che è lo spirito che versa la vita non il luogo in cui la vivi. Ho capito che se voglio le cose le faccio, anche con mille difficoltà, ma le faccio. Sono felice di questo viaggio, a 40anni mi ha fatto tornare a 20 anni fa, mi ero assopito. Molti dicono che ho avuto coraggio, io dico solo che ho avuto caparbietà, e se devo chiamarla in qualche modo dico che ho avuto fortuna, fortuna di fare un viaggio di 40 giorni dove ho visto un mondo ed un modo nuovo di vivere. Non ho paura della realtà, della vita fatta del lavoro, della routine, delle responsabilità, ecco per questo ci vuole coraggio, per fare un viaggio ci vogliono solo dei soldi e la voglia di farlo. L’importante è quello che trovi e che ricevi dal VIAGGIO. Ho gia ringraziato delle persone ma lo rifaccio. TRIPLUCA come non potrei ringraziarlo, è l’artefice del forum che mi ha dato lo spunto. OZTUPAC la prima voce che trovai nel forum e che mi ha portato in giro per l’Australia via web quasi tenendomi per mano. GIO’ le sue foto ed i suoi racconti mi hanno fatto sognare gia prima di essere partito….ed ora ho l’onore di essere citato nel suo sito….frecate!!!!&lt;br /&gt;CARMINE che dire l’UTET dell’Australia, la persona più informata e disponibile a darti informazioni attendibili.&lt;br /&gt;Le mie donne, hanno superato uno stress non indifferente e di questo gle ne sarò grato sempre.&lt;br /&gt;Ultimo pensiero a me stesso. Complimenti per come hai gestito il tutto…ed auguro a tutti di vivere le emozioni che ho vissuto, gli incontri, le esperienze, la musica, i luoghi. Per quelli che sono indecisi dico solo che l’Australia è là che vi aspetta, ogni lira, ogni goccia di sudore che spenderete saranno ricompensate………..con l’unica controindicazione che è la nostalgia.&lt;br /&gt;Ma ci si puo sempre tornare….ehehehheehh!!!!&lt;br /&gt;Un saluto a tutti….Michele…alias OLIVEASCOLANE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-2898974839003887681?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/2898974839003887681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=2898974839003887681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2898974839003887681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/2898974839003887681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/ascoli-piceno-un-anno-dopo_15.html' title='Ascoli Piceno un anno dopo'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3550489749182447723.post-4107841104505818717</id><published>2009-03-15T01:36:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T01:37:19.077-07:00</updated><title type='text'>Ascoli Piceno un anno dopo</title><content type='html'>Strano ma ancora oggi le persone con cui parlo del mio VIAGGIO mi definiscono un marziano. Le domande classiche sono: “ Ma sei andato da parenti?...da solo?...non ci credo?!?!?!?”. Mi accorgo di come possa essere tarata la mentalità delle persone e forse, se non avessi fatto questo VIAGGIO lo sarei anche io. Perché ho deciso di fare un viaggio di 40 giorni a 40 anni?...dopo un anno ancora me lo chiedo. Certo stavo passando un periodo non piacevole , con vari problemi. Ricordo solo che mi scaturì il tutto da una frase di un collega, mi disse che tutti bene o male si OMOLOGANO ai dettami della società. Mi resi conto che mi ero omologato anche io, io che venivo definito quello fuori dai canoni. Incominciai a cercare notizie su possibili mete: Cuba, Brasile, Australia. Come ho gia detto i parametri sui quali basai la mia scelta erano: clima favorevole, tranquillità, sicurezza intesa in tutti i sensi, dalla sanitaria a quella personale. La mia decisione cadde, ma per puro caso, sull’Australia. Oggi posso dire che questa decisione fu quella azzeccata. Come dicevo, cercando informazioni, mi sono imbattuto nel sito di TRIPLUCA. Consigli ottimi, gente disponibile a darti tutte le informazioni possibili. Ricordo ancora che le mie prime domande furono: “ che cosa è OZ e perché dite sempre OUTBACK?”. Ecco io ero a quel livello. Oggi so cosa è OZ e soprattutto so cosa è l’OUTBACK. So cosa è il cielo stellato di notte dell’Australia, il sole dell’Australia, viaggiare per l’Australia, il basilico australiano…..ma sapere queste cose conta poco se non apprezzi lo spirito e le sensazioni che questi posti, queste cose ti danno. L’approccio con cui ci si pone nei confronti di un viaggio del genere è fondamentale. Fare un viaggio sterile, fatto solo di foto, di preoccuparsi quale sarà la prossima meta, di dover avere il vestito giusto per scendere al ristorante, di avere tutte le comodità….bene non ti darà e non ti lascerà niente. Aver vissuto al Globe di Sydney, dormito su una barca a vela nel bel mezzo delle With, aver dormito in un sacco a pelo nel deserto, aver conosciuto persone di tutte le età e di tutte le nazioni, aver condiviso la stanza con ragazze che ti giravano liberamente nude……aver condiviso un piatto di spaghetti con gente che hai conosciuto 10 minuti prima…..aver pianto in un autobus vedendo il più bel cielo stellato, mbè credo che ti lasci qualche cosa. L’Australia mi ha dato tanto. Lo spirito con cui vivono gli australiani, l’aver vissuto tra gente che come si dice “non se la tira”, ti fa capire che forse stai vivendo dando importanza a cose marginali, che forse la vita puo essere goduta diversamente. L’Australia mi ha fatto capire che amo le mie donne, la mia famiglia, che è lo spirito che versa la vita non il luogo in cui la vivi. Ho capito che se voglio le cose le faccio, anche con mille difficoltà, ma le faccio. Sono felice di questo viaggio, a 40anni mi ha fatto tornare a 20 anni fa, mi ero assopito. Molti dicono che ho avuto coraggio, io dico solo che ho avuto caparbietà, e se devo chiamarla in qualche modo dico che ho avuto fortuna, fortuna di fare un viaggio di 40 giorni dove ho visto un mondo ed un modo nuovo di vivere. Non ho paura della realtà, della vita fatta del lavoro, della routine, delle responsabilità, ecco per questo ci vuole coraggio, per fare un viaggio ci vogliono solo dei soldi e la voglia di farlo. L’importante è quello che trovi e che ricevi dal VIAGGIO. Ho gia ringraziato delle persone ma lo rifaccio. TRIPLUCA come non potrei ringraziarlo, è l’artefice del forum che mi ha dato lo spunto. OZTUPAC la prima voce che trovai nel forum e che mi ha portato in giro per l’Australia via web quasi tenendomi per mano. GIO’ le sue foto ed i suoi racconti mi hanno fatto sognare gia prima di essere partito….ed ora ho l’onore di essere citato nel suo sito….frecate!!!!&lt;br /&gt;CARMINE che dire l’UTET dell’Australia, la persona più informata e disponibile a darti informazioni attendibili.&lt;br /&gt;Le mie donne, hanno superato uno stress non indifferente e di questo gle ne sarò grato sempre.&lt;br /&gt;Ultimo pensiero a me stesso. Complimenti per come hai gestito il tutto…ed auguro a tutti di vivere le emozioni che ho vissuto, gli incontri, le esperienze, la musica, i luoghi. Per quelli che sono indecisi dico solo che l’Australia è là che vi aspetta, ogni lira, ogni goccia di sudore che spenderete saranno ricompensate………..con l’unica controindicazione che è la nostalgia.&lt;br /&gt;Ma ci si puo sempre tornare….ehehehheehh!!!!&lt;br /&gt;Un saluto a tutti….Michele…alias OLIVEASCOLANE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3550489749182447723-4107841104505818717?l=viaggiodellolivastro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/feeds/4107841104505818717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3550489749182447723&amp;postID=4107841104505818717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4107841104505818717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3550489749182447723/posts/default/4107841104505818717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://viaggiodellolivastro.blogspot.com/2009/03/ascoli-piceno-un-anno-dopo.html' title='Ascoli Piceno un anno dopo'/><author><name>il viaggio dell'Olivastro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14598132853582682737</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
